Rinnovo CCNL Enti Locali 2022-2024 firmato definitivamente: tutte le novità
lentepubblica.it
È arrivata la firma definitiva sul Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni Locali 2022-2024, un passaggio atteso da centinaia di migliaia di lavoratori della pubblica amministrazione territoriale.
L’intesa è stata sottoscritta nella mattinata del 23 febbraio 2026 presso l’Aran, al termine di un percorso negoziale avviato nei mesi scorsi e concluso dopo il via libera degli organi di controllo contabile.
L’accordo riguarda oltre 400mila dipendenti tra Comuni, Province, Regioni e Camere di commercio, e chiude formalmente il triennio contrattuale 2022-2024, pur arrivando a rinnovo già inoltrato nel 2026. Un elemento che fotografa le tempistiche complesse della contrattazione pubblica, ma che ora consente di rendere pienamente operative le nuove disposizioni sia sul piano economico sia su quello normativo.
Un rinnovo che chiude il triennio e apre alla nuova stagione negoziale
La sottoscrizione definitiva arriva dopo l’intesa preliminare raggiunta nel novembre 2025 e a seguito del completamento delle verifiche previste dalla normativa in materia di compatibilità finanziaria. Con il via libera formale, le clausole contrattuali entrano ora in vigore a tutti gli effetti.
Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha sottolineato come l’accordo rappresenti un punto di equilibrio tra le aspettative del personale e la sostenibilità dei conti pubblici. Nel suo intervento ha evidenziato anche l’obiettivo di ridurre gradualmente il divario retributivo storico rispetto al comparto delle Funzioni centrali e di valorizzare il ruolo strategico svolto dagli enti territoriali nell’attuazione delle politiche pubbliche.
Lo sguardo, tuttavia, è già rivolto al prossimo ciclo 2025-2027. L’avvio della nuova tornata negoziale dipenderà dalla trasmissione degli atti di indirizzo al ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, passaggio necessario per aprire ufficialmente il confronto.
Aumenti in busta paga: quanto cresce lo stipendio
Uno dei capitoli più attesi riguarda gli adeguamenti economici. Il contratto prevede un incremento medio mensile lordo di 136,76 euro per tredici mensilità, pari a un aumento del 5,78% calcolato sul monte salari del 2021. A questa quota si aggiunge uno 0,22% destinato al trattamento accessorio, che porta l’incremento complessivo intorno ai 140 euro mensili lordi.
Si tratta di un adeguamento strutturale che incide sulla parte tabellare dello stipendio e che si riflette anche sugli istituti collegati, con effetti permanenti nel tempo.
Arretrati fino a febbraio 2026
Con la firma definitiva scatterà anche il pagamento delle somme maturate nel periodo di vacanza contrattuale. Gli arretrati, calcolati fino al 28 febbraio 2026, ammontano mediamente a 1.728 euro lordi per ciascun lavoratore. L’importo effettivo varierà in base all’inquadramento e alla posizione economica individuale, ma rappresenta comunque una voce significativa che verrà liquidata nei prossimi cedolini.
Orario di lavoro più flessibile e settimana corta sperimentale
Accanto alla parte retributiva, il nuovo CCNL introduce novità rilevanti sull’organizzazione del lavoro. Tra le innovazioni più discusse c’è la possibilità di articolare le 36 ore settimanali su quattro giorni, in via sperimentale e su base volontaria.
Non si tratta di un obbligo generalizzato, ma di una facoltà rimessa alla contrattazione integrativa e alla valutazione delle singole amministrazioni, che dovranno garantire la continuità dei servizi al cittadino. L’obiettivo dichiarato è favorire una migliore conciliazione tra vita privata e professionale, senza ridurre il monte ore complessivo.
Buono pasto anche in lavoro agile
Un altro intervento riguarda il riconoscimento del buono pasto durante le giornate di lavoro agile. La misura consolida quanto già sperimentato negli anni della pandemia e recepisce l’evoluzione organizzativa che ha reso lo smart working una modalità ordinaria in molti enti.
La previsione punta a evitare disparità di trattamento tra chi opera in presenza e chi svolge la prestazione da remoto, rafforzando l’idea di una pubblica amministrazione orientata ai risultati più che alla mera presenza fisica.
Progressioni tra le aree e valorizzazione delle Elevate Qualificazioni
Sul fronte ordinamentale, il contratto proroga fino al 31 dicembre 2026 la possibilità di effettuare progressioni tra le aree con procedure in deroga. Questo consente agli enti di valorizzare le competenze interne e di coprire posizioni strategiche attraverso percorsi selettivi semplificati, nel rispetto dei vincoli di legge.
Particolare attenzione è stata riservata agli incarichi di Elevata Qualificazione. Il tetto massimo della retribuzione di posizione passa da 18mila a 22mila euro annui, un incremento che mira a riconoscere la complessità delle funzioni svolte e le responsabilità connesse.
Si tratta di una leva importante per rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali, soprattutto in una fase in cui sono chiamati a gestire programmi complessi, investimenti e riforme.
Tutele rafforzate e welfare integrativo
Il rinnovo interviene anche sul sistema delle garanzie per il personale. Viene ampliato il perimetro delle tutele in caso di terapie salvavita, con una disciplina più favorevole in termini di assenze e conservazione del posto.
È inoltre previsto il patrocinio legale per i dipendenti vittime di aggressioni nell’esercizio delle proprie funzioni, un tema sempre più attuale per alcune categorie esposte al contatto diretto con l’utenza.
Sul versante del benessere organizzativo, il contratto potenzia gli strumenti di welfare integrativo, lasciando spazio alla contrattazione decentrata per modulare interventi a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie.
Organismo paritetico per l’innovazione
Viene rafforzato anche l’Organismo paritetico per l’innovazione, sede di confronto tra amministrazioni e rappresentanze sindacali sui processi di modernizzazione. L’intento è favorire un dialogo strutturato su digitalizzazione, semplificazione e nuovi modelli organizzativi.
Un contratto tra sostenibilità finanziaria e valorizzazione del personale
Il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2022-2024 si colloca in un contesto di vincoli di bilancio stringenti e di crescente pressione sui servizi pubblici territoriali. Da un lato, l’accordo introduce miglioramenti economici e normativi attesi da tempo; dall’altro, mantiene un equilibrio con le esigenze di sostenibilità della finanza pubblica.
Per gli enti locali, ora, si apre la fase attuativa: adeguamento dei fondi, aggiornamento dei sistemi stipendiali, attivazione delle procedure per progressioni e incarichi. Per i lavoratori, invece, si traduce in aumenti concreti in busta paga, nel riconoscimento degli arretrati e in nuove opportunità di crescita professionale.
Con la chiusura formale del triennio 2022-2024, il comparto delle Funzioni Locali entra in una nuova fase. Il prossimo banco di prova sarà la contrattazione 2025-2027, chiamata a misurarsi con l’evoluzione del lavoro pubblico e con le sfide di una amministrazione sempre più chiamata a garantire efficienza, qualità dei servizi e capacità di risposta ai bisogni dei territori.
Il comunicato dell’Aran su X
Qui di seguito il comunicato completo.
📢 COMUNICATO STAMPA
Pa: Firmato definitivamente all’Aran il contratto Funzioni Locali 2022-2024, coinvolti oltre 400mila lavoratori
Aumenti medi fino a 140 euro e arretrati fino a 1.728 euroRoma, 23 febbraio 2026 – È stato firmato oggi in via definitiva all’Aran il Contratto… pic.twitter.com/j8CZKUE6bI
— Aran (@aran_agenzia) February 23, 2026
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