Neonati morti a Parma, Chiara Petrolini in aula: “Non sono una madre assassina. I bimbi non respiravano e li ho sepolti”

Mar 13, 2026 - 14:00
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Neonati morti a Parma, Chiara Petrolini in aula: “Non sono una madre assassina. I bimbi non respiravano e li ho sepolti”

“Sono stata descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono neanche questo. Io non ho mai potuto fare del male ai miei bambini”. Lo ha detto, durante la sua dichiarazione in aula a Parma, Chiara Petrolini, la giovane di Vignale di Traversetolo, in provincia di Parma, accusata dell’omicidio dei due figli neonati e della soppressione dei loro corpi. “Durante gli interrogatori, ho sempre dichiarato che sapevo di essere incinta – ha aggiunto -. In realtà, ho detto queste cose perché mi sembrava l’unica spiegazione a tutto quello che mi era successo. Non ho mai fatto un test di gravidanza e non sono mai stata sicura di essere incinta; avevo qualche momento in cui ci pensavo di più, per esempio quando facevo la doccia, vedevo quella pancia che nessuno mi ha mai visto ed è in questi momenti che facevo delle ricerche, ma di tutto quello che ho cercato non ho mai messo in atto niente”.

“I bimbi non respiravano e li ho sepolti”

“Ho sentito mal di schiena e mal di pancia e, poco dopo, ho sentito di dover spingere, allora mi sono alzata dal letto e poco dopo mi sono ritrovata questo bimbo tra le mani; mi sono accorta che non respirava e allora ho fatto la cosa che, per me, era in quel momento giusto fare, seppellirlo“, ha detto la ragazza in aula. Petrolini ha spiegato di aver avvertito il bisogno di spingere di nuovo per espellere la placenta che, fino a quel momento, ha dichiarato di non sapere che cosa fosse. “Penso di non aver mai compreso cosa è successo e cosa mi è successo e inizio a comprenderlo solo ora – ha proseguito la giovane -. Oggi penso che il fatto di non averlo capito allora può spiegarmi perché è successo di nuovo. La seconda volta è successo dopo qualche mese, si è ripetuto nello stesso modo: la serata che ho partorito non pensavo di stare partorendo, infatti quella sera sono uscita e se avessi programmato tutto sarei stata a casa, perché sarebbe potuto succedere da un momento all’altro. Quando sono tornata a casa, mi ricordo che sono andata a letto e ho iniziato a sentire il mal di pancia; in quel momento ho pensato che mi stesse venendo il ciclo, per questo non ci ho dato importanza. Mi sono alzata e ho sentito di dover spingere e mi sono trovata tra le mani questa creatura, da sola, e la prima cosa che ho pensato di fare è stata quella di tagliare il cordone, e così ho fatto. Dopo non mi ricordo bene quello che è successo, so che mi sono appoggiata al letto e ho appoggiato anche il bambino, poi credo di essere svenuta, perché non mi ricordo più niente. Quando mi sono svegliata, ho visto che il bambino non respirava più e la prima cosa che mi è venuta in mente da fare era seppellirlo, e così ho fatto. Non ho pensato che seppellito lì c’era anche l’altro bambino, in quel momento non mi è venuto in mente”.

“Scelta sbagliata, ora sto iniziando a riconoscerlo”

Ogni giorno mi alzo con un vuoto che faccio fatica a colmare. Mi immagino, se fossero qui oggi, che mamma sarei, mille domande a cui non potrò mai dare una risposta. Con il tempo si prova ad andare avanti, con una ferita che non si è ancora rimarginata, ma che continua a sanguinare ogni giorno di meno. Anche se non mi aspettavo queste due gravidanze, io sapevo che li avrei tenuti e che li avrei voluti crescere. Quello che ho fatto dopo è stata una scelta sicuramente sbagliata, presa senza ragionare, che oggi sto iniziando a riconoscere, ma in quel momento per me è stata la scelta più giusta da fare, tenerli vicino a me, per non allontanarmi più da loro”, ha spiegato.

“Del primo parto non ricordo niente”

“Oggi parlo del secondo parto, perché è quello che mi ricordo di più, quello su cui ho le idee più chiare, del primo non ricordo quasi niente, anche perché era un periodo quello in cui il mio principale pensiero era la mia nonna, che non stava bene. Credo che in quei mesi non ho mai pensato di essere incinta e, al momento del fatto, non pensavo di stare partorendo”, ha detto Petrolini.

“I bambini erano parte di me, nessuno può capire il vuoto”

“Fisicamente stavo bene, ma dentro ero distrutta. Nessuno può capire il dolore di perdere un figlio se non gli è mai successo e non vuol dire niente se, il giorno dopo, sono uscita, sono andata dall’estetista e ho visto i miei amici. Non vuol dire che io non sia stata male e non ci sto male per aver perso i miei due bambini. Non importa se il bambino era appena nato, se era una cosa inaspettata, quei bambini erano parte di me e non gli avrei mai fatto del male“, ha aggiunto. “Il dolore che si prova è una sofferenza che è difficile da far capire – ha proseguito Petrolini -. In molti hanno parlato di me e della mia situazione, ma nessuno ha mai pensato al vuoto che si prova quando perdi un bambino”.

“Non pensavo di essere incinta”

“In tutti gli altri momenti vivevo la mia vita, perché non pensavo di essere incinta, anche perché quando uscivo nessuno mi ha mai detto ‘Sei ingrassata’ o ‘Hai la pancia’, nessuno, per questo non pensavo di essere incinta, perché nella mia testa dicevo ‘Impossibile che lo sia, se no gli altri se ne sarebbero accorti’ e per questo continuavo la mia vita, mettendo in atto anche comportamenti che non vanno fatti se una donna è incinta, come fumare e bere”, ha detto ancora Petrolini. “Non ho mai avuto nausea, aumento di stanchezza, movimenti dentro la pancia, niente di tutto ciò, non ho mai preso farmaci per anticipare il parto – ha proseguito Petrolini -. Non sono mai stata preoccupata di poter partorire in aereo, appunto perché era un pensiero che non mi passava per la testa”. La giovane ha anche detto che le ricerche fatte, prima del parto, le aveva svolte perché era confusa.

“Oggi nessuno meglio di me può dire chi sono”

“Ci tengo a partire raccontando chi sono veramente. Certamente molti hanno raccontato chi sono, che vita facevo, che ragazza ero, ma penso che nessuno meglio di me oggi può dire chi sono. Se mi aveste chiesto un anno fa chi ero, molto probabilmente mi sarei descritta con poche semplici parole, senza andare nel profondo; oggi, grazie soprattutto al percorso che sto facendo, sto imparando a conoscermi meglio e, soprattutto, ad ascoltarmi. In molti, qui e fuori, mi hanno descritto come la brava ragazza, che viene da una buona famiglia, ha buoni amici, un ragazzo, una ragazza che studiava. Certamente chiunque mi vedeva poteva descrivermi così, ma questa era solo apparenza“, ha spigato la giovane, che ha detto di essersi sentita sola anche quando non lo era: “Non era una solitudine fatta di assenza di persone, ma di assenza di connessione. È come se dentro di me ci fosse uno spazio vuoto che nessuno riusciva a riempire. Il malessere che provavo era qualcosa di costante, che mi accompagnava in tutte le giornate”. Petrolini ha poi detto di aver cercato di sorridere, scherzare e stare in compagnia, ma che di quella solitudine non riusciva a parlarne con nessuno, “perché mi sentivo tanto giudicata”: “Ero arrivata a un punto di non riuscire più a dire niente a nessuno riguardo tutto quello che provavo e che sentivo”.

Pm mostra foto: “Sono bimbi reali”

La pm Francesca Arienti, durante la requisitoria nell’udienza del processo in cui è imputata Chiara Petrolini, ha definito i due piccoli “due bambini reali”, che non esistono solo sulla carta, chiarendo il motivo per il quale avrebbe mostrato l’immagine di Angelo Federico (il secondo figlio partorito, ma il primo a essere ritrovato nel giardino della casa familiare). Del secondo corpo ritrovato, partorito un anno prima, Domenico Matteo, sono state trovate solo le ossa.

Genitori Petrolini non guardano foto corpo senza vita del secondo bimbo

Durante la requisitoria del pubblico ministero, nel corso del processo a carico di Chiara Petrolini, la giovane di Vignale di Traversetolo (Parma) accusata dell’omicidio dei due figli neonati e della soppressione dei loro corpi, trovati sepolti nel giardino di casa, è stata mostrata l’immagine del corpo senza vita del secondo bambino partorito (il primo trovato). I genitori della giovane, presenti in aula, non hanno guardato la fotografia. Il padre di Petrolini ha mostrato particolare commozione, appoggiando la testa tra le braccia, mentre la madre ha voltato la testa dall’altra parte.

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