Mind the Bridge: il mercato italiano dei dispostivi medici vale oltre 11 miliardi di euro
L’Italia si conferma uno dei mercati più rilevanti e dinamici in Europa nel settore dei dispositivi medici, con un valore stimato superiore agli 11 miliardi di euro. È quanto emerge dal report The Future of Medtech: European and Global Trends in Chronic Diseases, realizzato da Mind the Bridge con il supporto di Theras e presentato in occasione del recente Theras Day. Oltre agli aspetti clinici, il confronto ha affrontato temi di rilievo economico e istituzionale, tra cui la digitalizzazione della cura, la sostenibilità dei sistemi sanitari, gli standard europei di qualità e i modelli di open innovation applicati alla sanità. “Il settore dei dispositivi medici rappresenta oggi uno snodo strategico per la competitività del Paese. L’integrazione tra innovazione tecnologica, sistema sanitario pubblico e standard europei di qualità è la chiave per costruire un modello sostenibile e capace di attrarre investimenti. L’Italia può giocare un ruolo da protagonista in Europa, a condizione di investire in ricerca, formazione e collaborazione tra industria e istituzioni”, ha dichiarato Cristiano Ferrari, Presidente di Theras, nel suo intervento inaugurale.
Secondo il report, l’Italia è oggi il quarto mercato europeo per dimensioni nel comparto medtech e uno dei più promettenti per l’integrazione tra startup globali e sanità pubblica. Oltre il 70 per cento della spesa per dispositivi medici proviene infatti da strutture pubbliche, delineando un contesto regolato ma stabile per la diffusione di nuove tecnologie cliniche. Nel solo ambito delle malattie croniche e metaboliche, i costi diretti e indiretti in Europa superano i mille miliardi di euro l’anno. Una quota significativa riguarda anche l’Italia, dove il dolore cronico incide fino al 70 per cento dei costi complessivi, soprattutto a causa della riduzione della produttività e dell’assenteismo dal lavoro. Parallelamente cresce l’interesse degli investitori. Fondi come Panakes Partners, Angelini Ventures e HTH VC stanno ampliando il proprio portafoglio nel medtech, con ticket medi compresi tra 0,5 e 10 milioni di euro, rafforzando il posizionamento dell’Italia come mercato emergente per startup e scaleup nelle fasi early stage.
Il report evidenzia inoltre alcuni casi di studio che dimostrano come le partnership locali possano accelerare l’adozione di tecnologie mediche innovative. Tra questi, il modello di open innovation sviluppato da Theras con aziende statunitensi come Insulet e Dexcom. Nel caso di Omnipod 5, la collaborazione con Insulet ha registrato una crescita dell’87 per cento nel primo anno e un Cagr del 50 per cento nel triennio successivo. Con Dexcom, invece, l’Italia è diventata uno dei mercati europei più maturi nel monitoraggio continuo della glicemia (Cgm), grazie a un approccio strutturato al market access e alla formazione clinica. “In Italia stiamo costruendo un modello virtuoso di collaborazione tra startup globali, ricerca clinica e sanità pubblica”, ha affermato Matteo Centola, Corporate innovation director di Theras. “L’obiettivo è unire ecosistemi diversi per accelerare la trasformazione digitale della cura e rendere l’innovazione parte integrante della vita quotidiana dei pazienti”.
Secondo Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge, il contesto europeo presenta caratteristiche uniche per lo sviluppo del settore: “Il mondo dell’innovazione resta profondamente asimmetrico, con gli Stati Uniti che continuano a dominare gli investimenti globali nel medtech rispetto al Vecchio Continente. Questo squilibrio, tuttavia, non rappresenta una debolezza, ma un’opportunità. In Europa ci sono sistemi sanitari universali con oltre 400 milioni di pazienti che generano una domanda stabile e crescente. Avere successo in questo contesto dipende da quello che definiamo Partner Advantage, ossia dalla capacità di attivare le giuste partnership locali che garantiscano credibilità clinica e accesso al mercato”.
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