UE, crescono dell’1,1 per cento le emissioni di gas serra nell’economia dei Ventisette
Bruxelles – Aumentano le emissioni di gas serra dell’economia dell’Unione europea nel terzo trimestre del 2025: secondo le stime diffuse da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, tra luglio e settembre dello scorso anno, sono state prodotte 828 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, l’1,1 per cento in più rispetto al trimestre precedente quando erano state pari a 819 milioni. Nello stesso periodo, anche il PIL dell’UE è salito, dello 0,4 per cento rispetto al secondo trimestre. Su base annua, il quadro appare più stabile: rispetto al terzo trimestre del 2024 le emissioni sono rimaste invariate, mentre il Pil è cresciuto di 1,6 punti percentuali.
Un equivalente di anidride carbonica o equivalente di CO₂ (abbreviato in CO₂-eq) è un’unità di misura utilizzata per confrontare le emissioni di vari gas serra in base al loro potenziale di riscaldamento globale (GWP), convertendo le quantità di altri gas nella quantità equivalente di anidride carbonica con lo stesso potenziale di riscaldamento globale. Dai dati, emerge che nel terzo trimestre dell’anno scorso i settori con i maggiori aumenti delle emissioni di gas serra sono state le famiglie, con un +3,6 per cento, e l’industria manifatturiera, che ha segnato un +1,4 per cento. In controtendenza è andato il settore della fornitura di elettricità, gas, vapore e aria condizionata, unico comparto in calo (-0,8 per cento).
Guardando ai singoli Paesi, nel terzo trimestre del 2025, rispetto al trimestre precedente, le emissioni sono aumentate in 17 Stati membri e diminuite in dieci. I cali più marcati si sono avuti in Estonia (-17,4 per cento), Slovenia (-5,7 per cento) e Cipro (-5,2 per cento). All’opposto, l’Italia è terza per l’aumento delle emissioni di gas serra, che si attesta a +2,9 punti percentuali circa, con una crescita del PIL dello 0,1 per cento. Prima del BelPaese, l’Irlanda (+3,2 per cento e +0,2 per cento del PIL) e Paesi Bassi (+3 per cento emissioni e +0,6 per cento PIL). Tra i dieci Paesi che hanno tagliato le emissioni, soltanto la Lituania ha visto diminuire anche il PIL. Negli altri nove — Bulgaria, Estonia, Croazia, Cipro, Lettonia, Lituania, Portogallo, Romania e Slovenia — le emissioni sono scese a fronte di un PIL in crescita o stabile.
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