Nuovi MacBook 2026 in prova, perché sono così importanti per il mercato | VIDEO
Da qualche giorno sono arrivati in redazione i nuovi MacBook Pro e MacBook Air di Apple; il primo con chip Apple Silicon M5 Max e il secondo con il già noto M5. Sono stati ufficializzati circa una settimana fa e si apprestano ad affrontare una delle stagioni di vendite più travagliate degli ultimi anni in ambito notebook, ma lo fanno con una serie di assi nella manica che potrebbero portare tante gioie dalle parti di Cupertino. Questi portatili arrivano infatti in un momento in cui il mercato PC deve fare i conti con un nuovo aumento dei costi dovuto, soprattutto, ai rincari sulle memorie. In questo contesto Apple si presenta con una mossa che appare un po' in controtendenza con quello che la ragione vorrebbe.
Da una parte ci sono quindi i nuovi, e sopra citati, MacBook Pro con chip M5 Pro e M5 Max, dall’altra il MacBook Air M5. In mezzo, una strategia che racconta molto bene il momento che sta vivendo Apple all’interno del settore notebook: una posizione di forza costruita negli ultimi 6-7 anni, e che oggi sembra consentirle di fare ciò che molti concorrenti faticano perfino a immaginare, cioè migliorare le configurazioni rendendo, allo stesso tempo, più competitivo il listino.
IL CONTESTO
Per capire davvero il senso di quanto appena detto bisogna però allargare lo sguardo. L’industria tech vive una fase in cui il tema memorie è tornato centrale. Tra NAND e DRAM, il timore condiviso da gran parte dei produttori, e confermato più o meno direttamente nelle chiacchierate che abbiamo fatto la scorsa settimana tra i padiglioni del Mobile World Congress di Barcellona, è che nei prossimi mesi l’intero segmento debba assorbire rincari destinati a riflettersi sui prezzi finali di notebook, smartphone e altri dispositivi.
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