Dal Papa per rivivere le emozioni di Milano Cortina
Gli atleti olimpici e paralimpici accolgono il Papa (@VATICAN MEDIA)La Diocesi di Milano è stata invitata a partecipare all’udienza che papa Leone ha concesso alla Fondazione Milano Cortina giovedì 9 aprile. Insieme con gli atleti olimpici e paralimpici che hanno gareggiato a queste ultime Olimpiadi invernali, erano presenti i vertici delle istituzioni dello sport italiano.
Una grande esperienza educativa
La Diocesi ha partecipato all’udienza per avere realizzato – su invito e in collaborazione con il Dicastero vaticano per la Cultura e l’educazione cattolica – il progetto «For Each Other», aperto solennemente dalla celebrazione di accoglienza della Croce degli sportivi, custodita nella Basilica di San Babila, per tutta la durata dell’evento sportivo. Ma il progetto non si è limitato alla celebrazione: si è svolto come una grande esperienza educativa che ha coinvolto migliaia di ragazzi e adolescenti delle scuole e degli oratori della Diocesi.

Oratorio e sport: un anno importante
Con l’udienza di oggi si conclude idealmente l’anno oratoriano dedicato al rapporto tra oratorio e sport. Un anno costellato di appuntamenti importanti che vorrei brevemente ricordare a partire dalla sessione del Consiglio pastorale diocesano dedicato allo sport, per passare poi all’accoglienza della Croce degli sportivi presso la Basilica di San Babila e al progetto «For Each Other» realizzato in concomitanza all’evento delle Olimpiadi e paralimpiadi di Milano Cortina.
Penso poi all’assemblea della Fom del 14 febbraio che ha lavorato proprio sul tema “oratorio e sport” e alla consegna a tutte le parrocchie della Diocesi del messaggio redatto dal Consiglio pastorale diocesano. Un percorso arricchente e impegnativo, che ci ha permesso di confermare e per certi aspetti anche di scoprire la ricchezza che lo sport rappresenta per i nostri percorsi educativi, ma direi anche per l’intera comunità cristiana e anche per l’intera società. La Diocesi propone e sostiene la presenza dello sport nella vita delle nostre comunità cristiane.

Perle preziose
A conclusione di questo itinerario mi permetto di condividere qualche considerazione. La prima è un invito a estrarre dallo sport quelle perle preziose – e forse anche un po’ nascoste – che, talvolta inconsapevolmente, custodisce. Queste perle preziose sono quelle che ci ha richiamato papa Leone nell’udienza di oggi: «Lo sport, infatti, concorre alla maturazione del nostro carattere, richiede una spiritualità salda ed è una forma feconda di educazione. Dallo sport si impara a conoscere il proprio corpo senza idolatrarlo, a governare le emozioni, a competere senza perdere il senso della fraternità, ad accogliere la sconfitta senza disperazione e la vittoria senza arroganza».

Una relazione da curare
La seconda considerazione è un invito che rivolgo a tutti gli oratori della nostra Diocesi a confermare o a riconsiderare lo sport come una risorsa straordinaria all’interno dei propri progetti educativi e dentro la vita ordinaria delle comunità. L’attività sportiva è ciò che oggi ci consente di entrare in relazione con il nostro contesto culturale e sociale. Una relazione che non va data per scontata, ma che richiede costante attenzione e che se vissuta bene arricchisce la comunità.
Ripensare strutture e pratiche
Una terza considerazione riguarda le strutture oratoriane che la nostra tradizione educativa ci consegna oggi. Per strutture intendo i muri e i campi, ma anche le pratiche formative, che hanno bisogno di essere complessivamente ripensate per rispondere adeguatamente alle esigenze della evangelizzazione, nonché alle esigenze umane che oggi riscontriamo nella nostra società. Lo sport è veramente un fattore costruttivo che ci aiuta a crescere come uomini e donne in relazione con un’identità aperta, vivace, inclusiva.
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