Diritto all’oblio oncologico: una svolta concreta contro le discriminazioni assicurative
lentepubblica.it
Con l’entrata in vigore del Regolamento IVASS n. 169/2026, il principio sancito dalla legge diventa finalmente operativo: chi ha sconfitto il cancro non potrà più essere penalizzato nell’accesso a polizze e servizi finanziari.
Un cambiamento atteso da anni diventa realtà. Dal 26 gennaio 2026, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Regolamento IVASS, il diritto all’oblio oncologico entra pienamente nella fase applicativa, segnando un passaggio decisivo nella tutela delle persone che hanno superato una malattia tumorale.
Come riportato dall’associazione dei consumatori ADICONSUM non si tratta soltanto di un aggiornamento normativo, ma di un vero e proprio salto culturale: il passato clinico non può più trasformarsi in un ostacolo permanente alla piena cittadinanza economica e sociale.
Il provvedimento dà attuazione alla Legge n. 193 del 7 dicembre 2023, traducendo in regole operative un principio di equità che finora rischiava di rimanere sulla carta. Le nuove disposizioni incidono in modo diretto sui comportamenti di compagnie assicurative e intermediari, introducendo divieti chiari, obblighi informativi stringenti e tempi certi di adeguamento.
La legge 193/2023: quando la guarigione diventa un diritto riconosciuto.
La normativa approvata nel 2023 rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi anni in materia di diritti civili e sociali. Alla base vi è un assunto semplice ma rivoluzionario: chi ha concluso un percorso oncologico senza recidive non deve essere giudicato, valutato o penalizzato per una malattia ormai superata.
La legge stabilisce che, trascorso un determinato periodo dalla fine dei trattamenti attivi, le persone guarite non siano più tenute a dichiarare le pregresse patologie tumorali quando richiedono servizi assicurativi, bancari o finanziari. I termini temporali sono differenziati per garantire maggiore tutela ai più giovani:
- 10 anni dal termine del trattamento per chi ha ricevuto la diagnosi in età adulta;
- 5 anni per coloro che hanno affrontato la malattia prima dei 21 anni.
Superate queste soglie, qualsiasi riferimento al passato oncologico deve considerarsi giuridicamente irrilevante. Le imprese non possono né chiedere informazioni, né utilizzare dati eventualmente già acquisiti per determinare premi più elevati, limitazioni contrattuali o esclusioni di garanzia.
Dalle intenzioni ai fatti: il ruolo chiave del Regolamento IVASS
Se la legge ha fissato il principio, il Regolamento IVASS n. 169 del 15 gennaio 2026 ne definisce l’applicazione concreta. L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni ha infatti modificato i Regolamenti n. 40 e 41 del 2018, intervenendo su prassi operative e documentazione precontrattuale.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la trasparenza informativa. Nei Moduli Unici Precontrattuali (MUP) e nei Documenti Informativi Precontrattuali aggiuntivi (DIP), dovrà comparire una sezione esplicitamente dedicata al diritto all’oblio oncologico. In questa parte viene chiarito, in modo inequivocabile, che i soggetti guariti nei termini di legge:
- non sono obbligati a fornire informazioni sanitarie relative a precedenti tumori;
- non possono essere sottoposti a visite mediche, accertamenti o indagini finalizzate a ricostruire il loro passato clinico.
Si tratta di un passaggio fondamentale, perché elimina alla radice il rischio di richieste indebite o di interpretazioni discrezionali da parte degli operatori.
Stop alla raccolta e all’uso dei dati sanitari pregressi
Il Regolamento introduce un divieto netto: le compagnie e i distributori non possono acquisire informazioni su pregresse patologie oncologiche, né attraverso questionari, né tramite documentazione sanitaria, né attingendo a banche dati già disponibili. Ma non solo.
Anche nel caso in cui tali informazioni siano state raccolte in passato, non potranno più essere utilizzate per:
- calcolare premi assicurativi;
- stabilire franchigie o scoperti;
- inserire esclusioni o condizioni peggiorative;
- applicare trattamenti differenziati in sede di rinnovo o nuova stipula.
In altre parole, una volta maturato il diritto all’oblio, la storia oncologica deve essere cancellata dal processo decisionale assicurativo, come se non fosse mai esistita.
La certificazione di oblio oncologico e l’obbligo di cancellazione.
Un ulteriore tassello riguarda la gestione dei dati già in possesso delle imprese. Qualora il contraente presenti la certificazione di oblio oncologico, rilasciata secondo i decreti ministeriali emanati nel 2024, le compagnie sono tenute a eliminare tutte le informazioni sanitarie relative alla patologia tumorale entro un termine preciso: 30 giorni.
Questo obbligo rafforza la tutela della privacy e restituisce alle persone guarite il pieno controllo sulla propria storia clinica, impedendo che vecchi dati continuino a produrre effetti discriminatori nel tempo.
Tempi di adeguamento e responsabilità degli operatori
Il Regolamento non lascia spazio a rinvii. Imprese assicurative e intermediari devono adeguare procedure, modulistica e sistemi informativi entro il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Un termine breve, pensato per garantire un’applicazione rapida ed effettiva delle nuove regole.
Il rispetto delle disposizioni sarà oggetto di vigilanza da parte dell’IVASS, con possibili conseguenze sanzionatorie in caso di inadempienze. Questo aspetto contribuisce a rafforzare la credibilità dell’intero impianto normativo, evitando che il diritto all’oblio resti confinato a una dichiarazione di principio.
Un impatto che va oltre il settore assicurativo
Sebbene il Regolamento intervenga specificamente sul comparto assicurativo, il suo significato è più ampio. Il diritto all’oblio oncologico incide sulla qualità della vita, sull’accesso al credito, sulla possibilità di pianificare il futuro senza il peso di uno stigma permanente.
La guarigione non è solo un fatto clinico, ma un processo che coinvolge dignità, autonomia e inclusione. Rimuovere le barriere invisibili che continuano a colpire chi ha affrontato un tumore significa riconoscere che la malattia non può definire per sempre l’identità di una persona.
Con l’entrata in vigore del Regolamento IVASS 169/2026, l’Italia compie un passo deciso in questa direzione, trasformando un principio di giustizia in una tutela concreta. Un segnale chiaro: la seconda possibilità non è una concessione, ma un diritto.
The post Diritto all’oblio oncologico: una svolta concreta contro le discriminazioni assicurative appeared first on lentepubblica.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




