15 sfilate Haute Couture che hanno fatto la storia della moda
C’è un momento, due volte l’anno, in cui la moda smette di inseguire il presente e si concede il lusso di sognare. È quello della Haute Couture, quando l’abito torna a essere esagerato, parte di un racconto più ampio. Dal 26 al 29 gennaio 2026, Parigi riapre le porte alla settimana più esclusiva del calendario.
L’occasione è perfetta per ripercorrere alcune delle sfilate Alta Moda che hanno fatto la storia, lasciando un segno nell’immaginario collettivo.
Quando tutto ebbe inizio
La Haute Couture è diversa da tutto il resto perché non nasce per il consumo, ma per l’eccellenza. Ogni capo è realizzato su misura, a mano, dentro atelier che custodiscono tecniche antiche e tendenze contemporanee. Ma quando funziona davvero, la couture va oltre il vestito: diventa emozione. È negli anni Novanta che l’Alta Moda smette di essere un rituale silenzioso e diventa spettacolo. Nel 1993, una giovanissima Kate Moss sfila per Yves Saint Laurent avvolta in un bouquet di stampe floreali. Nel 1997 Naomi Campbell incarna una dea greca per Givenchy by Alexander McQueen. Pochi anni dopo, Thierry Mugler porta in passerella la sua visione futurista con la celebre robot woman: un’armatura scintillante indossata poi da Zendaya nel 2024 per la prima di Dune 2.

Naomi Campbell sulla passerella di Givenchy 1997. (Photo by Daniel SIMON/Gamma-Rapho via Getty Images)
John Galliano vs Karl Lagerfeld: i maestri dell’Alta Moda
Con l’arrivo degli anni Duemila, e i suoi geni creativi, la Haute Couture alza l’asticella. Le sfilate di John Galliano per Dior diventano veri e propri spettacoli, ispirati da personaggi e culture lontane e poi tradotti in abiti teatrali ma al tempo stesso desiderabili. In parallelo, Karl Lagerfeld ridefinisce l’idea stessa di sfilata couture trasformando il Grand Palais in un mondo ogni volta diverso: giardini immaginari, saloni monumentali, scenari post-apocalittici.

John Galliano Alta Moda 2007. (Photo by Chris Moore/Catwalking/Getty Images)
Più passa il tempo più i set diventano iconici e memorabili tanto quanto gli abiti. Nel 2016, Fendi fa sfilare l’Alta Moda sulla Fontana di Trevi, con le modelle che sembrano camminare sull’acqua. Anni prima ci si commosse nel finale dell’Haute Couture 2008 di Valentino, quando l’Imperatore della Moda diede l’ultimo addio alla scena fashion accerchiato da 40 abiti scarlatti.

Sfilate Alta Moda: Fendi Haute Couture Autunno Inverno 2016.
La nuova Haute Couture
Dopo anni un po’ statici, nelle ultime stagioni la couture è tornata all’antico splendore. Ha fatto parlare a lungo di sè la collezione 2025 di Maison Margiela Artisanal, con modelle-bambole avvolte in abiti d’altri tempi che hanno fatto emozionare il pubblico come ai vecchi tempi. Ma anche alcuni defilé di Pierpaolo Piccioli da Valentino, tanto quello in Piazza di Spagna a Roma che il più romantico al Château de Chantilly nel 2022. Poi il ritorno in grande stile di Alessandro Michele, ora direttore creativo di Valentino, con uno show tanto disturbante quanto ammaliante chiamato Vertigineux. Ma anche l’addio di Giorgio Armani , c0n la Privé 2025, dove ha celebrato i vent’anni di couture con quella che è poi diventata la sua ultima collezione.
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