Bruxelles – Gli accordi commerciali sono una risorsa, e anche preziosa. I nuovi sviluppi nella ‘saga’ dei dazi USA tengono banco nell’agenda economico-commerciale a dodici stelle, ma il commissario per il Commercio, Maros Sefcovic, sceglie di insistere sulla necessità di ribadire l’importanza di cercare quante più intese di libero scambio. Perché queste sono uno strumento di difesa anche dai capricci del presidente degli Stati Uniti. Firmare accordi commerciali, spiega nel corso dell’audizione in commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, intende rispondere all’obiettivo di “garantire che l’UE rimanga competitiva e in grado di garantire le catene di approvvigionamento in un panorama geo-economico in continua evoluzione“. In questa agenda “diversificare i nostri scambi commerciali è un elemento chiave di questo impegno”.
Sefcovic utilizza l’
accordo di libero scambio con il Mercosur per offrire un’idea della portata delle intese di libero scambio. “
Vorrei essere più specifico: tra il 2021 e il 2025 l’UE avrebbe beneficiato di 183 miliardi di euro in più di esportazioni e 291 miliardi di euro di PIL se l’accordo fosse stato in vigore“. Ecco perché, spiega, “la Commissione, e io personalmente, restiamo impegnati a far sì che il Mercosur venga ratificato e attuato rapidamente”. Visto che la competitività è diventata la nuova priorità dell’UE, non c’è ragione, ricorda, per perdere altro tempo: “Ogni anno che perdiamo è un anno di perdite commerciali, di posti di lavoro e di opportunità economiche di cui abbiamo disperatamente bisogno per la nostra competitività e prosperità.
L’accordo di libero scambio con l’India di fresca sottoscrizione “contribuirà ad aprire la quarta economia mondiale, tradizionalmente caratterizzata da tariffe elevate e significative barriere non tariffarie, all’UE”, continua Sefcovic. “L’accordo liberalizza il 97 per cento dei nostri scambi commerciali (dal 93per cento a zero) con quattro miliardi di euro all’anno di risparmi tariffari“, descrive. C’è poi l’accordo di partenariato economico globale con l’Indonesia, che offre agli esportatori dell’UE la possibilità di espandersi e trovare nuovi mercati, “liberalizzando il 98 per cento degli scambi commerciali con la più grande economia del Sud-est asiatico”, per risparmi tariffari pari a 600 milioni di euro“.
Tutti numeri che, secondo Sefcovic, indicano la necessità di continuare lungo questa strada. L’impegno del team von der Leyen 2 è, quindi, concludere quanto prima gli accordi di libero scambio con l’
Australia, che secondo le stime della Commissione potrebbe aggiungere fino a 3,9 miliardi di euro al PIL dell’UE entro il 2030. Nel mirino anche Thailandia e soprattutto con le Filippine:
con il governo di Manila “auspichiamo di poter concludere già quest’anno“.