Mais, superfici +9% e produzione +12% ma comparto ancora soffre
Roma, 30 gen. (askanews) – “Come ogni anno, la ricerca nazionale sul mais si riunisce per proporre soluzioni innovative e sostenibili alle criticità di una coltura pilastro della nostra agricoltura. Quest’anno, abbiamo scelto di proporre risposte concrete a due sfide incombenti: micotossine e concimazione azotata. Discuteremo di biocontrollo delle micotossine e della valorizzazione dei reflui zootecnici come alternativa alla concimazione azotata e minerale, anche alla luce delle problematiche legislative e ambientali legate all’utilizzo dell’urea, ad oggi il prodotto pi? Diffuso”. Così Nicola Pecchioni, direttore del Crea Cerealicoltura e Colture Industriali.
Ospite per il quarto anno consecutivo del Kilometro Rosso di Bergamo, la Giornata del Mais sarà improntata sulle soluzioni della ricerca per le micotossine e la nutrizione azotata, assieme a temi abituali e di grande impatto, quali il quadro di riferimento economico, l’influenza dell’andamento meteorologico stagionale sulle rese produttive e i risultati ottenuti dalla Rete Nazionale di confronto varietale.
Intanto, con superfici in crescita, dopo un biennio particolarmente negativo, e rese in lieve aumento, pari in media a poco più di 10 tonnellate per ettaro, la campagna maidicola 2025 ha mostrato segni di ripresa, confermando comunque lo stato di sofferenza del comparto. Dopo che nel 2024 le superfici a mais da granella avevano fatto segnare il minimo storico degli ultimi 160 anni con circa 495mila ettari, nel 2025 sono state stimate pari a 540mila ettari (+9%), sebbene ancora inferiori a quelle del 2022. La produzione raccolta è così risalita da 4,9 a 5,5 milioni di tonnellate (+12%), rimanendo largamente insufficiente e coprendo appena il 45% del fabbisogno nazionale.
Nell’annata 2024/25, il deficit della bilancia commerciale (importazioni superiori alle esportazioni) ha raggiunto il record di 7,1 milioni di tonnellate (+3%). Questo ha portato a un costo netto di quasi 1,6 miliardi di euro (+9%), aggravato da prezzi medi d’importazione in aumento del 6%.
Inoltre, la campagna 2025 è stata segnata da condizioni che hanno favorito lo sviluppo di aflatossine e fumonisine. L’analisi della serie storica conferma che, nonostante gli sforzi per contenere il fenomeno, la presenza di micotossine nel prodotto finale resta significativa, alimentando incertezza tra operatori e filiere che utilizzano mais nazionale. Tra queste, le aflatossine, prodotte principalmente dal fungo Aspergillus flavus, hanno effetti tossici da tenere in particolare considerazione. Il biocontrollo è, ad oggi, l’unico sistema efficace di prevenzione in grado di mitigare questo problema.
Si è pensato, infatti, di impiegare lo stesso fungo, ma incapace di produrre le micotossine, per agire secondo l’esclusione competitiva: il fungo “buono” colonizza il mais, inibendo lo sviluppo di quello “cattivo”. Un lungo percorso di selezione ha portato ad individuare il bioprodotto, a cui ha fatto seguito il prodotto commerciale. Anche se l’iter di registrazione si concluderà nel 2026, il prodotto è già a disposizione degli agricoltori dal 2015, con rinnovo annuale dell’autorizzazione temporanea di impiego.
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