150 anni fa nasceva il telefono, lo strumento che ha creato il "nostro" mondo
La storia moderna, almeno quella di cui ci occupiamo noi quotidianamente insieme a voi che ci leggete, parte nel febbraio di 150 anni fa. Il 14 febbraio 1876 Graham Bell depositò all’ufficio brevetti americano il progetto del telefono, uno spartiacque che avrebbe cambiato il mondo, non solo il modo di comunicare delle persone.
Senza il telefono non ci sarebbe stato pressoché nulla di quello che oggi diamo per scontato, dall’AI agli smartphone, passando per internet e il mondo per come lo conosciamo. La voce umana poteva viaggiare lungo un filo, codificata attraverso una serie di impulsi elettrici. Questo dimostrò il brevetto numero 174.465 riconosciuto dallo U.S. Patent Office il 7 marzo 1876 a Bell, che tre giorni più tardi lo mise in pratica nel suo laboratorio di Boston insieme al suo assistente Thomas Watson: “Mr. Watson, come here, I want to see you", la voglio vedere, venga qui, disse Bell a distanza.
Due dispositivi - i telefoni dell’epoca - che potevano essere encoder e decoder per una serie di impulsi elettrici in transito tra loro. La paternità dell’invenzione fu contesa a lungo, e ancora oggi c’è chi è convinto che la partita non sia chiusa, andata in modo diverso rispetto a quanto dicano libri di storia e carte bollate. Bell ebbe ragione in tutte le contese che affrontò, in primis la rivendicazione dell’ingegnere americano Elisha Gray che sempre il 14 febbraio 1876 presentò all’ufficio brevetti una dichiarazione preliminare d’invenzione per un dispositivo simile a quello di Bell. Era arrivato con qualche ora di troppo per rivendicare qualcosa.
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