Bignami (FdI): “Pronti a collaborare con l’opposizione sull’Iran. Importante dare un segnale di unità”

Mar 10, 2026 - 08:30
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Bignami (FdI): “Pronti a collaborare con l’opposizione sull’Iran. Importante dare un segnale di unità”

“Al di là delle divisioni, confidiamo che sull’Iran si possa trovare una posizione comune, nell’interesse dell’Italia. Da parte nostra la volontà di collaborare c’è sempre. Poi, certo, dipenderà anche dalla sinistra”, dice Galeazzo Bignami. Il capogruppo meloniano a Montecitorio parla al Foglio alla vigilia delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni, in programma domani. Si augura che questa volta i toni esasperati possano lasciar spazio a un dibattito costruttivo. “Dividersi adesso vorrebbe dire indebolire l’Italia. E invece davanti a temi così importanti, in questo quadro di crisi internazionale, è importante cercare l’unità”, è l’appello che Bignami rivolge al Parlamento. E aggiunge: “Noi, tutto questo, l’abbiamo ben presente e l’abbiamo dimostrato quando eravamo all’opposizione. Non abbiamo supportato l’Ucraina per rendere più forte il governo Draghi, ma anche per rafforzare l’Italia”.

Nei giorni scorsi autorevoli esponenti dell’opposizione – da Guerini a Casini fino all’ex premier Gentiloni – rivolgendosi alla propria parte politica, hanno espresso un auspicio simile. E’ ai moderati del centrosinistra che vi rivolgerete in particolare? “Non solo a loro. E cercheremo di trovare una posizione quanto più possibile condivisa. Noi speriamo che tutti vogliano dare il proprio contributo per aiutare l’Italia in questo passaggio così delicato. Poi ci sarà tempo e modo di confrontarci sulla politica interna”. Bignami tuttavia non si fa troppe illusioni. Come mai? “Perché tante volte abbiamo ricevuto attacchi pretestuosi. Penso per esempio al tema della sicurezza e delle manifestazioni pro Pal durante la crisi di Gaza e anche dopo. Mi pare, purtroppo, che ci sia sempre qualcuno che cerchi di contestare il governo anche quando oggettivamente c’entra poco”. Il dibattito sul referendum, con quotidiani e reciproci attacchi, non aiuta. “Ma a me sembra che la contrapposizione estrema sia un po’ la cifra di questa sinistra. Dicono no a tutto, evitando di confrontarsi nel merito delle proposte, consapevoli che questo farebbe deflagrare la loro coalizione. Così cercano di nascondere le loro contraddizioni”.

Dal campo largo chiedono al governo di prendere nettamente le distanze da Donald Trump e di fare come Pedro Sánchez. “Ma cosa significa? Abbiamo già detto che questa non è la nostra guerra e non vogliamo entrare in guerra. E poi per cosa? Per difendere implicitamente gli ayatollah? La questione è più complessa, si dimentica che l’Iran stava sviluppando un’arma nucleare, violando degli accordi internazionali. Questo è il punto”. Meloni intanto ha detto che sono “saltate le regole del diritto internazionale”, che “non condivide e non condanna” gli attacchi di Stati Uniti e Israele e che mancano ancora gli elementi per un giudizio più compiuto. Bignami è d’accordo? “Mi sembra che questa sia la posizione di tutta l’Europa. Meloni ha cercato inoltre di promuovere un coordinamento con Francia, Germania e Regno Unito nel tentativo di dare una risposta unica, nell’interesse europeo. Continueremo su questa strada”. La Spagna invece pare aver scelto un’altra linea, diventando un modello per i progressisti. “Ricordo che Sánchez fu quello che si dolse pubblicamente di non avere la bomba atomica per fermare Israele”, osserva Bignami. “Il premier spagnolo usa un doppio registro perché ha problemi interni. Ma si sta muovendo esattamente come tutte le altre cancellerie europee. Ha messo a disposizione delle basi per attività non ‘cinetiche’, come prevedono i trattati, mandando navi per difendere Cipro, come l’Italia. Nei fatti non c’è nessuna distinzione. Poi se l’opposizione ha in mente altro, lo dica”.

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Redazione Redazione Eventi e News