Oltre 60mila donne nel 2024 si sono rivolte ai centri antiviolenza

Mar 11, 2026 - 01:30
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Oltre 60mila donne nel 2024 si sono rivolte ai centri antiviolenza

Oltre 60mila donne si sono rivolte ai centri antiviolenza nel 2024, sei su dieci hanno subìto violenza fisica e il 40% economica, ma è aumentato il numero di donne che ha iniziato un percorso di uscita dalla violenza. Questa la fotografia scattata dal report dell’Istat e del Dipartimento per le Pari Opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri.

Cosa ci dice il report Istat

Per quanto riguarda le donne che si sono rivolte ai Cav il numero rilevato è di “61.370“. La media, sottolinea il report, è di “169 donne per Cav, con valori più alti nel Nord-ovest (241) e nel Nord-est (238) e più bassi nel Sud (72)”.

Il 2024 ha segnato un aumento di vittime che ha iniziato un percorso di uscita dalla violenza, il “+12,1% di donne rispetto al 2023”. “La maggior parte (il 76,4%)- si legge ancora – ha iniziato il percorso nell’anno, mentre il 15,7% delle donne lo ha intrapreso nel 2023, il 5,4% lo ha iniziato da due anni e il restante 2,5 da tre o quattro anni”. Il rapporto rileva che “il 16,5% delle circa 36.400 donne ha iniziato il percorso in situazioni di emergenza, cioè erano in una situazione di pericolo o a rischio di incolumità”.

“Il 64,5% – evidenzia il report – ha subìto una violenza fisica, il 52,3% una minaccia, il 10,4% ha subìto uno stupro o tentato stupro, a queste va aggiunto il 13,6% che ha subìto altre tipologie di violenze sessuali quali ad esempio le molestie sessuali, molestie online, revenge porn, la costrizione ad attività sessuali umilianti e/o degradanti. Il 22,8% dichiara di essere stata vittima di stalking (incluso cyberstalking). Molto elevata è la prevalenza della violenza psicologica che, essendo quasi sempre agita in concomitanza di un’altra forma di violenza, viene subita da quasi nove donne su 10″.

Un capitolo è dedicato alla violenza economica. Il report rileva che “il 39,7% delle donne (circa 14.450) ha indicato di avere subìto violenza economica, come per esempio l’impossibilità di usare il proprio reddito o di conoscere l’ammontare del denaro disponibile in famiglia; in altri casi invece le donne sono escluse dalle decisioni su come gestire il denaro familiare”.

Il rapporto accende un faro anche su altri due questioni: la prima riguarda le donne disabili. “Rispetto al totale, per quelle con disabilità si osserva una percentuale maggiore di violenze perpetrate da un altro familiare o parente (16,7% contro il 10,7% del totale) e di quelle subite fuori dall’ambito familiare e di coppia (14,5% contro il 9,7%)” si legge nel report che tratta anche il tema dei minori che assistono agli abusi che è “elevatissimo” dal momento che “il 79,2% delle vittime hanno figli”.

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Redazione Redazione Eventi e News