Un cibo per ogni cantante. Cosa offre Sanremo 2026

Ci sono diversi segnali che ci indicano che la ristorazione attraversa una crisi di identità segnata dal mutare delle esigenze di lavoratori, dallo spaesamento dei clienti e dalla stanchezza che inizia a trasmetterti il cibo per come continuiamo a mostrarcelo. È l’era delle canzonette nella gastronomia. I giganti vengono smantellati, i piccoli non considerati e i mediocri avanzano. Ma quanto è Sanremo tutto questo? O forse è meglio dire quanto tutto questo è Sanremo?
Il Festival arriva al 2026 con una nuova battuta d’arresto. Lo share della prima serata vede perdere tre milioni di ascolti rispetto allo scorso anno, ma sapevamo tutti che sarebbe andata un po’ così. Come per la ristorazione, è colpa di tutti e di nessuno. Ognuno potrebbe fare di meglio, ma insieme decidiamo di fare il minimo indispensabile, aggiungendoci paroloni e lustrini. Lo chef di punta del Festivàl è andato via e la qualità di piatti e servizio ha iniziato a risentirne. Sulla scia della tristezza che sappiamo non diventerà mai gioia per i prossimi giorni, affrontiamo le tradizionali gastropagelle di Sanremo 2026 e chiudiamola qui.
Ditonellapiaga – La Morositas
Un mix divertente tra la spigolosità della liquirizia che si perde nello zucchero e questa meccanica gommosa che ti fa smascellare per un po’. Puoi anche mangiarne due di fila e tolleri bene, ma sai che avrai sempre un residuo incastrato nei denti. Che fastidio!
Michele Bravi – Il Vecchia Romagna come digestivo dopo cena
Ti dai un tono con questo bicchiere di brandy in mano, ma non sai manco quello che sta succedendo. Lo fai, ti fa apparire tutto più elegante e i discorsi si fanno seri. Speri di rimorchiare con il solo movimento del ghiaccio nel bicchiere, ma anche stasera la delusione sarà la tua compagna della notte.
Sayf – Le trenette al pesto
Fa leggerezza e semplicità, ma quella combo di olio, Parmigiano e Pecorino è una mazzata che è destinata a lasciarti il segno. C’è piacere e c’è sostanza.
Mara Sattei – La frutta merenda Mellin con le principesse Disney
Puoi per un attimo vivere il sogno di tornare ai tempi delle scuole elementari e della merenda felice con i compagnetti, ma poi devi tornare in te e capire che questa è roba per bambini e non per te che hai un mutuo da pagare e l’app delle poste per lo Spid.
Dargen D’Amico – La pancetta a cubetti del supermercato
Trova almeno un motivo valido che dia senso a questa roba. Attenzione: la sciatteria come stile di vita non è un motivo valido.
Arisa – La pizzata all’oratorio
Una di quelle cose che ti restano nel cuore, perché i buoni sentimenti c’erano tutti, ma finisce col diventare qualcosa di distante, un filo cringe. I presupposti per una bella serata c’erano, la pizza era buona ma quel mood in stile musical sulla vita di santa Rita non ti farà digerire la cotto e funghi.
Luchè – Il Nescafé
Vuole essere caffè, non ci riesce. Vuole essere piacevole, non ci riesce. Vuole essere forte, niente proprio. Scivola via un po’ come l’acqua.
Tommaso Paradiso – I bastoncini Findus
Fai l’adulto della situazione, ma alla prima occasione in cui il tuo capo ti sgrida corri a casa e ceni con i bastoncini Findus. Non sai nemmeno che sono fatti con il merluzzo e sostieni che a te il merluzzo manco piace. Ma i bastoncini Findus li mangi perché ti riportano a quando eri adolescente e non avevi bisogno di lavorare.
Elettra Lamborghini – Il mojito in lattina
Abbiamo accolto qualsiasi cosa negli ultimi anni, persino la birra senza alcol e i dolci a forma fallica. Ma il mojito in lattina no, è troppo! Non è niente di quello che vorrebbe essere.
Patty Pravo – Il piccione al ristorante fine dining
Ce lo ricordiamo da parecchio tempo. Il classico da giocarsi quando non hai fantasia, un piacevole incontro per chi se lo ritrova davanti. Ma possiamo andare oltre conservando in tempo un buon ricordo.
Samurai Jay – Le patatine light
Prova a piazzarle a una festa e ti infameranno per tutta la vita.
Raf – La Manzotin
È manzo? Si pensa di sì. Tutti lo hanno desiderato in casa a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Oggi lo guardi con nostalgia e sai che non potrà più prendere il posto del petto di pollo allevato all’aperto.
J-Ax – La zuppa di fagioli in scatola
Ti senti solo, ti lasci andare. Chiama un amico che possa aiutarti a uscire da questo brutto tunnel della dipendenza da latta.
Fulminacci – Il Parmigiano Reggiano
Sta bene sempre, lo mangi da solo, lo offri e lo condividi perché sai che fa sempre figura. Umile e nobile al tempo stesso.
Levante – L’Île flottante
Questa meraviglia bianca galleggia in un mare di dolcezza. Ci sono persone che non capiscono nemmeno cos’è, ma la colpa è loro, che non si sono mai spinti oltre la sbrisolona. Ti isoli dal caos del ristorante dopo averla chiesta e ti godi questo momento sospeso.
Fedez & Masini – Il quarto giorno di fila con l’insalata di riso
Basta, basta!!!
Ermal Meta – La cucina del Sichuan ma a modo tuo
Vuoi fare quello che mangia particolare, ma scegli sempre la versione annacquata dell’esperienza perché non hai il coraggio dei sapori forti e non vai fino in fondo.
Eviti il piccante e l’aspro, ti rimane solo il pollo kung pao, simile a quello che fa la mamma. A sto punto resta a casa.
Serena Brancale – Il Tavernello
Un grande lavoro di riposizionamento. C’è della competenza senza ombra di dubbio, ma non convince.
nayt – La barretta Lion
Nessuno si ricorda mai com’è fatta.
Malika Ayane – L’ananas (già tagliato)
Fresco e dolce, ma lo mangi perché è già pronto al consumo. Non sei disposto a fare ulteriori sforzi.
Eddie Brock – I supplì surgelati del supermercato
Sei già pentito della scelta, ma il colpo di grazia arriva al primo morso, quando scopri che l’interno è ancora congelato. Come i tuoi sentimenti.
Sal Da Vinci – I carretti della pizza fritta
Senza dubbio popolare, fa gola. Ma quell’eccesso di olio ci distruggerà tutti.
Enrico Nigiotti – Lo yogurt proteico
Inutile.
Tredici Pietro – L’insalata in busta
Il male minore in questo mondo in cui, prima ancora della plastica, c’è il dramma di non mangiare abbastanza cose sane. Una ventata di salubrità nelle nostre vite.
Chiello – Il bubble tea
Devi essere in target, ma la cosa più matura che puoi fare è provare, non giudicare troppo e lasciarlo ai tuoi nipoti che si mettono in fila per quel mangiaebevi dolce e multi sapore.
Bambole di pezza – La grigliata mista di verdure
Con i segni vissuti di chi ha attraversato il fuoco, con la morbidezza di chi è piena di acqua e poco sapore.
Maria Antonietta & Colombre – Il panino con il salame
Il buon umore, l’equilibrio dei sensi. Presenza sicura durante la gita fuori porta.
Leo Gassman – I piattini della vineria sotto casa
Niente da dire, alla fine non ti arrivano fino in fondo. Ma bevi, chiacchieri e ti distrai al punto che non ti fai un’opinione a riguardo.
Francesco Renga – Il gorgonzola Gim
Ti sta bene se non ti sei preoccupato di assaggiare un gorgonzola vero, con sfumature aromatiche e di consistenza. Uno schiaffo alla categoria, ma contento tu…
LDA & AKA7even – La crema al caffè fatta nel Bimby
Non è Coppa del nonno, ma somiglia più a quei caffè freddi in vendita nello stabilimento balneare lungo le spiagge di Fregene (un bicchiere piccolo, 5 euro). Non è caffè, non è rinfrescante. Non sai perché lo stai prendendo. Forse è solo un colpo di sole alla testa.
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