Professionisti in prima linea per la crescita delle PMI: Confprofessioni promuove il provvedimento sui dirigenti temporanei

Gen 30, 2026 - 19:30
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Professionisti in prima linea per la crescita delle PMI: Confprofessioni promuove il provvedimento sui dirigenti temporanei

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Grazie a competenze digitali e visione strategica, il professionista rappresenta un alleato chiave nei percorsi di innovazione e crescita delle imprese. Un ruolo ancora più efficace quando l’inserimento avviene direttamente in azienda, anche in forma temporanea: un supporto prezioso soprattutto per micro e piccole imprese, spesso prive di strutture manageriali interne.


di Miriam Minopoli

«I liberi professionisti sono, per natura, i principali facilitatori della trasformazione delle imprese. Il loro contributo, che va ben oltre le competenze tecniche sulle tecnologie sostenibili, comprende anche gli aspetti normativi, amministrativi e gestionali della doppia transizione, dalla ricerca di opportunità di finanziamento all’accompagnamento nei processi di internazionalizzazione». È quanto afferma Confprofessioni in una memoria, presentata alla Camera, sulla proposta di legge relativa alle agevolazioni fiscali per l’assunzione di dirigenti temporanei nelle PMI.

Secondo la Confederazione, il professionista dotato di adeguati strumenti e competenze digitali diventa un vero e proprio consulente strategico, capace di affiancare l’impresa nei percorsi di innovazione e crescita. Un ruolo che risulta ancora più efficace quando l’inserimento avviene direttamente in azienda, anche in forma temporanea. Supporto prezioso soprattutto per le piccole e medie imprese. «L’inserimento temporaneo di un professionista permette alle PMI di accedere a competenze avanzate che, senza incentivi, sarebbero difficilmente sostenibili», osserva Confprofessioni.

Commercialisti in prima fila, ma servono più competenze

In merito all’articolo 3, la Confederazione riconosce nei commercialisti una delle figure più qualificate per ricoprire il ruolo di temporary manager. In un sistema produttivo ancora segnato da scarsa managerializzazione, la loro formazione multidisciplinare, unita a deontologia, aggiornamento continuo e responsabilità professionale, garantisce trasparenza, indipendenza e capacità di gestione nei processi di riorganizzazione.

Confprofessioni chiede però di ampliare la platea dei professionisti ordinistici ammessi alle agevolazioni: avvocati, consulenti del lavoro, ingegneri e architetti possono infatti offrire contributi determinanti in settori come internazionalizzazione, governance familiare, acquisizioni, appalti e progetti tecnici complessi.

Quanto ai requisiti previsti per accedere al ruolo (laurea magistrale in scienze economico-aziendali, età massima di 35 anni ed esperienza triennale), la Confederazione ne dà una valutazione positiva, ritenendoli coerenti con l’obiettivo di garantire professionalità altamente formate e qualificate.

Credito d’imposta: lo strumento più efficace

Sul fronte fiscale, Confprofessioni ribadisce la propria linea: «La consulenza professionale va sostenuta con misure di premialità fiscale rivolte alle imprese che scelgono di avvalersene». Il credito d’imposta viene indicato come lo strumento più rapido, flessibile e trasparente, capace di ridurre gli oneri burocratici e di consentire all’amministrazione finanziaria un monitoraggio puntuale dei costi.

Positivo anche il giudizio sull’uso dell’EBITDA come parametro di accesso alle agevolazioni, considerato uno standard affidabile per misurare la performance operativa. La Confederazione suggerisce tuttavia una maggiore flessibilità per le micro e piccole imprese, così da adattare il criterio alle peculiarità del tessuto produttivo italiano.

Formazione continua, leva strategica per la doppia transizione

Infine, Confprofessioni richiama l’attenzione su un punto chiave: «La riuscita della doppia transizione digitale ed ecologica dipende dalla capacità del Paese di formare nuovi profili professionali e aggiornare quelli esistenti, dotandoli di competenze tecniche avanzate e adeguate alle nuove esigenze del mercato». Per questo, indica nella formazione continua uno snodo strategico e propone di incentivare percorsi di upskilling e sviluppo delle soft skills, anche attraverso modelli trainer of trainers realizzabili direttamente dalle associazioni professionali e dalle rappresentanze delle imprese e dei servizi.

 

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