La Sicilia di notte nel nuovo romanzo di Elvira Seminara
AGI - C’è un momento, quando la casa si spegne e il rumore di fondo della giornata si ritira, in cui la realtà cambia consistenza: gli odori diventano più netti, i pensieri prendono un’altra andatura, le presenze sembrano emergere dal buio.
È in questa fascia di tempo – più che in un semplice scenario – che si muove Lunario dei giorni insonni, romanzo di Elvira Seminara pubblicato da Einaudi nella collana I coralli.
La storia è ambientata in un residence sul mare in Sicilia, che nel libro diventa un punto di osservazione ravvicinata delle “piccole assurdità umane”. Qui vive Iris, “quasi cinquant’anni”, un matrimonio naufragato e la scelta – o la necessità – di tenere la vita in un perimetro controllabile.
Condivide l’appartamento con Jacopo: dividono l’affitto e qualche mania, ma poco altro. La convivenza è un assetto pratico, un equilibrio di presenze più che una coppia in senso tradizionale.
Di giorno Iris lavora online: insegna letteratura a un pubblico “professionale” in cerca di citazioni e riferimenti pronti, compone mappe – mentali e non solo – per orientarsi nel caos. Il vero spostamento, però, avviene quando cambia l’orario: Iris esce di notte, cammina sotto la luna sul lungomare e affina, passo dopo passo, una sorta di disciplina della veglia.
Il titolo richiama l’idea del lunario: non un calendario di date, ma una scansione fatta di notti, piccoli incontri, deviazioni. Nel romanzo la notte non è presentata come vuoto: è uno spazio in cui si riorganizzano relazioni e percezioni. Iris trova nelle ore buie una possibilità diversa: meno esposta, più laterale, ma non per questo sterile.
A complicare e ampliare la traiettoria di Iris c’è un’idea centrale: l’insonnia è contagiosa. In un settembre infuocato che sembra non finire, il buio si popola di una piccola umanità notturna: figure ai margini, persone in transito, presenze che abitano “il tempo rovesciato della veglia”. Iris comincia una stirpe antica e smisurata: quella degli insonni, “creature di confine”, una confraternita sparsa ovunque.
Tra gli incontri più importanti c’è Aida, una vicina anziana che ha dimenticato molte cose. Il rapporto con lei – un legame “strambo” e in apparenza innocuo – finisce per dilatare l’orizzonte di Iris.
Sul fondo, senza trasformarsi in “messaggio” esplicito, resta un elemento che accompagna l’intero racconto: un’estate senza fine e una natura in trasformazione, “in preda a un disastro che ci somiglia”. È anche da qui che nasce l’ossessione per un altrove: per Iris il paradiso è Alert, l’insediamento umano più a nord del pianeta, dove immagina “in ibernazione” i sogni non realizzati.
Elvira Seminara vive tra Catania e Roma, collabora con riviste e cura laboratori di scrittura in Italia e all’estero. Per Einaudi ha pubblicato anche 'Atlante degli abiti smessi', 'I segreti del giovedì sera' e 'Diavoli di sabbia'.
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