Giappone: l’indice Nikkei cede oltre il 5 per cento dopo le minacce di Trump all’Iran
La Borsa di Tokyo ha registrato un forte ribasso stamattina dopo le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro l’Iran in relazione alla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’indice Nikkei 225 ha perso temporaneamente oltre il 5 per cento, per poi ridurre le perdite: alle 10:50 (le 2:50 in Italia) segnava -1.815,83 punti (-3,40 per cento) a 51.556,70, dopo aver ceduto più di 2.600 punti. L’indice più ampio Topix risultava in calo di 107,69 punti (-2,98 per cento) a 3.501,71.
In un messaggio pubblicato ieri sulla piattaforma sociale Truth, Trump ha concesso a Teheran 48 ore per riaprire lo stretto, avvertendo che, in caso contrario, gli Usa colpirebbero sistematicamente gli impianti iraniani per la produzione di energia elettrica. L’Iran ha replicato minacciando in tal caso di chiudere completamente la via marittima e di colpire infrastrutture energetiche e di desalinizzazione nella regione. Nel contesto della crisi, il contratto di riferimento sul petrolio statunitense West Texas Intermediate ha superato temporaneamente i 100 dollari al barile.
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