Publiacqua e cooperative uniscono le forze sulla sostenibilità sociale del servizio idrico

Nella sede fiorentina di Publiacqua è stato siglato stamani un nuovo protocollo d’intesa triennale tra il principale gestore toscano del servizio idrico integrato e il vasto mondo della cooperazione – rappresentato da Alessandro Giaconi (presidente Agci Toscana), Giacomo Billi (presidente Confcooperative-Federsolidarietà Toscana), Gianni Autorino (responsabile dipartimento Welfare Legacoop Toscana) – che si pone l’obiettivo di creare un modello innovativo di partenariato pubblico-privato-sociale.
Lo scopo è creare valore aggiunto per le comunità locali e questo, nel concreto, prevede una collaborazione tra i soggetti firmatari al fine di sviluppare un progetto volto all’inclusione lavorativa e sociale di persone appartenenti a categorie sociali svantaggiate. Una collaborazione che, quindi, si potrà concretamente esplicare attraverso: a) l’inclusione lavorativa e sociale di persone appartenenti a categorie svantaggiate; b) la valorizzazione delle risorse del territorio in un’ottica di economia circolare e di sostenibilità; c) l’efficientamento dei servizi pubblici con attenzione alla dimensione sociale e di welfare.
«Questo protocollo – argomentano i rappresentanti delle cooperative – è un passo concreto verso un modello di sviluppo che mette al centro le persone, il territorio e la coesione sociale. Creare opportunità di occupazione qualificate, soprattutto per le persone svantaggiate, rappresenta uno strumento fondamentale di autonomia, dignità e costruzione del futuro con riflessi positivi sull’intera comunità. La collaborazione tra le cooperative sociali di inserimento lavorativo e Publiacqua, che ringraziamo per la disponibilità al confronto e per l’attenzione dimostrata verso processi di inclusione, va in questa direzione: un’alleanza che contribuisce a costruire un’economia più giusta, sostenibile e orientata al bene comune. Come cooperazione sociale, nel ruolo di agenti di cambiamento positivo della società civile, ci auguriamo che questo partenariato pubblico-privato-sociale possa essere di esempio ad altre società operanti nei servizi pubblici».
I firmatari hanno stabilito un percorso di attuazione che prevede la costituzione di un Tavolo di coordinamento che avrà il compito di: 1) elaborare un piano operativo dettagliato; 2) monitorare l'attuazione del protocollo; 3) promuovere la diffusione delle buone pratiche; 4) valutare l'impatto sociale ed economico delle azioni intraprese. Il piano operativo sarà realizzato mediante un'analisi dettagliata delle attività di Publiacqua potenzialmente esternalizzabili, la mappatura delle competenze delle cooperative sociali del territorio e l'analisi dei fabbisogni occupazionali delle persone svantaggiate. A seguito di tale attività saranno definiti dei progetti pilota da avviare in via prioritaria Nello specifico, le attività che potrebbero essere oggetto di esternalizzazione da parte di Publiacqua riguardano: 1) la manutenzione e gestione dei fontanelli pubblici; 2) i servizi ambientali e di gestione del verde; 3) i servizi di supporto logistico; 4) i servizi di comunicazione e sensibilizzazione; 5) i servizi di economia circolare; 6) la manutenzione ordinaria di impianti e infrastrutture; 7) i servizi di presidio, sorveglianza e pulizia; 8) i servizi di supporto alla sostenibilità.
Al termine della fase pilota, le parti si impegnano a valutare i risultati raggiunti, per identificare gli elementi di successo e le criticità, e realizzare iniziative pubbliche di presentazione dei risultati per contribuire alla diffusione del modello di collaborazione a livello regionale e nazionale.
«Le Cooperative di tipo B – conclude Nicola Perini, presidente di Publiacqua – sono un tassello fondamentale e svolgono una funzione pubblica decisiva per intervenire in maniera strutturale sul tema delle diseguaglianze. Se noi vogliamo contribuire al sostegno delle fragilità abbiamo il dovere di mettere in campo azioni reali e strutturate, non occasionali. Questo è l’obiettivo del protocollo, che sarà accompagnato da un doveroso approfondimento con le rappresentanze sindacali perché per raggiungere gli obiettivi serve la complicità e la condivisione con tutti i soggetti. Le aziende di servizio pubblico, in particolar modo le aziende che operano in sistemi regolati e a regime di monopolio, hanno una responsabilità straordinaria che non si limita alla gestione di servizio, ma anche nel mettere in campo degli strumenti per le disuguaglianze, perché queste amplificano le difficoltà non solo dei soggetti più fragili, ma anche di intere aree e territori più vulnerabili. È un fenomeno che, se ulteriormente amplificato mette in crisi coesione sociale e democrazia sul nostro territorio».
Si tratta di un tema che Perini ha approfondito recentemente su queste colonne, parlando esplicitamente di «democrazia a rischio» a causa delle crescenti disuguaglianze: l’alternativa sta nell’economia civile, che Publiacqua s’impegna adesso a praticare a partire dal proprio territorio di riferimento.
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