L’Italia è diventata il sesto esportatore mondiale di armi

Mar 9, 2026 - 21:30
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L’Italia è diventata il sesto esportatore mondiale di armi

Tra il 2021 e il 2025, le esportazioni italiane di sistemi d’arma maggiori sono aumentate del 157 per cento. Nessun altro Paese tra i primi dieci esportatori mondiali ha registrato un incremento comparabile. Questo balzo ha proiettato l’Italia dal decimo al sesto posto nella classifica globale, con una quota del 5,1 per cento del totale mondiale – era il 2,2 per cento nel quinquennio precedente. È uno dei dati centrali del rapporto pubblicato lunedì dallo Stockholm International Peace Research Institute.

La geografia è precisa. I tre maggiori acquirenti nel quinquennio sono stati il Qatar (ventisei per cento delle esportazioni italiane totali), il Kuwait (diciassette per cento) e l’Indonesia (dodici per cento). Il cinquantanove per cento delle esportazioni italiane è andato verso Paesi del Medio Oriente, il sedici per cento verso Asia e Oceania, solo il tredici per cento verso l’Europa. Le forniture documentate includono ventitré caccia al Kuwait, sei caccia e cinque grandi navi da guerra al Qatar.

L’Italia risulta così il secondo fornitore dell’intera regione mediorientale per quota sulle importazioni regionali, dopo gli Stati Uniti (cinquantaquattro per cento) e davanti a Francia (undici per cento) e Germania (7,3 per cento). Una posizione strutturalmente diversa da quella degli altri grandi esportatori europei: la Germania ha destinato il ventiquattro per cento delle proprie forniture all’Ucraina come aiuto militare, la Francia ha visto crescere del 452 per cento le vendite intra-europee.

Il balzo italiano si inscrive in un riarmo continentale senza precedenti. Le importazioni europee di armi sono cresciute del duecentodieci per cento tra i due quinquenni – dal dodici per cento al trentatré per cento del totale globale. Per la prima volta dagli anni Sessanta, l’Europa è la prima regione mondiale per importazioni di sistemi d’arma. L’Ucraina da sola ha assorbito il 9,7 per cento di tutti i trasferimenti globali nel periodo, rispetto allo 0,1% del quinquennio precedente. I ventinove Paesi Nato europei hanno aumentato le importazioni combinate del 143 per cento, con gli Stati Uniti a coprire il cinquantotto per centodelle forniture. Al 31 dicembre 2025, dodici Paesi europei avevano in ordine 466 caccia F-35 americani.

Gli Stati Uniti hanno ulteriormente consolidato il loro dominio: quarantadue per cento di tutti i trasferimenti globali, rispetto al trentasei per cento del quinquennio precedente, con esportazioni verso novantanove Stati. Per la prima volta in vent’anni, la quota maggiore delle vendite americane è andata all’Europa (trentotto per cento), superando il Medio Oriente (trentatré per cento). La Russia è crollata dal ventuno per cento al 6,8 per cento del mercato globale, con un calo del sessantaquattro per cento in volume – unico Paese in flessione tra i primi dieci. Il 74 per cento delle sue esportazioni residue è andato a tre soli Paesi: India (quarantotto per cento), Cina (tredici per cento) e Bielorussia (tredici per cento). I quattro Paesi dell’Unione europea tra i primi dieci esportatori – Francia (2°), Germania (4°), Italia (6°) e Spagna (10°) – insieme coprono il ventitré per cento del mercato globale.

Il +157 per cento in cinque anni dell’Italia, con il cinquantanove per cento delle vendite verso una regione attraversata da conflitti attivi – Yemen, Gaza, Libano, Siria – è un dato che interpella direttamente la legge 185 del 1990, che disciplina le esportazioni italiane di armamenti e prevede limitazioni verso Paesi in conflitto o con gravi violazioni dei diritti umani, e che il governo Meloni ha in animo da almeno due anni di riformare (dopo l’approvazione del Senato, ora il disegno di legge giace da mesi alla Camera). Il Sipri non entra nel merito delle singole autorizzazioni né dei valori finanziari: misura volumi, lavora su dati pubblici e stime e offre la fotografia comparabile più sistematica disponibile. Quella fotografia dice che l’Italia è oggi la sesta potenza mondiale nel commercio di sistemi d’arma. Un primato industriale che è anche una responsabilità politica.

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Redazione Redazione Eventi e News