La realtà dietro la propaganda fossile di Trump: gli operatori Usa prevedono di dismettere diverse centrali a gas e carbone

Febbraio 24, 2026 - 14:30
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La realtà dietro la propaganda fossile di Trump: gli operatori Usa prevedono di dismettere diverse centrali a gas e carbone

C’è la propaganda, e poi c’è la realtà. Può anche succedere che ci sia la realtà e poi ci siano anche le iniziative per aggirarla, per aggrapparsi con le unghie e con i denti a un’interpretazione - una rappresentazione? - che non si vuole abbandonare perché gli interessi in gioco sono troppo alti per arrendersi anche di fronte all’evidenza dei fatti, ma alla fin fine la realtà ha la testa dura e arriva sempre a chiedere di pagare il conto. Passando allo specifico e detta in sintesi: Trump può anche sventolare lo slogan «drill, baby, drill» caro ai magnati di Big Oil, può anche nominare al dipartimento dell’Energia un fan del fracking per l’estrazione del gas come Chris Wright, può anche sfoggiare il trofeo di «Campione del carbone», ma i proprietari e gli operatori delle centrali elettriche statunitensi prevedono di ritirare quest’anno dalla rete elettrica americana quasi 11 gigawatt (GW) di capacità di generazione elettrica su scala industriale. E, come sottolinea dandone notizia la stessa Energy information administration (Eia), che è l’agenzia statistica e analitica che fa capo al dipartimento dell’Energia, questi ritiri programmati riguardano centrali a carbone (58%) o turbine a vapore e gas naturale a ciclo semplice (42%).

Tra l’altro, se Trump da quando è tornato alla Casa Bianca ha fatto di tutto per mettere i bastoni tra le ruote al settore delle rinnovabili, anche imponendo lo stop alla realizzazione di impianti completati all’80% - salvo poi sbattere la testa contro i pronunciamenti dei giudici - molte di queste chiusure di centrali più inquinanti erano state già programmate nei mesi scorsi, ma sono state rinviate per garantire la stabilità della rete e le forniture necessarie: il dipartimento dell’Energia continua infatti a emettere ordini di emergenza per mantenere attive le vecchie centrali, evitare blackout e far fronte alla domanda nelle settimane di maggiore freddo.

L’agenzia statunitense segnala che «i piani potrebbero essere soggetti a modifiche più del solito, con i recenti cambiamenti politici che hanno ritardato la chiusura di diverse centrali a carbone»: «L’anno scorso, i proprietari e gli operatori avevano pianificato di chiudere 12,3 GW di capacità, ma ne hanno chiusi solo 4,6 GW, il minimo dal 2008, a seguito degli ordini di emergenza del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (Doe) di prolungare il funzionamento di diverse centrali a carbone». Ma per quanto facciano Wright e gli altri sostenitori del «campione del carbone», il trend deciso dai proprietari e dai gestori delle centrali elettriche statunitense è chiaro. Nel giorno della cerimonia alla Casa Bianca con i minatori, con Wright e con gli amministratori delegati di varie aziende del carbone, la Tennessee Valley Authority (la più grande utility pubblica statunitense) ha annunciato il rinvio della chiusura di due grandi impianti a carbone che avrebbero dovuto smettere di funzionare entro il 2028. Ma nei dati pubblicati ieri dall’Energy information administration arriva la conferma «nel 2026 è prevista la dismissione di 6,4 GW di capacità a carbone, che rappresenta quasi il 4% del parco carbone statunitense in funzione alla fine del 2025»: «Lo scorso anno si prevedeva un aumento delle chiusure di centrali a carbone dopo il rallentamento registrato nel 2024. Tuttavia, solo 2,6 GW degli 8,0 GW previsti di capacità a carbone sono stati dismessi, poiché il Doe ha emesso ordinanze di emergenza che hanno temporaneamente rinviato la dismissione delle grandi centrali a carbone. Eventuali ordinanze di emergenza rinnovate o nuove potrebbero influire anche sulle dismissioni previste per quest’anno».

Le ordinanze di emergenze emesse dall’agenzia presieduta da Wright non possono però continuare a influenzare a lungo proprietari e operatori degli impianti. E questo vale anche per le centrali elettriche con turbine a vapore e gas naturale: nel 2026, informa la Eia, è prevista la dismissione di 4,6 GW di capacità alimentata a gas naturale negli Stati Uniti.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia