Donazioni e trapianti in crescita: a Varese intervento complesso di donazione a cuore fermo

Aprile 1, 2026 - 00:00
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Donazioni e trapianti in crescita: a Varese intervento complesso di donazione a cuore fermo
trapianto cuore fermo milano varese

L’attività di prelievo e trapianto di organi registra un incremento a livello nazionale e l’Ospedale di Circolo di Varese si conferma tra le strutture più operative della Lombardia.

I dati preliminari diffusi dal Centro Nazionale Trapianti indicano un aumento del 3,2% per le donazioni e dell’1,2% per i trapianti. Un quadro statistico a cui l’azienda ospedaliera varesina contribuisce in maniera rilevante, come dimostra la recente procedura di donazione a cuore fermo controllata conclusa nei giorni scorsi.

Nella struttura varesina è stata infatti portata a termine una complessa procedura di donazione a cuore fermo controllata, una modalità che prevede l’accertamento della morte con criteri cardiaci e che, in casi selezionati, consente anche il prelievo del cuore. L’organo, dopo l’accertamento del decesso, viene riperfuso grazie a un sistema di circolazione extracorporea.

La riuscita dell’operazione ha richiesto l’intervento di decine di professionisti, in un lavoro di squadra coordinato dalla responsabile del Procurement ospedaliero Federica De Min e supportato dal Coordinamento Regionale Operativo di Marco Sacchi. Le attività si sono concentrate nella sala operatoria ibrida della struttura. In prima linea ha operato l’équipe della Terapia Intensiva Generale, diretta da Luca Cabrini e guidata da Davide Maraggia, affiancata dal personale del blocco operatorio per la parte anestesiologica di Alessandro Bacuzzi e dai sanitari diretti da Antonio Staffa.

Un ruolo centrale è spettato alla Cardiochirurgia e alla Terapia Intensiva cardiochirurgica di Paolo Severgnini, con il supporto di Lorenzo Introzzi e dei tecnici perfusionisti impiegati alla macchina extracorporea. La fase di valutazione del donatore – passaggio clinico e tassativo per stabilire l’idoneità clinica – ha visto all’opera una lunga rete di specialisti: Paolo Grossi per la consulenza infettivologica, Alberto Passi per la chimica clinica, Nicasio Mancini in microbiologia, Stefano La Rosa per l’anatomia patologica e Massimo Venturini in radiologia. Hanno partecipato all’iter anche Andrea Ambrosini per la nefrologia, Battistina Castiglioni in cardiologia, Nicola Zerbinati per la dermatologia, Massimo Alonzo alla medicina legale, Giulio Carcano per la chirurgia generale e i trapianti, oltre ad Antonio Triarico per la Direzione medica.

Per completare il percorso, i professionisti varesini hanno lavorato a stretto contatto con l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il Policlinico di Milano e la Banca della Cute dell’Ospedale Niguarda. Il punto di partenza di questa complessa catena sanitaria rimane in ogni caso la scelta del donatore e il consenso espresso dei familiari.

I numeri dell’ultimo anno consolidano il volume di attività dell’ospedale varesino. Il bilancio indica 15 donazioni a cuore battente, 7 a cuore fermo, 12 donazioni multitessuto a cuore fermo e 196 donatori di cornee, per un totale di 338 tessuti oculari prelevati. Una tendenza che prosegue in aumento anche nei primi mesi dell’anno in corso, con i contatori già aggiornati a quattro donazioni a cuore battente, sette a cuore fermo, quattro multitessuto e sessantadue donatori di cornee.

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Redazione Redazione Eventi e News