Parcheggio a pagamento, niente scuse col ticket scaduto

Mar 10, 2026 - 06:30
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Parcheggio a pagamento, niente scuse col ticket scaduto

lentepubblica.it

La multa scatta comunque: se il ticket del parcheggio a pagamento è scaduto  non regge mai nessuna scusa. I dettagli in una recente sentenza della Corte di Cassazione.


La Corte di Cassazione con la recente sentenza 3273/26 ha ribadito le regole basilari circa la sosta a pagamento, nelle cosiddette strisce blu. Il pronunciamento ha respinto la tesi di un automobilista che riteneva il pagamento non dovuto a causa del mancato adeguamento tecnologico delle colonnine adibite al pagamento della sosta.

La sentenza della Cassazione, però, è stata chiara: non avere monete nel portafoglio oppure trovare un parcometro che non accetta la carta di credito non è da considerarsi una giustificazione valida per non pagare il tempo di parcheggio. L’impossibilità tecnica di pagare con moneta elettronica, seppure fosse non disponibile oppure rotta, non trasforma il parcheggio in un’area gratuita.

Il ricorso in Cassazione presentato da un automobilista che era stato multato per sosta su strisce blu senza ticket esposto, puntava sulla necessità, per le amministrazioni comunali, di dotare i parcometri di sistemi di pagamento alternativi al contante. Secondo il ricorrente, se il Comune non permette il pagamento con carta, il cittadino sarebbe autorizzato a non pagare. Negativa la risposta dei giudici, che hanno definito questa tesi priva di alcun fondamento. Alla base del pronunciamento vi è l’obbligo di pagare la tariffa che deriva da un atto di regolamentazione della sosta ai sensi dell’art. 7, comma 15, cod. strada. Proprio perché non nasce da un contratto tra privati, modalità di pagamento non influiscono sul dovere di adempiere al pagamento, in qualsiasi condizione.

La Suprema Corte chiarisce in questa sentenza proprio questa differenza. Il mancato acquisto del biglietto o il suo rinnovo tardivo non rappresentano un semplice inadempimento contrattuale, come sarebbe in un contratto tra privati, ma una vera e propria evasione tariffaria. Inoltre viene specificato come questo principio si applichi in entrambi i casi, sia quando l’automobilista omette del tutto l’acquisto o il pagamento del ticket, che nel caso in cui la sosta si protragga oltre l’orario indicato sul biglietto già esposto. In entrambe le situazioni si viola la disciplina della sosta regolamentata.

L’illecito amministrativo

Qual è, difatti, la finalità delle strisce blu? Il parcheggio a pagamento serve al Comune a raccogliere soldi, ma non solo. L’obbligo di pagare un costo per la sosta su suolo pubblico serve a garantire la rotazione dei veicoli e razionalizzare l’occupazione proprio quelle postazioni. Chi lascia l’auto senza esporre il ticket orario commette di conseguenza un illecito amministrativo e deve pagare la sanzione.

L’evasione tariffaria

È chiaro, dalla sentenza, ma forse anche dal buon senso comune, che se fosse permesso sostare gratis solo perché il dispositivo è datato o mancano le monete, verrebbe meno l’obiettivo di offrire parcheggio a un numero maggiore di utenti durante la giornata. Importante anche la precisazione in merito alle conseguenze per chi espone il ticket scaduto. Se si paga una parte della sosta, un’ora o più, l’eventuale ritardo non è solo una questione civile tra utente e gestore.

La Cassazione ribadisce, in questa sentenza, che anche la sosta con ticket scaduto mantiene la natura di illecito amministrativo. Chiunque occupi il parcheggio oltre il termine pagato incorre nelle sanzioni previste dal Codice della Strada. La sanzione rimane legittima esattamente allo stesso modo che se non aveste pagato affatto. Inoltre, come specifica risposta al caso contenuto nel ricorso, i giudici hanno chiarito che l’amministrazione non è tenuta a garantire ogni singolo mezzo di pagamento per rendere l’obbligo efficace.  La responsabilità di munirsi dei mezzi necessari per provvedere all’assolvimento della tariffa oraria dovuta ricade interamente sull’utente della strada.

C’è da aggiungere, a onor del vero, che in quasi tutte le città i parcheggi a pagamento sono compatibili comunque con altri sistemi di pagamento, anche per chi non ha spiccioli. È il caso delle numerose app, alcune storiche, altre più nuove nel panorama generale, come mycicero, easypark, myparking e molte altre. Soprattutto se viaggiamo parecchio in auto oppure ci rechiamo in città molto turistiche, oppure zone che conosciamo poco, potremmo dare uno sguardo prima a quali app siano convenzionate con la zona di destinazione. Ormai in tutte le città, purtroppo, le strisce blu sono la regola, non più l’eccezione.

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