Cipollone: “La BCE si prepara a introdurre l’euro digitale, aspettiamo le norme UE”
Bruxelles – Euro digitale, la Banca centrale europea ci sta lavorando a pieno ritmo ed è pronta a renderlo operativo. Ora però spetta alle istituzioni UE adottare la legislazione necessaria, senza la quale tutto diventa inutile. Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della BCE e capo della task force per l’euro digitale, mette le cose in chiaro: la politica non deve perdere tempo. “L’Eurosistema sta avanzando nei preparativi tecnici al fine di garantire l’introduzione di un euro digitale che funzioni ovunque nell’area dell’euro e soddisfi tutte le esigenze d’uso”, premette nel corso dell’audizione in commissione Affari economici del Parlamento europeo, dove precisa:.” Soltanto una volta entrata in vigore la legislazione, prenderemo in considerazione la possibile emissione dell’euro digitale, che avverrebbe nel pieno rispetto della normativa”.
Le parole di Cipollone non sono casuali. La BCE si è data un proprio crono-programma, con scadenze chiare. In base a questa agenda dei lavoro occorre che Parlamento e Consiglio approvino tutte le normative che servono entro la fine dell’anno in corso. Ecco perché il membro della BCE insiste sulla necessità di lavorare politicamente per avere un completamento dell’iter nel 2026, e si insiste sulla necessità alla luce di un’agenda per la competitività fresca di approvazione dei leader che include anche l’euro digitale, e di un Eurosummit che insiste sull’accelerazione dei lavori.
Euro digitale per sovranità e competitività, nel 2026 la fase avanzata di sperimentazione
Intanto, annuncia ancora Cipollone, “‘Pontes’, la soluzione DLT dell’Eurosistema, partirà nel terzo trimestre del 2026“. Per le prime prove di transazioni attraverso circuiti di pagamento tutti europei alternativi a Visa e Mastercard bisognerà attendere dunque almeno fino a luglio. La tecnologia del registro distribuito (DLT, appunto) è la soluzione che permette di effettuare e gestire transazioni e servizi finanziari in via telematica senza bisogno di intermediari, garantendo sicurezza e tracciabilità. Sono le soluzioni su cui poggerano le infrastrutture tutte europee di pagamento, il pilastro dell’euro digitale.
Accanto ai preparativi pratici e tecnologici serve anche un’azione ‘sociale’. Perché, scandisce il componente del comitato esecutivo della BCE, “l’euro digitale deve essere accessibile a tutti, quindi naturalmente anche alle persone con disabilità“. Si stima che nell’UE vi siano circa 30 milioni di persone cieche o ipovedenti, a cui si aggiunge “più di un cittadino europeo su cinque che non si sente a proprio agio nell’utilizzare servizi finanziari digitali”. Come BCE e come UE, ricorda Cipollone, “dobbiamo rispondere alle esigenze di accessibilità di questi cittadini” attraverso misure, campagne e azioni che sempre la politica è chiamata a sviluppare e portare avanti.
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