Bartolozzi getta la maschera, la fedelissima di Nordio sul referendum: “Col Sì ci togliamo di mezzo la magistratura”

Mar 10, 2026 - 20:00
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Bartolozzi getta la maschera, la fedelissima di Nordio sul referendum: “Col Sì ci togliamo di mezzo la magistratura”

Tocca a Giusi Bartolozzi gettare definitivamente la maschera e mostrare pubblicamente le reali intenzioni del governo Meloni. Altro che separazione delle carriere, nelle urne del 22 e 23 marzo, quando gli italiani saranno chiamati a confermare o bocciare la riforma della giustizia targata Carlo Nordio, l’obiettivo sarà un altro: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che è pilot…sono plotoni di esecuzione. Plotoni di esecuzione”.

Parola della capo di gabinetto del Guardasigilli, la “zarina” già indagata e a rischio processo per il caso Almasri, il tagliagole libico arrestato in Italia nel febbraio del 2025 e clamorosamente rilasciato e rimpatriato dal governo Meloni su un volo di stato dei servizi segreti.

Dichiarazioni arrivate nel corso di un intervento in una “tribuna politica” dell’emittente siciliana Telecolor, arrivate al termine di un botta e risposta con la senatrice di Alleanza Verdi-Sinistra Ilaria Cucchi. Era stata l’esponente di AVS ad incalzare la fedelissima di Nordio, in particolare riguardo “l’interesse per il processo penale” dell’esecutivo, quando è ben noto che le maggiori criticità della giustizia italiana sono nel civile. “Il penale uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie – le aveva risposto Bartolozzi – poi può essere che dopo 15 anni una parte si sente dire che il fatto non sussiste. Ma nel frattempo il penale tocca la vita delle persone”, per poi lasciarsi andare alle parole sul “togliere di mezzo” la magistratura.

Non solo. Bartolozzi aveva anche accennato all’indagine a suo carico per il caso Almasri, in cui risponde dell’accusa di false informazioni e cui la maggioranza di centrodestra alla Camera punta a sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale contro la procura di Roma che conduce le indagini: nel confronto tv la capo di gabinetto si era spinta a dire di voler “scappare da questo Paese” se non passa la riforma della giustizia. “Diciamo la verità, finché le cose non ci capitano sulla pelle, voi non avete idea di che cosa vuol dire, chiaro?”, le sue parole in risposta a Marco Bisogni membro togato del Csm di area Unicost presente nel talk di Telecolor.

Uscita a dir poco fuori dalle righe che ha costretto il ministro Nordio, sempre molto disponibile nel difendere la sua fedelissima, a prendere le distanze dal commento del suo capo di gabinetto. “”Mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto. Anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell’affermazione è apparsa un attacco all’intera magistratura”, le parole del Guardasigilli, che comunque prova a circoscrivere e depotenziare la vicenda. “Il mio capo di gabinetto ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che sono certo non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l’altro lei stessa fa parte”, ha dichiarato nella serata di lunedì Nordio.

La stessa Bartolozzi all’Ansa ha provocato a placare le polemiche. “Ho partecipato a un’ora e mezza di trasmissione e fin dall’inizio ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa. Nel corso del dibattito tv ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio della aule e che non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema“, le sue dichiarazioni a polemica ormai esplosa.

Le dichiarazioni tardive della capo di gabinetto di Nordio infatti non impediscono alle opposizioni di chiedere la “testa” della fedelissima del ministro. A schierarsi contro Bartolozzi è anche chi, nel Partito Democratico, è schierato per il Sì al referendum. “Le parole di Giusi Bartolozzi sono sbagliate e inaccettabili. Dire ‘votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura’ significa avvelenare il dibattito pubblico e mancare di rispetto a chi ogni giorno serve lo Stato. Io difendo le ragioni del Sì, ma non contro i magistrati. Le riforme servono per rendere la giustizia più giusta, più efficiente e più credibile, non per trasformare il referendum in una guerra contro la magistratura. Chi usa toni da resa dei conti danneggia la giustizia e la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Inaccettabile”, è l’attacco dell’europarlamentare Dem Pina Picierno.

Per Riccardo Magi, segretario di +Europa, “la migliore risposta al video di Meloni che chiedeva di stare sul merito è arrivata con i deliri di Bartolozzi che evidentemente vuole affossare la riforma del suo ministro”. Anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte tira in ballo la premier Giorgia Meloni e il video per il Sì pubblicato lunedì: “Meloni ha speso 13 minuti di video per nascondere quello che Giusi Bartolozzi, il Capo di gabinetto del ministro Nordio, padre della riforma, ha ammesso in tv in pochi secondi”.

Scuse che di fatto da Bartolozzi non sono arrivate e di fatto non arriveranno, come confermano “fonti di governo” all’Ansa. Dal capo di gabinetto di Nordio al momento “non sono in arrivo scuse pubbliche” e il suo caso “verrà gestito internamente”.

L’uscita sulla magistratura in ogni caso “non è piaciuta per niente” alla premier Giorgia Meloni, definita “fortemente contrariata”. C’è chi si spinge oltre e chiede alla fedelissima di Nordio di “tenere a freno la lingua”, è una delle considerazioni che si fanno all’interno dell’esecutivo in queste ore e che vengono riportate dall’Ansa.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia