Salis contro Meloni: “Prima presidente donna, ma la condizione media delle donne è devastante”

Roma. “Per la prima volta abbiamo un presidente del Consiglio donna, ma siamo l’ultimo paese in Europa per gender gap salariale. È un dato incredibilmente violento e non si vedono sul tavolo politiche né di breve né di lungo termine. Solo interventi spot, quando la condizione media delle donne è devastante“. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis collegata in video alla conferenza nazionale delle elette e degli eletti di Avs negli Enti locali, a Roma.
“Penso che una donna che arriva in un posto di potere, alla guida del governo, di una regione, di una città, debba sfruttare l’occasione per migliorare la vita delle donne, sennò il tuo è un posizionamento personale, ma senza una esperienza collettiva. Spesso per le donne di potere sono elementi personali, non legati a un sistema. Noi abbiamo una giunta con più donne della storia di Italia, 7 su 12″, ha detto Salis.
“A livello nazionale è un momento di grande responsabilità che ci impegna a concentrarci su un programma che ci unisce, che c’è, lo abbiamo – ha detto Salis parlando della situazione politica nazionale -. Dobbiamo puntare su quello e pensare, sui territori, a un programma di governo, a una mediazione fra le aspirazioni e gli ideali e la necessità di governare”.
“Si può parlare di sicurezza e di sicurezza sociale, di giustizia sociale insieme allo sviluppo economico. È la sfida di essere progressisti: riuscire a elaborare politiche complesse, non slogan o spot sotto la pressione mediatica, ma una proposta seria. Penso che tutto il campo insieme sia chiamato a dare queste risposte”.
Rosso (Fratelli d’Italia): “Salis pensa alla sua carriera e manipola i fatti”
“Silvia Salis anche oggi rinuncia ad occuparsi di Genova e pensa alla sua carriera politica – accusa Matteo Rosso, deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia -. Così da un evento di Avs a Modena, meno male per una volta non in presenza, attacca il presidente Meloni su temi nazionali cercando di sviare tutti dall’incapacità, sua e della sua giunta, di amministrare Genova”.
Salis, secondo Rosso, “impiega le energie per parlare di cose che non le competono, e si vede: un anno fa, per la prima volta, il tasso di occupazione femminile ha superato il 54%, con oltre 10 milioni di donne lavoratrici. Un record che arriva con il primo presidente del Consiglio donna, ma non ci siamo fermati come confermano i dati dell’Inps i quali certificano come gli effetti delle agevolazioni contributive, tra l’altro confermate nel decreto Milleproroghe di prossima approvazione, abbiano portato a un +3,7% per le donne rispetto all’anno precedente. Dati e numeri sono a disposizione di tutti e solo chi è intellettualmente scorretto può ignorarli. Salis, in maniera ideologica, conferma quanto ha detto proprio la premier Meloni: per la sinistra l’emancipazione femminile risiede nel farsi chiamare sindaca, assessora o falegnama; per noi significa non costringere una donna a scegliere se essere lavoratrice o madre. E l’aumento dell’occupazione femminile dimostra che qualcosa sta cambiando”.
“L’Italia è ultima in Europa sul gender gap, ma sta migliorando: nei dieci anni di governo della sinistra è rimasta sempre in coda. Salis dunque o critica la sinistra o manipola i dati. Le ricordo infine di occuparsi di Genova, città per cui è stata eletta, e di esprimere solidarietà al Presidente del Consiglio facendo rimuovere le minacce di morte apparse in città”, conclude Rosso
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