Vero Volley: un esempio di Eccellenza sportiva e sociale

«Driven by Values», guidato dai valori, è questo il motto del Consorzio Vero Volley, un progetto unico di cultura sportiva che coinvolge diverse società di pallavolo sui territori delle province di Monza e Milano. Una filosofia che si inserisce perfettamente nel «Tour dei valori dello sport», l’iniziativa proposta dalla Fom all’interno del progetto diocesano «For Each Other» che si sta svolgendo anche durante questa settimana di Paralimpiadi, coinvolgendo ogni giorno centinaia di ragazzi e ragazze provenienti da scuole, oratori e società sportive.
A testimoniare i valori sportivi ai tanti ragazzi presenti, anche in questa giornata, nella chiesa di Sant’Antonio è stato Leonardo Puliti, attuale Brand Manager della Vero Volley. Oltre alla carriera manageriale, Puliti è anche un giocatore professionista, che ha giocato con Roma, Monza e Lugano e ora prosegue l’attività agonistica con il Volley Garlasco. La sua carriera personale, unita alla storia del Consorzio sono stati un esempio importante di come realizzare un percorso virtuoso nello sport e nella vita.
Il Consorzio Vero Volley porta avanti fin dalla sua fondazione un progetto che si basa sul mettere al centro l’impegno culturale dello sport con una serie di iniziative sociali significative, tra cui quelle nella formazione degli studenti e dei ragazzi, anche negli oratori, oltre che nel settore socio-sanitario, nell’accoglienza e nell’inclusione per persone con disabilità, fino alla sensibilizzazione e al contrasto di ogni forma di violenza. In tal senso Puliti sottolinea: «Quando si parla di ricerca dell’eccellenza, noi non ci riferiamo solo all’eccellenza riguardo alla pratica sportiva, ma è un concetto molto più ampio, relativo proprio all’impatto sociale che genera lo sport. Quindi ciò che facciamo deve avere degli impatti diretti su tutta la comunità, sui giovani, sui ragazzi che praticano lo sport e sull’intera città».
Tutti hanno dei talenti
L’unicità di questo progetto sportivo è quindi quella di unire squadre di pallavolo di riferimento a livello nazionale e internazionale sia maschili che femminili, con realtà giovanili e iniziative per coinvolgere tutti nello sport. Il messaggio forte che è stato trasmesso ai ragazzi in questa giornata è che ogni persona possiede un talento, ognuno ha ricevuto un dono, come la Chiesa afferma da sempre. La storia di Puliti è emblematica, visto che il suo talento lo ha scoperto più tardi degli altri, ma poi con tanti sacrifici è riuscito a realizzare i propri sogni: «Io da ragazzo non immaginavo minimamente di diventare un campione della pallavolo. A dieci anni giocavo a calcio e sognavo di diventare un difensore della Juventus. Però ero molto alto, avevo dei piedi grandi e sentivo che il mio corpo era un limite. Poi ho capito che il problema non ero io, ma semplicemente dovevo trovare un altro sport. Ho iniziato a giocare a pallavolo per caso a 16 anni e lì ho scoperto il mio talento, anche se più tardi di molti altri giocatori».
Il talento però va coltivato, bisogna sempre impegnarsi ogni giorno per migliorare per crescere e per raggiungere i propri obiettivi. Puliti ha voluto poi ricordare ai ragazzi quanto sia importante l’istruzione e la formazione, in quanto lui non ha mai abbandonato gli studi, nonostante la carriera professionistica: «Pur giocando in Serie A, io ho continuato a studiare. Sono riuscito a laurearmi in Giurisprudenza, poi ho fatto un Master specifico in Sport Business Management». Conciliare questi due impegni non è stato certamente facile, ma alla fine tutti i sacrifici fatti hanno pagato, in quanto la formazione professionale è stata poi determinante per il suo attuale lavoro e per avere quindi un futuro solido al termine della carriera agonistica. L’incoraggiamento ai ragazzi è quindi quello di trovare la propria passione, il proprio talento e fare tutto il possibile per farlo diventare la base della propria vita.
Il valore del gruppo nelle difficoltà
Anche chi raggiunge l’Eccellenza deve fare i conti con le sconfitte, che si presentano sempre anche per i grandi campioni. Lo sport da questo punto di vista è una palestra per imparare a superare i momenti di difficoltà nella vita. Un tema a cui tiene particolarmente Puliti: «È fondamentale il valore della resilienza, cioè insistere anche quando le cose non vanno bene. Non bisogna mai abbattersi, perché nella vita si può fare tutto». Ed è proprio nei momenti di difficoltà che emerge il valore del gruppo, con l’importanza di essere parte di una comunità e di avere un supporto dagli altri. In questa visione la pallavolo è «un esempio straordinario di sport di squadra, perché in ogni azione ci sono sempre più passaggi, quindi è fondamentale aiutare sempre i compagni. Non bisogna giudicare gli altri quando fanno un errore, ma anzi dare una parola di conforto».
Sentirsi parte di un gruppo e avere una sensazione di benessere quando si sta assieme agli altri è qualcosa che accomuna tutti, anche nello sport. Che si sia un grande campione, oppure un ragazzo che si approccia per la prima volta ad una squadra, quello a cui si aspira è lo stesso: «Tutti gli atleti vogliono stare bene, vogliono crescere e soprattutto trovare qualcosa di importante a livello umano. Avere una squadra che sia un bel gruppo e dei compagni con cui si può giocare bene assieme».
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