Sala piena al Cinema Nuovo di Varese per ricordare Giulio Regeni

Una risposta straordinaria di pubblico ha accolto, nella serata di lunedì 26 gennaio, l’anteprima del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” al Cinema Teatro Nuovo di viale delle Mille a Varese. Una sala gremita ha testimoniato quanto la vicenda del giovane ricercatore, sequestrato e ucciso in Egitto nel 2016, sia ancora una ferita aperta e un impegno civile condiviso per l’intera comunità.
La proiezione è stata preceduta da un momento di profonda partecipazione emotiva grazie al collegamento con i genitori di Giulio, Claudio Regeni e Paola Deffendi, insieme all’avvocata della famiglia, Alessandra Ballerini.
Un “eterno presente” contro l’oblio
Il documentario, diretto da Simone Manetti, ricostruisce con rigore le tappe del sequestro e delle torture subite da Regeni. Un lavoro che la famiglia ha scelto di sostenere dopo molti rifiuti a proposte di finzione: «Abbiamo detto di no a film e serie tv perché volevamo essere coerenti con la persona che era Giulio», ha spiegato Paola Deffendi. «Questo è un documentario sul processo, nato da un insieme di persone di cui abbiamo sentito di poterci fidare». Durante la serata è stato inoltre ricordato il prestigioso riconoscimento già ottenuto dall’opera: la consegna del Premio Nastro della Legalità, un tributo al valore civile e al rigore documentaristico del progetto.
L’obiettivo dell’opera non è solo documentare un orrore passato, ma trasformarlo in quello che gli autori definiscono un “eterno presente”: un monito per rivendicare diritti che a Giulio sono stati negati sistematicamente. Il titolo stesso, nato spontaneamente dal cuore della madre durante un incontro con la stampa, descrive l’atrocità delle violenze subite dal giovane.

Orgoglio civico e impegno produttivo
Soddisfazione è stata espressa anche dai produttori per la riuscita di uno sforzo che punta a portare la verità giudiziaria in tutta Italia: «Realizzare un’opera del genere è un motivo di orgoglio non solo professionale, ma soprattutto come cittadino», è stato sottolineato durante la presentazione.
L’evento varesino conferma l’attenzione mai calata sulla ricerca di verità e giustizia, a pochi giorni dal decimo anniversario della scomparsa di Giulio, ribadendo che la sua storia appartiene alla coscienza collettiva di tutti.
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