No dazi, materie prime, difesa: l’Ue sigla un’intesa commerciale con l’Australia. E dal 1° maggio via libera al Mercosur

Mar 24, 2026 - 14:00
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No dazi, materie prime, difesa: l’Ue sigla un’intesa commerciale con l’Australia. E dal 1° maggio via libera al Mercosur

L’Unione europea ha ratificato nelle ultime ore due importanti misure in tema di accordi commerciali. Il 1° maggio entra ufficialmente in vigore quello col Mercosur e oggi i vertici comunitari hanno siglato a Canberra un accordo di libero scambio con l’Australia, che dovrebbe portare a una crescita delle esportazioni di prodotti e materiali europei verso l’isola-continente del 33% nell’arco di un decennio e garantire all’Europa un aumento dell’import di materie prime critiche. Bruxelles ha anche siglato col premier australiano un’intesa che prevede il via libera a una partnership nei settori della sicurezza e della difesa.

Come spiegano gli stessi vertici della Commissione europea, Ue e Australia scambiano già oltre 89,2 miliardi di euro in beni e servizi all’anno, sostenendo 460.000 posti di lavoro in tutta Europa, e ora l’accordo dovrebbe avere un forte impatto positivo sull’economia degli Stati membri. In particolare, a Bruxelles prevedono fino a 1 miliardo di euro in risparmi annuali sui dazi per gli esportatori dell’Ue, un aumento del 33% delle esportazioni annuali nel prossimo decennio e un aumento previsto del Pil comunitario entro il 2030 di 4 miliardi di euro. Sottolinea la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: «L’Ue e l’Australia possono essere geograficamente distanti, ma non potremmo essere più vicini nella nostra visione del mondo. Grazie a questi nuovi e dinamici partenariati in materia di sicurezza e difesa, oltre che di commercio, ci stiamo avvicinando ancora di più. Questi accordi istituiscono strutture durature e basate sulla fiducia per sostenere la pace e la sicurezza attraverso la forza; promuovere la prosperità attraverso un commercio basato su regole e collaborare per sostenere le istituzioni globali. Ci impegniamo a costruire un futuro più pulito e più digitale per i nostri cittadini, lavoratori e imprese. E stiamo inviando un segnale forte al resto del mondo: l’amicizia e la cooperazione sono ciò che conta di più in tempi di turbolenza».

Si prevede che le esportazioni dell’Ue cresceranno nel prossimo decennio con un valore che raggiungerà i 17,7 miliardi di euro all’anno. Tra i settori chiave con un forte potenziale di crescita figurano quello lattiero-caseario (con un aumento previsto fino al 48%), quello automobilistico (52%) e quello chimico (20%). Gli investimenti dell’Ue in Australia potrebbero crescere di oltre l’87%.

Con questo accordo, sottolineano inoltre da Bruxelles, l’Ue rafforza anche i propri interessi strategici nel settore delle materie prime critiche, rendendo le catene di approvvigionamento dell’Unione più solide e resilienti agli shock geopolitici. L’accordo di libero scambio prevede anche forti impegni in materia di sostenibilità, che contribuiranno a un commercio più verde ed equo, e garantisce che le importazioni nell’Ue siano maggiormente allineate agli standard di produzione dell'Unione in materia di clima, ambiente e benessere degli animali.

Tra l’altro, questo accordo tutela 165 indicazioni geografiche (Ig) agricole e un accordo bilaterale sul vino, aggiornando con l’elenco completo delle Ig del vino Ue (e delle denominazioni tradizionali protette in Australia). Basandosi sul precedente accordo, offrirà protezione a tutte le indicazioni geografiche del vino Ue (1.650 denominazioni), con l’aggiunta di 50 nuove Ig del vino provenienti da 12 diversi Stati membri.

Per quanto riguarda in particolari i prodotti del Belpaese, è stato tenuto in considerazione il fatto che l’Australia è terra di emigranti italiani, quindi in diversi casi si trovano denominazioni italiane, che indicano prodotti realizzati da nipoti e pronipoti di emigranti. Ebbene, tra gli altri casi, è stata trovata una soluzione per la tutela dell’indicazione geografica “Prosecco” in Australia, che impedirà ai produttori australiani di esportare vini con questa denominazione dopo un periodo transitorio dall’entrata in vigore del nuovo accordo. Alcune Igp dell’Ue saranno pienamente protette dopo periodi di graduale eliminazione, relativamente brevi, dei prodotti australiani che in precedenza utilizzavano la denominazione «in buona fede e in modo continuativo». È il caso, ad esempio, di Igp come il Pecorino romano.

A seguito degli accordi recentemente conclusi con l’Indonesia e l’India, questo accordo diversifica ulteriormente la rete di partner commerciali dell’Ue nella regione indo-pacifica, strategicamente importante, e rafforza la posizione dell’Europa sulla scena mondiale.

Ed è con tale logica che Bruxelles ha dato anche via libera formale dal 1° maggio all’accordo col Mercosur: dopo il blitz al Parlamento europeo che ha rinviato l’intesa con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay alla Corte di giustizia Ue, la Commissione Ue ha comunque deciso di far entrare «provvisoriamente» in vigore le nuove norme commerciali tra poco più di un mese. Un escamotage che non dev’essere piaciuto alla Francia e alle categorie (agricoltori in primis) che hanno duramente criticato l’accordo, ma che del resto, spiegano da Bruxelles, è consentito dalle norme comunitarie.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia