Il Nuovo Codice della Strada introduce l'alcolock: ma è pieno di criticità

Mar 6, 2026 - 10:30
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Il Nuovo Codice della Strada introduce l'alcolock: ma è pieno di criticità

lentepubblica.it

Tutti parlano (male) del nuovo alcolock, anche in programmi radio, talk show e spazi di intrattenimento: uno strumento introdotto dall’aggiornamento del codice della strada, ormai costante argomento ‘da bar’ che stimola dibattiti ed anche molte polemiche.


È infatti di questi giorni l’entrata in vigore del dispositivo che ha di nuovo riacceso scontri, polemiche e confronti sul regolamento che disciplina le nostre strade.

Entra pienamente in vigore, a oltre un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada, una delle novità più critiche e dibattute. Si tratta dell’alcolock, il dispositivo che permette di accendere l’auto e guidare solamente se il proprio tasso alcolico è dentro i limiti previsti legalmente.

La lista dei dispositivi

Mancava, in effetti, all’effettiva operatività della norma, l’ultimo passaggio necessario. Sebbene il decreto attuativo fosse stato pubblicato in Gazzetta ufficiale a luglio dello scorso anno per rendere operativa la misura era necessario attendere la lista degli alcolock abilitati, quelli che si possono effettivamente installare. Il Ministero dei Trasporti l’ha pubblicata, operativa da febbraio, sul Portale dell’automobilista.

Un etilometro fissato in auto

L’alcolock è un etilometro integrato nella plancia dell’auto e collegato al sistema di accensione. Prima di partire il guidatore deve soffiare in un boccaglio, simile al normale etilometro. Se viene rilevato un tasso alcolemico superiore al limite, che può essere settato anche a 0,0 g/l per i recidivi, il dispositivo blocca il motore. Il sistema evoluto registra i tentativi per evitare manomissioni, si basa su sensori a cella di combustibile.

I limiti da non superare

L’obbligo di installare il dispositivo sulla propria auto riguarda chi viene sorpreso al volante con un tasso alcolemico che supera gli 0,8 grammi per litro. Chi viene fermato dalle forze di polizia mentre è alla guida, sottoposto a un controllo dell’etilometro, e risulta avere un tasso alcolemico che supera gli 0,8 grammi per litro, può ricevere una multa che va da 800 a 3.200 euro oltre all’arresto fino a sei mesi. In questo caso la patente viene sospesa per un periodo da un anno a sei mesi. Il giudice, in caso di condanna, fa scattare anche l’obbligo di alcolock. L’automobilista che ha superato questi valori limite dovrà installarlo e mantenerlo per due anni.

Fino a due anni di sospensione

Se invece il livello di alcool nel sangue è più alto fino a superare i 1,5 grammi al litro, l’obbligo di alcolock dura per tre anni. La commissione medica per i rinnovi della patente può anche decidere di prolungare ulteriormente l’obbligo. Inoltre nel caso di tasso alcolemico così elevati la sospensione della patente può arrivare a durare anche fino a due anni se si stava guidando un’auto che appartiene a un’altra persona.

Sanzioni e annotazioni sulla patente

E’ una sanzione che può essere commutata dal tribunale.  Il collegamento tra condanna per guida in stato di ebbrezza e obbligo di alcolock passa attraverso l’annotazione di specifici codici sulla patente. Ai condannati possono essere apposti i codici 68 “niente alcool” e 69 “limitata alla guida di veicoli dotati di un dispositivo di tipo alcolock conforme alla norma EN 50436”. Il codice 69 sulla patente è un limite anche alla libertà di guidare l’auto di un amico o un veicolo a noleggio privo di alcolock, anche per brevi tragitti, entrambe azioni vietate dalla norma. Problemi che si possono riflettere anche sul lavoro, soprattutto per chi utilizza mezzi aziendali. Quado sarà terminato il periodo di sospensione imposto dalla condanna, patente stessa riporterà in modo ben visibile il vincolo alla guida sobria e l’obbligo all’utilizzare solo veicoli equipaggiati con il dispositivo.

I modelli omologati

I modelli autorizzati al montaggio nella lista del Ministero, che riporta anche dati di contatto dei costruttori, sono solo due, Breatech B1000 e Zaldy. La nota contiene anche la lista degli installatori autorizzati e l’elenco delle auto compatibili con ciascun modello. In particolare, il modello Breatech riporta marche e modelli compatibili, Zaldy risulta compatibile con furgoni e altri mezzi per il trasporto di merci e persone compresi nelle categorie N e M. Non è chiaro se la lista potrà essere ampliata e estesa, poiché ad oggi non copre una compatibilità completa con i mezzi circolanti, risultando compatibile per meno di trecento mezzi in totale, compresi trattori e camion.

Pochi modelli e pochissimi istallatori

Discorso simile per l’elenco degli installatori. Per il dispositivo Breatch vengono segnalati circa 50 officine autorizzate all’installazione quasi tutte a Milano o nelle vicinanze. Per Zaldy gli installatori autorizzati sono appena tre, a Pisa, Varese e nel Torinese. È probabile e auspicabile, quindi, che l’elenco sia in via di aggiornamento. Al di là delle generali polemiche scatenate intorno al nuovo codice e alla affermazione riguardanti le ‘punizioni’ ritenute spesso eccessive, e le misurazioni poco affidabili, social e dibattiti si sono scatenati anche su questi nuovi dispositvi.

Le criticità

Sono impazzati i ‘meme’ vignette sarcastiche sul tema, in molti hanno anche obiettato che sarebbe complesso vigilare su chi effettivamente sia a ‘soffiare’ nel dispositivo e a come questo possa essere controllato. In realtà a livello di responsabilità del conducente la manomissione dell’alcolock rappresenta una violazione molto grave. Qualsiasi azione per ‘ingannare’ il dispositivo, bypassando i collegamenti, utilizzando sistemi per simulare il test dell’alito o alterando i sensori potrebbe essere considerato non solo un illecito amministrativo, ma anche rilevante penalmente. È quindi essenziale evitare qualsiasi intervento non autorizzato sul dispositivo, rivolgendosi esclusivamente a officine abilitate per ogni operazione di manutenzione o riparazione.

In realtà quello che ha scatenato polemiche serie e di certo darà vita a numerosi ricorsi è l’elevato costo del dispositivo. L’installazione da sola può richiedere, secondo la maggior parte delle stime, tra i 1.500 e i 2mila euro. La spesa deve essere tutta sostenuta dall’autista. A questo primo importante esborso iniziale vanno aggiunte le spese quotidiane per i boccagli monouso che vanno comprati a parte e la taratura e regolazione dell’apparecchio, obbligatoria una volta l’anno.

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