Milano, stalking a una 20enne con deficit psichico: assolto ex comandante dei carabinieri

Mar 11, 2026 - 01:30
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Milano, stalking a una 20enne con deficit psichico: assolto ex comandante dei carabinieri

Non c’è mai stato lo stalking o la concussione sessuale dell’ex comandante dei carabinieri della stazione di San Donato Milanese, Antonio Giulino, nei confronti di una 20enne con deficit psichico e inquilina delle case popolari. Lo ha deciso il Tribunale di Milano che ha assolto con formula piena l’ex maresciallo di 49 anni dalle accuse di stalking, minaccia e concussione sessuale contestati dalla pm di Milano, Alessia Menegazzo.

Secondo l’accusa, fra marzo e luglio 2022, l’uomo avrebbe convocato la giovane più volte nel proprio ufficio, con la porta chiusa dall’interno in caserma, con finte “ragioni di servizio” per guardare la sua gallery di fotografie “intime” e video sul cellulare, invitarla a togliersi i vestiti per mostrargli i “tatuaggi” sul corpo, tentando di convincerla a “interrompere” la “relazione sentimentale” con il compagno o a “frequentare altri uomini” minacciandola che, in caso contrario, “le avrebbe revocato l’assegnazione dell’alloggio popolare”.

Per le giudici della decima sezione penale Antonella Bertoja, Cristina Dani e Giovanna Taricco “il fatto non sussiste” e Giulino va assolto da tutti i reati. Era stata la stessa pm a chiedere l’assoluzione per insufficienza di prove dalle imputazioni di concussione sessuale e minaccia, perché non vi sarebbe stata la prova oltre “ogni ragionevole dubbio” di aver commesso un atto “che invadeva la libertà sessuale” della ragazza, costituita parte civile con l’avvocata Rossana Mezzapelle, che anche secondo l’accusa non avrebbe mai subìto alcuna costrizione per spogliarsi.

Quelle sull’ex carabiniere sarebbero state solo “voci di caserma” e “sospetti” che non possono trovare spazio nella “giustizia penale”, avevano detto i difensori dell’uomo, gli avvocati Alessandro Coppa e Alessandro Bonalume, durante le arringhe difensive chiedendo l’assoluzione di Giulino. Per i legali l’intero processo sarebbe stato costruito su “narrazioni interessate” da parte di altri colleghi di Giulino, che nel frattempo si è dimesso dall’Arma, senza alcuna “certezza” ma solo “lacune, contraddizioni, mancanza di riscontri oggettivi” in un clima, dentro la stazione di San Donato Milanese, dove si sarebbe assistito a denunce incrociate fra carabinieri alla Procura militare di Verona. Le motivazioni della sentenza pronunciata oggi saranno depositate entro 45 giorni.

I legali dell’ex carabiniere: “Restituito l’onore, voleva aiutare la 20enne”

La sentenza di assoluzione per l’ex comandante dei carabinieri della stazione di San Donato Milanese, Antonio Giulino è la fine “di un incubo” che “ridà a una persona che era un maresciallo dei carabinieri l’onore che aveva perso”. Così gli avvocati Alessandro Coppa e Alessandro Bonalume, legali del 49enne assolto dal Tribunale di Milano dalle accuse di stalking, concussione sessuale e minaccia su una 20enne con deficit psichico.

“Purtroppo solo l’onore – affermano i legali dopo il dispositivo di assoluzione perché il fatto non sussiste -. Da quello che è successo questa persona è stata costretta a lasciare l’Arma e abbiamo perso forse uno di quei militari che vorremmo tutti giorni sulla strada a nostra tutela”.

I legali, che entro 45 giorni conosceranno le motivazioni dell’assoluzione, affermano che nel 2021-2022, il periodo oggetto delle imputazioni, dentro la caserma di San Donato Milanese siano accadute “cose particolari” che hanno coinvolto “questa ragazza problematica” e la cui “problematicità si è riverberata sia nel rapporto che aveva con il compagno”, un tossicodipendente con precedenti finito in custodia cautelare in carcere per maltrattamenti nei suoi confronti ma anche uno dei testimoni dell’accusa nel processo a Giulino, “sia nei confronti delle persone che in qualche modo hanno tentato di aiutarla”.

In particolare le motivazioni della sentenza dovranno chiarire se alcune dichiarazioni della donna siano stato indotte o meno da altre persone. Nel corso del processo è emerso che il compagno della 20enne fosse presente il 5 gennaio 2023, giorno in cui un collega carabiniere di Giulino registra alcune accuse della giovane a sua insaputa nell’audio che dà il via alle indagini sul maresciallo. Intercettato durante le indagini del Nucleo investigativo dei carabinieri di via Moscova l’uomo pregiudicato ha affermato: “Glielo ho detto io di dichiarare quello che succedeva davanti al registratore”.

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