Wow! All’Università di Siena c’è un nuovo museo sulle filiere agroalimentari e sul loro futuro

Un nuovo spazio immersivo per raccontare come cambiano cibo, territori e sostenibilità, mettendo insieme ricerca, innovazione e filiere che sono parte dell’identità toscana. All’Università di Siena è stato inaugurato a marzo “WOW…”, acronimo di Wine, Olive Oil, Wheat: un museo-laboratorio nel cuore del centro storico, al piano terra di Palazzo Bandini Piccolomini, a pochi passi da Piazza del Campo, pensato per far dialogare tradizione e futuro dei sistemi agroalimentari.
Il percorso si articola in cinque sale tematiche: dallo spazio di accoglienza alla Sala del Buongoverno in dialogo con l’Agenda 2030, dal Cubo digitale immersivo alla Sala del Ricercatore, fino al Labirinto, dove soluzioni tecnologiche e buone pratiche diventano un racconto accessibile. L’idea è quella di un hub di divulgazione scientifica e culturale capace di parlare a studenti e ricercatori, scuole, imprese, istituzioni, cittadini e turisti, usando strumenti digitali, giochi interattivi e contenuti esperienziali.
WOW… nasce dal Santa Chiara Lab dell’Università di Siena e si sviluppa a partire dai risultati del Programma Agritech finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Pnrr, in collaborazione con Fondazione Agritech, Siena Food Lab e Fondazione MPS. La progettazione e lo sviluppo degli aspetti tecnologici, multimediali e immersivi sono stati affidati a Opera Laboratori, con l’obiettivo di rendere la complessità della ricerca fruibile anche fuori dai contesti accademici.
Per Angelo Riccaboni, direttore scientifico di WOW… e presidente del Santa Chiara Lab, il punto è trasformare la ricerca in strumenti pratici lungo la catena del valore: «WOW… nasce dalla consapevolezza che l’innovazione in ambito agroalimentare non può essere efficace se non diventa comprensibile, condivisa e adottabile lungo l’intera catena del valore».
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani collega invece il progetto alla capacità di unire radici e modernità: «Con questo progetto, l’Università di Siena rilancia ancora una volta una dimensione fondamentale per la Toscana: la capacità di porsi come laboratorio in cui si fondono radici storiche e modernità della ricerca scientifica». E sottolinea il senso della cornice: «Vedere le antiche sale di Palazzo Bandini Piccolomini dialogare con le sfide globali del cibo e dell’ambiente è il simbolo di ciò che la Toscana vuole rappresentare nel mondo: una terra in cui l'innovazione non dimentica mai l’identità e il territorio».
Appena inaugurato, il nuovo museo ha già assunto i contorni d’una iniziativa di respiro internazionale, dat che WOW è entrato ufficialmente nella rete del Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura della FAO (MuNe), con cui la collaborazione era già avviata su design museale e coinvolgimento del pubblico. Alla cerimonia ha partecipato anche il direttore generale dell’Organizzazione Onu, Qu Dongyu, che ha evidenziato il valore di questo intreccio tra cultura e innovazione: «I musei ci permettono di entrare nella conoscenza e di viverla direttamente. Quando università e musei collaborano, possono creare qualcosa di davvero potente: uno spazio dinamico di dialogo, partecipazione e immaginazione collettiva». E aggiunge: «I giovani non sono soltanto visitatori dei musei, ma veri e propri co-creatori del futuro».
In tempi in cui la sostenibilità delle filiere agroalimentari è sempre più legata a scelte ambientali e sociali, WOW… prova a fare una cosa semplice e ambiziosa insieme: rendere visibile, condivisa e “abitabile” l’innovazione.
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