Mobilità e rigenerazione urbana: dove finiscono i fondi del PNRR?
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PNRR e fondi europei: 2,1 miliardi per le città italiane dedicati a mobilità e rigenerazione urbana, ma a che punto siamo davvero? Sono diversi i progetti aperti, ma come si stanno spendendo veramente le risorse? Il dossier Openpolis-Confcommercio fornisce alcune risposte.
È disponibile online la seconda edizione del dossier “Monitoraggio dei progetti pubblici per l’economia del territorio”, realizzato da Confcommercio e Fondazione Openpolis. Un lavoro di analisi che accende i riflettori su 34 grandi interventi urbani finanziati con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dei fondi europei per la coesione, per un valore complessivo pari a 2,13 miliardi di euro.
L’indagine, pubblicata il 16 febbraio 2026 nella sezione “Potere politico”, rappresenta un aggiornamento rispetto alla prima edizione diffusa lo scorso luglio e si inserisce nel più ampio progetto “Monitor”, una piattaforma digitale data-driven nata dalla collaborazione tra le due organizzazioni per osservare l’attuazione degli investimenti pubblici nei contesti urbani.
Un termometro sull’attuazione delle politiche urbane
Non si tratta di un campione statistico in senso stretto, bensì di una selezione mirata di interventi ritenuti strategici per l’economia locale. I progetti sono stati individuati dalle associazioni territoriali di Confcommercio, realtà storicamente radicata nel tessuto produttivo nazionale, sulla base del loro impatto potenziale su commercio, servizi e qualità della vita.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: sperimentare un modello di partecipazione civica fondato sull’accountability, ovvero sulla responsabilità e sulla trasparenza delle amministrazioni nell’utilizzo delle risorse pubbliche. In altre parole, mettere sotto osservazione tanto le buone pratiche quanto le criticità, evitando che miliardi di euro restino intrappolati tra ritardi burocratici, rimodulazioni e revisioni di cronoprogramma.
Dove si concentrano gli investimenti
I 34 interventi monitorati sono distribuiti in 20 città italiane, dal Nord al Sud della penisola. I comuni più rappresentati risultano Roma e Genova, con quattro progetti ciascuno. Tuttavia, l’analisi non si limita ai grandi centri metropolitani: trovano spazio anche realtà di dimensioni più contenute come Brindisi, Catanzaro, Campobasso e Sassari.
Questa distribuzione geografica consente di cogliere differenze territoriali significative, sia in termini di capacità amministrativa sia per quanto riguarda la velocità di spesa e l’avanzamento fisico delle opere.
Mobilità urbana: il capitolo più oneroso
Dal punto di vista finanziario, emerge con chiarezza un dato: la mobilità urbana assorbe la quota più consistente delle risorse. Dei 2,13 miliardi complessivi, circa 1,7 miliardi di euro – pari al 75% del totale – sono destinati a interventi su trasporto pubblico locale e mobilità dolce.
Seguono, a distanza, le infrastrutture con circa 271,8 milioni di euro e la rigenerazione urbana con 82 milioni. Se si considera invece il numero dei progetti, il quadro cambia: la rigenerazione urbana guida la classifica con 12 interventi, seguita dal trasporto pubblico e mobilità sostenibile (10), commercio (6), cultura e turismo (4) e infrastrutture (3).
La sproporzione tra numero di progetti e ammontare delle risorse è indicativa: poche opere di mobilità concentrano la gran parte dei finanziamenti, mentre altri ambiti risultano più frammentati ma economicamente meno rilevanti.
A che punto sono i cantieri
Uno degli aspetti più significativi del dossier riguarda lo stato di avanzamento. Al 14 ottobre 2025, 31 progetti su 34 risultano entrati nella fase di realizzazione, segnando un miglioramento rispetto al monitoraggio precedente.
Il dato, in apparenza incoraggiante, merita però una lettura più approfondita. L’ingresso nella fase esecutiva non coincide necessariamente con un avanzamento sostanziale della spesa o con il rispetto delle tempistiche originariamente previste. In molti casi, infatti, la fase di attuazione può protrarsi per mesi – se non anni – a causa di varianti progettuali, adeguamenti normativi o difficoltà negli appalti.
Il report analizza nel dettaglio ogni singolo intervento attraverso schede dedicate, con focus su cronoprogrammi, avanzamento finanziario e criticità emerse. Ne emerge un quadro variegato: accanto a esempi di gestione efficace, non mancano situazioni in cui le opere procedono con lentezza o necessitano di rimodulazioni.
PNRR: tra revisioni e incognite
Il contesto in cui si inseriscono questi investimenti è tutt’altro che stabile. Il Piano ha attraversato negli ultimi anni diverse revisioni, con ridefinizioni di priorità, spostamenti di fondi e ricalibrature degli obiettivi. Questo scenario rende ancora più cruciale un monitoraggio puntuale.
La sfida non è soltanto spendere le risorse entro le scadenze imposte dall’Unione europea, ma farlo in modo efficace e coerente con le esigenze dei territori. Il rischio, altrimenti, è quello di inseguire le deadline sacrificando qualità e sostenibilità degli interventi.
Rigenerazione e commercio: l’impatto sulle comunità
Oltre alla mobilità, il dossier dedica attenzione a progetti di riqualificazione urbana e iniziative legate al commercio e al turismo. Interventi che possono incidere direttamente sulla vitalità dei centri cittadini, contrastando fenomeni di desertificazione commerciale e degrado.
La rigenerazione urbana, con 12 progetti, rappresenta l’ambito più diffuso numericamente. Tuttavia, le risorse allocate sono sensibilmente inferiori rispetto ai grandi cantieri infrastrutturali. Ciò pone una questione di priorità: investire prevalentemente in opere strutturali di grande dimensione oppure distribuire maggiormente i fondi su interventi diffusi e capillari?
Trasparenza e partecipazione: la vera posta in gioco
L’iniziativa promossa da Confcommercio e Openpolis punta a rafforzare il controllo civico sull’utilizzo dei fondi pubblici. Rendere accessibili dati e aggiornamenti significa offrire ai cittadini e agli operatori economici strumenti per comprendere cosa sta accadendo nei propri territori.
In un Paese storicamente segnato da ritardi infrastrutturali e opere incompiute, la trasparenza diventa un elemento essenziale per evitare dispersioni di risorse e per consolidare la fiducia nelle istituzioni.
Quanto resta da fare
Il quadro tracciato dal dossier offre una fotografia articolata: molte opere hanno superato la fase preliminare, ma la partita è tutt’altro che chiusa. Le scadenze europee incombono e la capacità di tradurre gli stanziamenti in risultati tangibili sarà la vera cartina di tornasole.
Il monitoraggio, pur limitato a 34 interventi, funziona come un indicatore dello stato di salute dell’attuazione delle politiche urbane. Da un lato emergono segnali di avanzamento; dall’altro, persistono fragilità amministrative e incertezze operative.
La domanda che resta sullo sfondo è semplice: i 2,1 miliardi oggetto di analisi si trasformeranno in città più connesse, inclusive e competitive, oppure rappresenteranno l’ennesima occasione parzialmente mancata?
Il dossier non fornisce risposte definitive, ma offre uno strumento per orientarsi tra numeri, cronoprogrammi e responsabilità istituzionali. In un momento storico in cui la capacità di spesa pubblica è sotto osservazione costante, il controllo civico e la trasparenza non sono più optional, ma condizioni imprescindibili per lo sviluppo.
Il dossier Openpolis-Confocommercio
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