I GO ITALIAN, a Milano le prime targhe della rete globale della gastronomia italiana UNESCO
A Milano assegnate le prime targhe del progetto I GO ITALIAN, la rete internazionale che valorizza la gastronomia italiana riconosciuta patrimonio immateriale dall’UNESCO.
I GO ITALIAN: a Milano le prime targhe
della rete internazionale della gastronomia italiana
Si è svolta il 15 gennaio a Milano la cerimonia di consegna delle prime targhe del progetto I GO ITALIAN, la prima rete internazionale dedicata alla valorizzazione della gastronomia italiana nel mondo, secondo i valori riconosciuti patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO.
L’evento, ospitato presso la Sala Falck di Assolombarda, ha visto la partecipazione di imprenditori, ristoratori, chef e produttori provenienti da diversi Paesi, con una platea gremita di giornalisti e operatori del settore agroalimentare, horeca, turismo ed economia.
Un progetto globale per la cucina italiana nel mondo
Il progetto I GO ITALIAN, promosso dalla Fondazione Made in Sicily ETS, nasce con l’obiettivo di mettere in rete gli operatori della cucina italiana autentica, attivi nei principali mercati internazionali.
Il movimento attraversa idealmente Beverly Hills, Europa, Australia, Dubai, Singapore, Tokyo, fino a rientrare in Italia, tra Lombardia e Sicilia, territori simbolo della tradizione gastronomica nazionale.
Le prime targhe assegnate a Milano
Durante la cerimonia sono state consegnate ufficialmente le targhe ai primi imprenditori aderenti al progetto, tra cui:
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Vincenzo Andronaco, fondatore di Andronaco Grande Mercato (Amburgo)
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Fabio Cappellano, Qualitalia (Amsterdam)
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Peppe Cappellano, Osteria Sala Federico (Rotterdam)
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Manuel Maslah, La Piccola Cantina (Berlino)
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Santo Manetta, Ristorante Al Sorriso (Bergamo)
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Rosolino e Floriana Palazzolo, L’Orto di Rosolino (Terrasini)
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Salvatore Bilello, Macelleria Bilello (Camporeale)
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Ignazio Sparacello, Macelleria Sparacello (Palermo)
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Antonio Cottone, Kurtisìa Restaurant (Santa Venerina)
Assente per motivi di salute Celestino Drago, primo in assoluto ad aver aderito al progetto e figura di riferimento della cucina italiana negli Stati Uniti.
La visione della Fondazione Made in Sicily
A guidare l’iniziativa sono Giovanni Callea e Davide Morici, vertici della Fondazione Made in Sicily, che hanno sottolineato come I GO ITALIAN non sia un sistema di certificazione commerciale, ma una piattaforma culturale.
«Il riconoscimento UNESCO non riguarda solo le ricette, ma un patrimonio fatto di saperi, convivialità e tradizioni», hanno spiegato.
«I GO ITALIAN mette al centro le persone, le storie e le pratiche autentiche della cucina italiana».
L’accesso alla rete avviene su invito o presentazione, previa approvazione di un Comitato Direttivo, a garanzia della qualità e coerenza dei valori condivisi.
Una rete in crescita tra Europa, America e Asia
Nato a dicembre 2025, il progetto ha già raccolto oltre 50 aderenti e coinvolge più di 1.000 professionisti tra chef, ristoratori e produttori, con presenze in città chiave come New York, Los Angeles, Chicago, Londra, Parigi, Berlino, Tokyo, Dubai e Melbourne.
Una rete che testimonia l’orgoglio dell’italianità nel mondo e il ruolo centrale della gastronomia come strumento culturale, economico e identitario.
Le testimonianze degli operatori
Dalle testimonianze emerse durante l’evento, è chiaro come la cucina italiana rappresenti un ponte culturale tra territori e comunità. Dalla distribuzione di prodotti italiani in Germania, all’educazione al gusto nei Paesi del Nord Europa, fino ai progetti di filiera corta, formazione e innovazione gastronomica in Sicilia.
Un patrimonio vivo, che continua a evolversi senza perdere il legame con le radici.
Un progetto che guarda al futuro
Con I GO ITALIAN, la Fondazione Made in Sicily punta a costruire una rete internazionale stabile, capace di raccontare e proteggere la vera cucina italiana nel mondo, rafforzando il dialogo tra tradizione, impresa e cultura.
Un’iniziativa che conferma come la gastronomia italiana resti uno dei pilastri più forti del Made in Italy globale.
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