Un incontro casuale ha dato vita al colore più famoso della Maison, in grado di far sentire ogni donna "una dea".
Chissà se la sconosciuta signora seduta all’Opera di Barcellona ha mai saputo di aver cambiato per sempre la storia della moda. Sì, perché il rosso rosso Valentino, colore simbolo della Maison – amatissimo dallo stilista Valentino Garavani, morto a 93 anni, è nato proprio così: un incontro fortuito, un lampo tra la folla, un colpo di fulmine destinato a imprimersi nell’immaginario collettivo.
Com’è nato il rosso Valentino
La storia del rosso Valentino, come avrebbe raccontato lo stesso stilista, è nata all’Opera di Barcellona: lo sguardo dello stilista – allora giovanissimo – fu catturato da una signora con i capelli grigi vestita di rosso dalla testa ai piedi. Una visione, che spiccava in una folla piuttosto uniforme.
Possiamo immaginare il lampo di luce in una marea di abiti neri e grigi e perché Valentino ne fu così colpito da ricordarla come “la dea rossa“. Del resto il rosso, per sua natura, cattura l’attenzione e accende i sensi: è il colore del sangue, del fuoco, del pericolo. Per estensione, è considerato il colore della vita e dell’amore, ma anche della regalità e del potere.

La celebre sfilata Primavera/Estate 2008 Haute Couture a Parigi (Karl Prouse/Catwalking/Getty Images)
L’abito Fiesta e l’eredità della Maison
La donna Valentino, decise lo stilista, sarebbe stata vestita di rosso. Non un rosso qualsiasi: una tonalità pura, calda e luminosa, che non cede né al ciliegia né al bordeaux. Nel febbraio del 1959 presentò al mondo l’abito Fiesta, romantico e opulento, con un tripudio di rosse sulla gonna: ovviamente, in rosso Valentino. Da allora, il rosso ha sempre “firmato” le varie collezioni del brand, diventandone il simbolo più riconoscibile e amato. Con notevoli eccezioni: la Collezione Bianca del 1967 e quella dedicata al rosa PPPink presentato nel 2022 dall’allora direttore creativo Pierpaolo Piccioli.

Valentino e Iman, nel 1984. (Photo by Guy Marineau/WWD/Penske Media via Getty Images)
Ma il rosso continua a essere il cuore pulsante di Valentino: nell’archivio dell’atelier si contano oltre 550 sfumature di rosso diverse, e solo per la Couture. Questo perché il rosso perfetto va calibrato sulla resa del tessuto, in base alla leggerezza e al movimento. Pantone ha cristallizzato il rosso Valentino nella formula “Pantone 2035 UP”, ma è un’alchimia difficilissima da replicare. Quel colore scaramantico, capace di star bene praticamente a ogni carnagione, è ancora il segreto che permette a ogni donna di sentirsi “una dea”.
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