Pet Therapy in corsia, i “dottori a quattro zampe” protagonisti all’Ospedale di Rimini

Gen 27, 2026 - 20:00
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Pet Therapy in corsia, i “dottori a quattro zampe” protagonisti all’Ospedale di Rimini

Da gennaio il progetto di Pet Therapy a Rimini coinvolge diversi reparti: Pediatria, Hospice, Rianimazione, Neuropsichiatria infantile, Psichiatria e Geriatria, raggiungendo almeno una cinquantina di pazienti. I cani entrano nei reparti di degenza migliorando la qualità della vita dei degenti. L’Italia è l’unico Paese europeo ad aver regolamentato questo tipo di servizio

Non indossano camici né portano stetoscopi, ma il loro contributo alla cura è ormai riconosciuto e strutturato. All’ospedale Infermi di Rimini una decina di cani specializzati si muove tra i reparti con una missione precisa: alleviare ansia, dolore e solitudine dei pazienti. È la pet therapy, che qui diventa un modello avanzato di umanizzazione della cura, pronto a fare scuola anche fuori dai confini regionali.

Un progetto nato in pediatria

Il servizio di “Interventi assistiti con animali” prende avvio nell’ottobre 2017 in Oncoematologia pediatrica. Fin dall’inizio, i benefici si manifestano non solo sui piccoli pazienti, ma anche sulle loro famiglie e sul personale sanitario. La pandemia da Covid-19 interrompe temporaneamente il percorso, ma nel 2021 arriva la svolta: l’attività riparte in modo strutturato, con un protocollo dedicato (presidio P18) realizzato grazie alla collaborazione con il terzo settore.

Dalla sperimentazione al modello strutturato

Da gennaio il progetto coinvolge diversi reparti: Pediatria, Hospice, Rianimazione, Neuropsichiatria infantile, Psichiatria e Geriatria, raggiungendo almeno una cinquantina di pazienti. Cani come Fiona, una corgi di quattro anni, o Arwen, un border collie di nove, diventano presenze familiari e attese. «Aprire all’ingresso dei compagni di affettività non umani migliora la qualità con cui si affrontano momenti difficili», sottolinea il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori, ribadendo l’impegno dell’azienda sanitaria a sostenere queste iniziative.

L’alleanza tra istituzioni e terzo settore

Un ruolo chiave è svolto dalla collaborazione tra enti pubblici e associazioni. Il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, parla di un’“alleanza fondamentale” tra istituzioni locali e terzo settore, citando in particolare lo Ior, l’associazione Il Germoglio e la Fondazione Amadori.

Evidenze scientifiche e professionalità

La pet therapy non è un’attività improvvisata. Lo ribadisce la direttrice dell’ospedale Infermi, Francesca Raggi, ricordando come vi siano «evidenze scientifiche solide» sulla riduzione dell’ansia e del dolore e sul miglioramento dell’adesione alle cure. Si tratta di una “coterapia strutturata e regolata”, che richiede competenze specifiche e affianca alla cura clinica una relazione affettiva consapevole.

Rimini come esempio nazionale

L’esperienza riminese si propone come modello di riferimento. Laura Contalbrigo, dirigente del Centro di referenza nazionale per gli Interventi assistiti con animali del ministero della Salute, sottolinea come l’Italia sia l’unico Paese europeo ad aver regolamentato questo tipo di servizio. L’Emilia-Romagna, in particolare, si distingue per un approccio virtuoso. Da qui l’auspicio che il “modello Rimini” possa essere esteso altrove, perché, sebbene diffusa, la pet therapy raramente è così specializzata.

Le storie che raccontano il successo della Pet Therapy

A dare la misura dell’impatto del progetto sono le storie quotidiane. «Siamo partiti da una stanza accanto al day hospital di Oncoematologia pediatrica», ricorda la coordinatrice Samanta Nucci. Oggi i cani entrano nelle stanze di degenza. I bambini chiedono quando arrivano per la terapia e non vogliono più andare via; gli anziani escono più volentieri dalle camere; una paziente muta da mesi ha ripreso a parlare. Il piccolo Leonardo ha raccontato come accarezzare un cane lo abbia aiutato a dimenticare, anche solo per un momento, la malattia.

Emozioni che curano

Il beneficio si estende anche a familiari e operatori sanitari, in quella che viene descritta come “un’esperienza ricca di emozioni e commozione”. I “dottori a quattro zampe”, seguiti da una veterinaria e dagli operatori del centro cinofilo Dog Galaxy, sono selezionati per la loro alta prosocialità: border collie, labrador e altri cani capaci di suscitare empatia, interesse e, soprattutto, sollievo.

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