Olimpiadi Milano-Cortina, quasi 8 milioni di bonus ai medagliati azzurri
L’Italia ha speso miliardi di dollari per prepararsi a ospitare le Olimpiadi invernali di quest’anno a Milano e Cortina d’Ampezzo. Ma ora, dopo che la cerimonia di chiusura di domenica metterà fine a due settimane e mezzo di imprese eroiche e delusioni, il conto del Paese è destinato ad aumentare di altri 7,8 milioni di dollari.
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I bonus dei Paesi agli atleti vincitori
Prima dei Giochi, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano si era impegnato a pagare un bonus in denaro a ogni atleta del Paese capace di vincere una medaglia: circa 213.000 dollari per l’oro, 106.000 per l’argento e 71.000 per il bronzo (convertiti in dollari statunitensi al tasso di cambio all’inizio delle Olimpiadi). Premi generosi: tra le 37 delegazioni che hanno confermato a Forbes di offrire incentivi finanziari agli olimpionici saliti sul podio, solo Singapore, Hong Kong, Polonia e Kazakistan avevano previsto ricompense più alte.
Tuttavia, Singapore (che offriva circa 787.000 dollari per l’oro in una disciplina individuale) e Hong Kong (768.000 dollari) sono rimaste fuori dal medagliere, come in tutte le precedenti edizioni dei Giochi invernali, mentre il Kazakistan (250.000 dollari) ha ottenuto un solo piazzamento tra i primi tre: la vittoria di Mikhail Shaidorov nel pattinaggio artistico maschile, davanti al favoritissimo statunitense Ilia Malinin. La Polonia, che aveva promesso complessivamente 355.000 dollari per un oro individuale tra comitato olimpico e governo nazionale, ha fatto meglio, conquistando in totale quattro medaglie nel salto con gli sci e nel pattinaggio di velocità.
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Il bottino dell’Italia
Eppure anche questo bottino appare modesto rispetto a quello dell’Italia, che si è qualificata automaticamente in ogni disciplina in quanto Paese ospitante e ha capitalizzato conquistando 30 medaglie — il miglior risultato di sempre ai Giochi invernali, dieci in più rispetto al precedente record del 1994 e tredici in più rispetto al 2022. Per numero complessivo di medaglie e per ori (dieci), l’Italia si è classificata terza tra tutte le delegazioni quest’anno, dietro Norvegia (41 medaglie, record di 18 ori ai Giochi invernali) e Stati Uniti (33 medaglie, 12 ori).
Gli Stati Uniti hanno il secondo conto più alto tra le delegazioni che hanno confermato a Forbes i propri premi in denaro, con oltre 3 milioni di dollari, nonostante importi per medaglia molto più bassi: 37.500 dollari per l’oro, 22.500 per l’argento e 15.000 per il bronzo. Forbes stima che la Norvegia — potenza storica dei Giochi invernali — spenderà 513.000 dollari, ma questa cifra in realtà sottostima il suo impegno olimpico: il Paese continuerà infatti a pagare tale somma ogni anno, con ciascun medagliato norvegese idoneo a ricevere un assegno annuale di circa 17.000 dollari.
Questa differenza mette in luce i molti modi in cui i piani di incentivazione dei Paesi divergono. Alcune nazioni, ad esempio, pagano meno gli atleti delle discipline a squadre, e alcune fissano un tetto al numero di bonus che ogni individuo può percepire. Anche la fonte dei fondi può variare: comitato olimpico nazionale, governo o sponsor della squadra.
Considerando tutti i membri del team italiano — ad esempio nel curling doppio misto o nello slittino doppio — il montepremi per le medaglie espone il Comitato olimpico italiano a poco meno di 7,8 milioni di dollari di bonus, secondo i calcoli di Forbes.
I calcoli di Forbes
E mentre i calcoli di Forbes si limitano ai piazzamenti nei primi tre posti, alcuni Paesi pagano anche per risultati ben lontani dal podio — fino al sedicesimo posto nel caso di Cipro, per esempio, anche se i due sciatori dell’isola in questi Giochi non sono andati oltre il 34° posto nelle rispettive gare.
Le cifre di Forbes escludono inoltre eventuali compensi per gli allenatori e qualsiasi beneficio non monetario per i medagliati olimpici, come i premi promessi ai vincitori polacchi di un oro individuale, che includono una Toyota Corolla, un appartamento bilocale arredato, un dipinto, un voucher vacanza e gioielli per un valore fino a circa 800 dollari.
Naturalmente, non tutte le nazioni prevedono bonus per le medaglie. Irlanda e Gran Bretagna, ad esempio, forniscono sovvenzioni e borse per l’allenamento ai propri atleti d’élite, ma non offrono pagamenti aggiuntivi direttamente legati alla performance olimpica.
All’estremo opposto c’è l’Italia, che ha spinto al massimo fin dal primo evento di questi Giochi, con Giovanni Franzoni e Dominik Paris secondi e terzi nella discesa libera maschile il 7 febbraio. Gli atleti italiani beneficeranno anche di una legge di bilancio 2025 che ha reso esentasse i bonus per le medaglie, allineandosi ad altri Paesi come gli Stati Uniti, dove gli olimpionici generalmente non pagano tasse federali sui premi per le medaglie se il loro reddito complessivo è inferiore a 1 milione di dollari.
La dimensione più contenuta delle Olimpiadi invernali — con 116 eventi, circa un terzo dei 339 dei Giochi estivi del 2024 — limita in parte la spesa italiana. Due anni fa, dopo le 40 medaglie conquistate a Parigi, Forbes aveva calcolato un esborso totale per l’Italia pari a 10,7 milioni di dollari.
Ma già ora il conto del Paese è destinato a crescere ulteriormente. Le Paralimpiadi si aprono il 6 marzo e il Comitato Italiano Paralimpico è pronto a pagare ai medagliati l’equivalente di 118.000 dollari per l’oro, 65.000 per l’argento e 41.000 per il bronzo.
L’articolo Olimpiadi Milano-Cortina, quasi 8 milioni di bonus ai medagliati azzurri è tratto da Forbes Italia.
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