Incendi boschivi, il 2025 è stato l’anno più distruttivo di sempre per l’Ue: in fumo oltre un milione di ettari

Aprile 2, 2026 - 09:00
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Incendi boschivi, il 2025 è stato l’anno più distruttivo di sempre per l’Ue: in fumo oltre un milione di ettari

Nei giorni scorsi abbiamo segnalato che gli incendi boschivi costano all’Ue fino a 3 miliardi di euro all’anno e che l’estate 2025 è stata la peggiore da quando sono iniziati i monitoraggi da parte dei centri di ricerca comunitari. E ora il Joint research centre (Jrc) conferma che quello che ci siamo lasciati alle spalle è stato l’anno più distruttivo mai registrato per gli incendi boschivi nell’Unione europea.

Le analisi satellitari del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (European forest fire information system, Effis), gestito dal Jrc, che è il Centro comune di ricerca della Commissione europea, mostrano che 1.079.538 ettari – pari all’incirca alla superficie di Cipro – sono stati devastati dagli incendi in diversi paesi dell’Ue. Questa cifra sale a 2.242.195 ettari se si includono i territori in Europa, Medio Oriente e Nord Africa monitorati dall’Effis.

A rendere tanto grave il bilancio è il fatto che la stagione degli incendi, nel 2025, è iniziata in anticipo, con oltre 100.000 ettari bruciati nell’Unione europea già alla fine di marzo, ovvero ben prima che iniziassero le giornate di caldo estivo. L’intensità è poi aumentata gradualmente a partire da giugno, raggiungendo il picco in agosto, quando incendi di vaste proporzioni si sono propagati in diversi paesi del Mediterraneo.

Inutile dire che il riscaldamento globale ha giocato un ruolo decisivo, in tutto ciò. Un’ondata di caldo prolungata nelle prime tre settimane di agosto ha provocato quasi contemporaneamente 22 incendi di vaste proporzioni in Portogallo e in Spagna. Sono andati in fumo 460.585 ettari, pari al 43% della superficie totale bruciata nell’Ue, tra l’altro provocando profonde ripercussioni anche a livello di emissioni di gas serra

In totale, 7.783 incendi rilevati in 25 dei 27 Stati membri dell’Ue hanno causato la distruzione di 1.079.538 ettari (solo il Lussemburgo e Malta sono rimasti indenni). Si tratta della superficie bruciata più estesa mai registrata dall’Effis nell’Ue-27 dal 2006, quasi il doppio della media del periodo 2006-2024. Germania, Spagna, Cipro e Slovacchia hanno registrato record storici.

Come si può appurare analizzando i dati e le immagini fornite dal Jrc, l'Italia è stata tutt'altro che immune da questo grave problema. Un problema che ha interessato anche aree protette e fondamentali per la conservazione della biodiversità. La percentuale di superficie bruciata all’interno della rete europea di siti protetti, Natura 2000, ha raggiunto circa il 39% nel 2025. All’interno di questi siti sono stati bruciati complessivamente 424.023 ettari. 

Al di fuori dei confini dell’UE, l’Ucraina è emersa come il paese più colpito nell’area monitorata dall’Effis, rappresentando quasi il 30% della superficie bruciata totale mappata e il 39% di tutti gli incendi mappati. Un dato preoccupante, che replica quanto già osservato anche nel 2024.

La stagione 2025 riflette una chiara tendenza, sottolineano gli esperti del Jrc: un inizio anticipato, ondate di calore più frequenti e intense e incendi che raggiungono latitudini più elevate rispetto a quanto osservato storicamente. 

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia