Preghiere e solidarietà, Caritas vicina alle popolazioni del Medio Oriente

Dolore, sgomento, apprensione. Ma anche la ferma convinzione che la preghiera, congiunta all’impegno attivo a favore delle vittime, possa tenere aperto un orizzonte di pace e di umanità in Medio Oriente. Con questi stati d’animo Caritas Ambrosiana aderisce all’iniziativa «Amare la pace disarmata e disarmante. Giornata di preghiera e digiuno per la pace», promossa dalla Conferenza episcopale italiana per domani, venerdì 13 marzo.
Sarà l’occasione per unirsi all’appello di papa Leone, che ha chiesto di «fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile». E per ricordare con commozione, insieme alle migliaia di persone già uccise nella guerra scatenata dall’attacco militare di Israele e Usa all’Iran, la figura di padre Pierre Al-Rahi, prete maronita, parroco a Qlayaa, nel Sud del Libano, cappellano Caritas nella regione in cui viveva ed esercitava il suo ministero sacerdotale.
Aiuti in Terra Santa, Libano, Siria, Iran
Caritas Ambrosiana, grazie ai costanti contatti con Caritas Internationalis e Caritas Italiana, continua intanto a monitorare la drammatica situazione umanitaria determinata, in molti paesi del Medio Oriente, dalla nuova guerra.
Il network internazionale Caritas è anzitutto impegnato nel supporto a Caritas Gerusalemme, protagonista di numerosi progetti in Terra Santa. L’organismo del Patriarcato Latino ha dovuto riorganizzare i propri interventi sia nella Striscia di Gaza sia in Cisgiordania, a causa delle forti limitazioni di accesso e movimento imposte, dopo l’inizio della nuova guerra, dal governo e dall’esercito israeliani, che rendono la situazione umanitaria estremamente severa. Ciò non impedisce di fornire servizi essenziali a persone e comunità in difficoltà, preparando pasti caldi per le persone anziane e mantenendo attivi servizi medici salvavita grazie alle unità sanitarie stabili e mobili, a Taybeh e Ramallah in Cisgiordania e in una decina di aree della Striscia di Gaza.
Nella Striscia, dove la gente può vivere solo di aiuti, le cliniche Caritas hanno scarse riserve di medicinali e benzina, ma continuano a funzionare a pieno regime. Caritas Ambrosiana, che ha contribuito al lavoro umanitario di Caritas Gerusalemme arrivando a stanziare in diverse riprese, negli ultimi due anni, quasi un milione di euro, attende di sapere se la crisi odierna sta determinando nuovi bisogni, e intanto conferma il supporto al progetto «Una speranza per Gaza», finalizzato a realizzare una nuova clinica materno-infantile.
In Libano l’emergenza umanitaria si è fatta pesantissima ed è arrivata a coinvolgere 750 mila persone nelle regioni del sud del Paese, nella Valle della Bekaa e in alcuni quartieri della capitale Beirut, costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa dell’avanzata di terra e delle incursioni aeree condotte dall’esercito israeliano e dei combattimenti contro le milizie Hezbollah.
Caritas Ambrosiana ha stanziato 30 mila euro per sostenere gli sforzi che Caritas Libano sta compiendo al fine di offrire accoglienza e aiuti d’urgenza alle famiglie di sfollati interni che arrivano a nord prive di vestiti, cibo e beni di base. Tramite la sua Unità di risposta alle emergenze, Caritas Libano ha dispiegato squadre di operatori e volontari in 7 governatorati e 19 distretti, aiutando sino a oggi, in coordinamento con le autorità governative, oltre 70 mila persone, cui distribuisce pasti caldi, razioni pronte da mangiare, pacchi cibo, acqua, vestiti, materassi, cuscini e coperte, kit igienici, pannolini per bambini e adulti, assicurando anche visite mediche, medicazioni, supporto psicologico. Caritas Ambrosiana ha inoltre deciso di stanziare 10 mila euro a favore del Vicariato latino di Beirut, impegnato ad aiutare sfollati ospitati in alcune scuole.
La crisi umanitaria si sta ripercuotendo anche in Siria, il Paese paradossalmente più tranquillo dal punto di vista militare, dopo quasi 15 anni di terribile guerra civile, ma nel quale stanno confluendo dal Libano decine di migliaia di rifugiati siriani di ritorno. Il Ministero delle Emergenze sta definendo un piano di risposta e Caritas Siria sta monitorando la situazione; Caritas Italiana e Caritas Ambrosiana sono pronte a sostenere eventuali azioni a favore dei profughi. Nel frattempo, monitorano la situazione anche di altri Paesi interessati dalla guerra (Cipro, Giordania, Iraq), mantenendo i contatti con le rispettive Caritas nazionali.
Il network Caritas nutre infine forte preoccupazione per la sorte dei colleghi della piccola, ma coraggiosa Caritas Iran, con cui Caritas Ambrosiana ha collaborato in passato, dopo il devastante terremoto di Bam (fine 2003). L’evolversi degli eventi bellici rende difficili le comunicazioni con il paese epicentro della crisi; la speranza di Caritas Italiana e Ambrosiana è che presto si possa tornare a collaborare con i colleghi iraniani per assistere la popolazione vittima della nuova guerra.
PeaceMed, formare alla pace
Mentre si mantengono vigili sulle emergenze umanitarie del momento, Caritas Italiana e Caritas Ambrosiana procedono con rafforzata convinzione (e grazie al coordinamento esercitato da proprio personale) nello sviluppo di PeaceMed, progetto cofinanziato dal Ministero degli Esteri italiano, che promuove la pace come bene comune e sostiene le organizzazioni della società civile del Mediterraneo allargato (inclusi paesi limitrofi e del Corno d’Africa).
A Istanbul, a fine febbraio, proprio nei giorni in cui aveva inizio la nuova guerra, i rappresentanti di 31 realtà provenienti da 19 Paesi si sono incontrati per consolidare il lavoro iniziato un anno fa, riflettere sui principi condivisi e costruire una rete permanente: un collegamento che unisca l’intera regione, con la pace come prospettiva fondante di ogni azione e progetto.
Tra gli obiettivi di PeaceMed, spicca quello formativo. Ogni membro della rete ha il compito, nel proprio contesto di origine, con gli strumenti conoscitivi e operativi acquisiti grazie a PeaceMed, di animare le comunità locali e coinvolgere altri individui, in particolare giovani, in esperienze e percorsi che favoriscano la trasformazione dei conflitti e il lavoro di riconciliazione.
«Assistiamo sgomenti al caos omicida e senza giustificazioni, né legittimità, né razionalità decifrabile, scatenato in Medio Oriente da leadership politiche, militari e religiose fanatiche, che non tengono in alcun conto la vita e la dignità umane, oltre che il diritto e la cooperazione internazionale – affermano Erica Tossani e don Paolo Selmi, direttori di Caritas Ambrosiana –. Non smettiamo però di credere nella possibilità della cura offerta ai fratelli che soffrono, del dialogo tra popoli, culture e religioni, dell’amicizia tra diversi, della giustizia che si fonda sui diritti di tutti, non sugli interessi di pochi. Per questo ci uniamo, in modo convinto e attivo, agli appelli della Chiesa universale e italiana. Mentre la guerra dilaga, le nostre preghiere e le nostre azioni mirano a ricavare spazi, circoscritti ma tenaci, alla pace che disarma i cuori».
Per sostenere la raccolta fondi
In posta ccp. n. 000013576228 intestato Caritas Ambrosiana Onlus – Via S. Bernardino 4, 20122 Milano
Con bonifico c/c presso il Banco Bpm Milano, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus Iban: IT82Q0503401647000000064700
Causale: Emergenza Medio Oriente / Le offerte sono detraibili fiscalmente
Info sulla campagna: https://donazioni.caritasambrosiana.it/donazioni/Emergenza-Terra-Santa-837.asp e https://donazioni.caritasambrosiana.it/donazioni/Emergenza-Libano-611.asp
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