Turismo, in 10 anni +35,9% di occupati nelle strutture ricettive. Confcommercio: “Mercato alterato da abusivismo e dumping”

Genova. “Il confronto tra gli alberghi e le formule alternative restituisce un risultato impietoso. Negli ultimi dieci anni, gli alberghi e i villaggi turistici della Liguria, pur in presenza di una riduzione della capacità ricettiva, hanno aumentato notevolmente il numero dei dipendenti (più 35,9%). E’ il chiaro segno di un settore che investe sulla qualità dei servizi e del lavoro. Per converso, negli appartamenti in affitto e nelle formule analoghe si registra un risultato opposto: mentre i posti letto aumentano del 45%, diminuisce il numero dei lavoratori (meno 10%)”. E’ quanto affermato stamani da Alessandro Nucara, direttore generale Federalberghi nazionale, nel corso del convegno “Legalità e Innovazione: le fondamenta per il futuro del turismo in Liguria” tenutosi al Palazzo della Borsa di Genova. Sul tema cruciale del contrasto all’abusivismo, Nucara ha aggiunto: “Fortunatamente, adesso c’è uno strumento nuovo: la banca dati delle strutture ricettive, che censisce tutte le strutture e può aiutare a individuare quelle borderline. Ma la registrazione nel data base è solo il primo passo. E’ importante che gli organi di vigilanza facciano buon uso di queste informazioni, per mettere a fuoco quel che accade all’interno di queste attività”.
Il convegno è stato promosso dall’Ente Bilaterale Territoriale del Turismo di Genova e Provincia insieme a Confcommercio Genova e ai Sindacati dei lavoratori e ha visto la partecipazione delle principali Istituzioni regionali e comunali, della Camera di Commercio e dei rappresentanti nazionali di Confcommercio, Federalberghi e delle organizzazioni sindacali FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL, con l’obiettivo di individuare priorità operative per il territorio, in un momento in cui il turismo ligure è chiamato a consolidare i risultati raggiunti puntando su legalità, innovazione e qualità del lavoro come condizioni strutturali e integrate di sviluppo.
La questione degli alloggi irregolari è un tema caldissimo anche nel Centro Storico di Genova, proprio perché è l’area dove la ‘turistificazione’ è più visibile e dove si concentra il maggior numero di annunci online. “Sebbene Genova sia più virtuosa rispetto alla media ligure (dove l’abusivismo tocca punte più alte), nel Centro Storico si concentra circa il 70% delle criticità cittadine”, hanno evidenziato il presidente di Federalberghi Liguria, Aldo Werdin e il presidente di Federalberghi Confcommercio Genova, Carlo Tixe. Analizzando i dati di inizio 2025 relativi al Centro Storico, secondo Confcommercio Genova è possibile stimare la presenza di circa 4.000 appartamenti destinati alla locazione breve, tra regolari e non. Tra questi, si stima una forbice tra il 20% e il 38% di strutture non ancora in regola con le nuove normative (mancanza di Codice CIN o mancata comunicazione alla questura). “Gli alberghi operano con obblighi molto stringenti: sicurezza, personale assunto con CCNL, controlli continui, adempimenti fiscali e amministrativi. Quando una parte del mercato non rispetta gli stessi standard si crea un evidente squilibrio competitivo – hanno aggiunto Werdin e Tixe -. l CIN e l’incrocio delle banche dati sono un cambio di passo ma c’è ancora molto da fare. L’obiettivo non è penalizzare chi lavora ma garantire che tutti giochino con le stesse regole”.
Il confronto alla Borsa si è concentrato sulla legalità ma anche sulla qualità del lavoro, con l’obiettivo di rafforzare le azioni sinergiche contro il dumping contrattuale, ovvero l’applicazione di contratti collettivi meno rappresentativi, cosiddetti “pirata”, che prevedono salari inferiori fino al 30% rispetto ai parametri dei contratti leader, svuotando di valore il lavoro e trasformando l’accoglienza in una corsa al ribasso che penalizza professionisti e territori.
“Il dumping contrattuale altera il mercato e penalizza le imprese che rispettano le regole – ha evidenziato Alessandro Cavo, presidente Confcommercio Genova e Confcommercio Liguria -. Applicare contratti meno rappresentativi con salari fino al 30% inferiori significa comprimere il costo del lavoro e scaricare il vantaggio competitivo sulla riduzione dei diritti. Non è questa la strada per un turismo solido. La qualità passa da contratti corretti, formazione e stabilità occupazionale. In questo senso è bene ricordare che l’ITS Turismo della Liguria è uno strumento strategico per costruire professionalità adeguate alle esigenze delle imprese. L’obiettivo è coniugare crescita dei flussi e qualità dell’occupazione, rafforzando la collaborazione tra associazioni datoriali e organizzazioni sindacali”.
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