Un anno e nove mesi per un furto di Tortellini: accade in Emilia Romagna
lentepubblica.it
Era il maggio del 2024 quando una storia aveva infiammato la stampa locale, ed era giunta anche ai quotidiani La Nuova Ferrara e La Gazzetta di Modena. Il racconto parlava di una vicenda legata al furto di tortellini, anche se in altri articoli si parla di cappelletti.
Quella che potrebbe sembrare una simpatica diatriba, si è però trasformata nei giorni scorsi in una sentenza di condanna in primo grado, con la donna punita, seppure con concessione delle attenuanti generiche, con 1 anno e nove mesi di reclusione, con pena sospesa. Disposto dalla Giudice, inoltre, il risarcimento del danno in sede civile e il pagamento delle spese legali per un ammontare di circa 7800euro.
Una lunga vicenda
In realtà la vicenda oggetto del provvedimento giudiziario risaliva al periodo del lock down, precisamente l’episodio contestato risale all’11 luglio 2020. La questione che emerge riguarda anche la tensione tra le famiglie di due fratelli. Dagli atti processuali e dalle interviste rilasciate alla stampa come la parte lesa riscostruisca la cornice nella quale si sono verificati i furti. «I miei genitori costruirono una villetta di tre unità abitative, una per loro e una ciascuno a me e mio fratello, con ingressi separati, a Carpineti in provincia di Reggio.” Emilia. Il racconto della querelante prosegue: “Siccome io vivo a Modena, per me è una seconda casa; ci andavo nel fine settimana e in estate, per assistere mio padre rimasto vedovo. Per mio fratello invece è la prima casa: ci abita con la moglie».
Una famiglia in conflitto
I rapporti però peggiorano dopo la morte dell’anziana madre ed arrivano ulteriori tensioni e strane sparizioni di oggetti, anche di valore. «Biancheria ricamata a mano, un servizio di piatti dell’Ottocento, cuscini, un anello con diamante, una catenina d’oro della comunione di mio figlio. Cose che avevo nascosto e che non trovavo più: i miei familiari dicevano che mi ero dimenticata il nascondiglio e che forse avevo problemi di memoria». Valore approssimativo degli ammanchi seriali: 5mila euro. «Ma ci sono oggetti che vanno al di là del valore economico».
Il Lockdown
Ulteriori tensioni intervengono con il peggiorare della salute del genitore superstite, il padre. Siamo in tempo di lock down nel 2020 e i dubbi cominciano ad essere ormai certezze. Sempre dalle interviste e dai racconti agli atti processuali della donna si delinea la vicenda. «Mio padre non stava bene. Per assisterlo lo portai a casa mia a Modena nel febbraio 2020. Poiché c’era il lockdown sono tornata a Carpineti solo a fine giugno: la catasta di legna, che arrivava alla finestra, era ridotta al minimo. Stavolta non era la mia immaginazione». A questo punti entra in gioco il figlio della donna che suggerisce di installare delle telecamere interne all’abitazione. La prova dei sospetti della famiglia arriva da un filmato dell’11 luglio 2024, poi consegnato ai carabinieri e di diritto tra gli atti processuali, alla base della denuncia. i filmati mostrerebbero la cognata entrare con i guanti e un borsone, entrare in camera di letto, accanto ai frigoriferi, poi guardarsi intorno e poi, con la sporta piena, richiudere la porta a chiave.
Il mistero delle chiavi
Altro punto controverso riguarda il possesso delle chiavi che secondo la vittima non erano mai state affidate alla cognata. L’imputata ha sempre dichiarato, diversamente, di averle avute in modo legittimo, mai restituite. I rapporti tra le due erano da tempo logorati: «Non ci parlavamo nemmeno», ha riferito in aula la persona offesa. Da notare che all’ imputata è contestato il solo furto di tortellini e tagli di manzo, poiché è l’unico episodio provato dal filmato. Filmato che la difesa provato a contestare, sollevando dubbi sulla chiarezza dei video, sostenendo che non si vedrebbe mai la donna intenta a prelevare cibo dal freezer, né la sua uscita dall’abitazione con la borsa chiaramente piena. La cognata in una prima fase aveva tentato di negare ogni addebito. Si era invece passati a tentare accordi stragiudiziali senza esito, ma di fronte a quello che è stato definito un ’muro’ opposto dalla 63enne sulla richiesta di risarcimento, la vicenda è quindi approdata direttamente davanti ai Carabinieri. Il percorso giudiziario non è stato lineare. Il PM in fase iniziale aveva chiesto l’archiviazione, ma dopo due opposizioni presentate dal legale di parte civile, nel 2022 si era arrivati all’imputazione coatta. Il procedimento, caratterizzato da una lunga istruttoria, si è concluso proprio nei giorni scorsi in primo grado, con questa condanna che potrebbe quasi definirsi esemplare a un anno e nove mesi di reclusione.
The post Un anno e nove mesi per un furto di Tortellini: accade in Emilia Romagna appeared first on lentepubblica.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




