Montenapoleone District: “Il conflitto in corso potrebbe portare più turisti Usa a Milano”
L’afflusso degli americani in Italia non ha conosciuto interruzioni negli ultimi anni, anzi l’introduzione dei dazi Usa che veniva vista come un potenziale pericolo per il turismo, ha invece fatto incrementare i visitatori a stelle e strisce a Milano. Lo racconta a Pambianco Hotellerie Guglielmo Miani, presidente di Montenapoleone District, a margine di un evento per la stampa. E ha aggiunto un ulteriore segnale positivo: “Anche il conflitto geopolitico in corso potrebbe portare a un maggiore desiderio di evasione da parte degli americani che vedono nell’Italia una destinazione sicura. Certo, si ridurrà il numero dei mediorientali a Milano ma l’incremento degli statunitensi potrebbe compensare”.
Miani aggiunge che lo statunitense è il turista numero uno a Milano per capacità di spesa: “Ha lo scontrino medio più alto, fa esperienze a 360 gradi tra hotel, fine dining, boutique ed entertainment. In poco tempo da Milano arriva sul lago di Como, in due ore va a Portofino e in 2 ore e mezza a Saint Moritz. Non dimentichiamo che non esiste nelle prime dieci destinazioni lifestyle al mondo un’area come il Quadrilatero milanese, dove in 400 metri di raggio c’è tutto: alberghi, bar, ristoranti, negozi e musei. Una experience di lusso completa”.
Va detto che i mercati Usa e Medio Oriente sono il primo e il secondo nel ranking dei turisti altospendenti nel Quadrilatero della moda a Milano, quindi la partita, in realtà è tutta ancora da giocare. Gli Stati Uniti infatti contribuiscono alla spesa con il 19%, seguiti dai Paesi del Golfo (15%), Cina (10%) e Sud-est asiatico (7%), mentre Turchia, America Latina e Regno Unito si attestano ciascuno intorno al 4 per cento.
Crescono però anche altri mercati e anche questi quindi potrebbero compensare il calo di quello mediorientale: secondo Global Blue, a livello numerico, la Turchia registra l’incremento più significativo con un +27%, seguita dall’America Latina (+25%) e dal Regno Unito (+16%). Anche gli Stati Uniti continuano a crescere a doppia cifra (+13%). In controtendenza, invece, la spesa dei turisti cinesi segna una flessione dell’11 per cento.
A livello assoluto, l’Osservatorio District Analytics di Deloitte, che monitora il traffico all’interno del Quadrilatero della moda, evidenzia che nel 2025 il Montenapoleone District ha registrato 13,6 milioni di visitatori unici, ovvero +6,8% rispetto al 2024 e +33% rispetto al 2019. In generale, sebbene la maggior parte dei visitatori sia ancora italiana (circa il 90%), nel 2025 si registra una forte crescita delle presenze straniere, che sfiorano 1,4 milioni, in aumento del 74% rispetto al 2024. Tra i visitatori internazionali, gli statunitensi si confermano al primo posto anche a livello numerico (11% del totale), seguiti dagli europei, in particolare francesi (10%), britannici (9%) e svizzeri (8%). Completano l”elenco i turisti cinesi (4%), russi (3%) e sauditi (3%).
Analizzando il profilo socio-demografico dei visitatori, emerge una prevalenza maschile (63%) e un’età media superiore ai 45 anni (63%). Inoltre, il 62% del pubblico appartiene alla categoria degli high spender e presenta un profilo digitale basso (70%), evidenziando una spiccata preferenza per esperienze di lusso tradizionali e fisiche rispetto alle interazioni digitali.
Infine, nel 2025 il Montenapoleone District si conferma uno dei principali poli dello shopping di alta gamma a livello globale: secondo i dati di Global Blue sulla spesa tax free dei turisti extra Ue, nel Quadrilatero la spesa esentasse ha registrato una progressione del 7%, un dato nettamente superiore rispetto al +1% della media milanese. A distinguere ulteriormente l’area è anche il valore medio degli acquisti: lo scontrino medio raggiunge infatti i 2.630 euro, quasi tre volte superiore ai 990 euro della media cittadina.
Dal punto di vista merceologico, il comparto ‘orologi e gioielli’ rafforza ulteriormente il proprio peso strategico, crescendo di due punti percentuali in un anno e arrivando a rappresentare il 28% della spesa complessiva del distretto. Un’incidenza più elevata rispetto al 16% registrato a livello cittadino, a conferma della forte vocazione di Montenapoleone per l’alta gioielleria e l’orologeria di lusso.
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