Elon Musk vuole fondere SpaceX e xAI: cosa c'è dietro

Febbraio 5, 2026 - 09:00
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Elon Musk vuole fondere SpaceX e xAI: cosa c'è dietro

L'annuncio di Elon Musk arriva come uno di quei colpi di scena che scuotono il settore: unire SpaceX e xAI in un'unica realtà, con l'obiettivo dichiarato di portare l'intelligenza artificiale nello spazio. Sembra un progetto uscito da un romanzo di ingegneria estrema, non credete?

Il tutto però si muove sullo sfondo di una situazione economica ben diversa tra le due aziende: da un lato la SpaceX che chiude l'anno con profitti, dall'altro xAI che brucia circa 1 miliardo di euro al mese.

Musk sostiene che l'AI terrestre dipende da infrastrutture energivore, data center che consumano enormi quantità di energia e raffreddamento. Le comunità locali contestano sempre più spesso questi impianti, mentre i costi continuano a salire. La soluzione proposta passa per una rete di data center in orbita, alimentati dal Sole e lontani dai conflitti di utilizzo del territorio.

In realtà, anche Google con il progetto Suncatcher sta valutando data center spaziali, così come diversi programmi in Cina e in Europa. La corsa a spostare l'elaborazione in orbita è già iniziata, sebbene nessuno abbia dimostrato la reale sostenibilità tecnica ed economica.

Il nodo principale resta la differenza tra le due aziende coinvolte. xAI continua ad assorbire capitali per infrastrutture, assunzioni e gestione della piattaforma X, mentre SpaceX genera ricavi stimati in circa 16 miliardi di euro, con Starlink come principale fonte grazie ai suoi oltre 9.500 satelliti e circa 9 milioni di utenti. A ciò si aggiungono oltre 20 miliardi di euro di contratti con NASA e Dipartimento della Difesa dal 2008.

La fusione potrebbe far storcere il naso agli investitori, soprattutto alla luce del precedente del 2016, quando Musk unì la in difficoltà SolarCity con Tesla, spingendo diversi azionisti a tentare di bloccare l'operazione. La giustizia gli diede ragione, ma il malcontento è un elemento ricorrente.

A complicare il quadro c'è anche la nuova causa intentata dagli azionisti Tesla per la creazione stessa di xAI, accusata di sottrarre risorse e attenzione all'azienda automobilistica. L'acquisizione da parte di SpaceX potrebbe non risolvere, e anzi aumentare le preoccupazioni.

Nel frattempo Tesla ha investito circa 2 miliardi di euro in xAI per accelerare l'integrazione di soluzioni AI nei propri prodotti. L'assistente vocale Grok, già sotto indagine in diversi paesi per contenuti deepfake sessualizzati generati senza consenso, è stato inserito in alcuni veicoli Tesla, pur rimanendo meno efficace di rivali come ChatGPT, Gemini o Claude.

C'è poi il nodo tecnico: portare un data center nello spazio significa gestire GPU energivore, necessità di pannelli solari enormi e costi elevati di comunicazione con la Terra. Insomma, si tratta di un progetto molto, ma molto più facile a dirsi, che a farsi.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia