Poste: Opas per acquisire l’intero capitale di Tim e procedere alla revoca della quotazione in Borsa
La chiusura dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria lanciata da Poste Italiane su Tim è attesa nel quarto trimestre dell’anno. È quanto ha spiegato l’Amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, nel corso della conference call di presentazione dell’operazione, che “sarà notificata all’Antitrust” ma “non ci sono rischi”. “Tim rimarrà una società stand-alone”, ha sottolineato l’Ad di Poste, aggiungendo che sarà preservato anche il “brand iconico” di Tim, che “manterrà la sua organizzazione e la sua attività nel gruppo”. Del Fante ha poi precisato come non ci sia stato nessun coinvolgimento del governo nell’operazione. Il Consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha approvato ieri sera il lancio dell’offerta per un corrispettivo totale di circa 10,8 miliardi di euro. L’obiettivo dell’operazione è dare vita ad un unico gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane. Il nuovo gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti.
Il gruppo combinato si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate del Paese con ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi di euro, un Ebit aggregato pro-forma pari a circa 4,8 miliardi di euro e con oltre 150 mila dipendenti. L’obiettivo dell’offerta di Poste è acquisire l’intero capitale sociale di Tim e procedere alla revoca dalla quotazione delle azioni di Tim su Euronext Milan. Il corrispettivo riconosciuto da Poste Italiane agli azionisti di Tim che dovessero aderire all’offerta sarà rappresentato da una componente in denaro pari a 0,167 euro per ciascuna azione di Tim portata in adesione all’offerta e da una componente in titoli pari a 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di Tim portata in adesione all’offerta. Il corrispettivo complessivo dell’offerta esprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per ciascuna azione di Tim e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01 per cento rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato alla data del 20 marzo 2026. Poste Italiane ha identificato un potenziale complessivo di sinergie ante imposte pari a circa 0,7 miliardi di euro annui a regime, di cui 0,5 miliardi riconducibili a sinergie di costo incluse le efficienze conseguibili sugli attuali livelli del costo di finanziamento di Tim e grazie all’ottimizzazione della struttura di capitale di quest’ultima.
Il gruppo risultante dal completamento dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria presentata da Poste Italiane su Telecom Italia potrà beneficiare di una governance stabile, con la presenza dello Stato italiano quale azionista di maggioranza con una partecipazione superiore al 50 per cento (anche attraverso la partecipazione detenuta da Cassa depositi e prestiti). Tim – ha riferito un portavoce della società – ha preso atto dell’offerta lanciata da Poste Italiane e ha precisato che oggi si riunisce il Consiglio di amministrazione per avviare il processo di valutazione dell’offerta.
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