Agricoltura, UE verso lo stop di un anno ai dazi sui fertilizzanti. Lollobrigida: “Risultato dell’Italia”

Febbraio 24, 2026 - 18:30
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Agricoltura, UE verso lo stop di un anno ai dazi sui fertilizzanti. Lollobrigida: “Risultato dell’Italia”

Bruxelles – La Commissione europea propone la sospensione temporanea dei dazi doganali della Nazione più favorita (NPF o, in inglese, MFN) sulle importazioni di fertilizzanti azotati e sulle materie prime necessarie alla loro produzione, come ammoniaca e urea. L’obiettivo è alleggerire i costi per gli agricoltori europei e ridurre la dipendenza dell’Unione da Russia e Bielorussia e la sospensione varrà per tutti i Paesi terzi ad eccezione di Russia e Bielorussia. Una mossa da cui Bruxelles stima che arriverà un risparmio di circa 60 milioni di euro in dazi all’importazione. Immediato il commento del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha rivendicato lo stop proposto da Palazzo Berlaymont come “un risultato dell’Italia e del governo guidato da Giorgia Meloni”. Il ministro ha evidenziato, inoltre, che si tratta, da un lato, di “una misura concreta per sostenere la competitività delle imprese e consentire, secondo le stime di Bruxelles, un risparmio di circa 60 milioni di euro” e, dall’altro, di “una buona notizia, in linea con le richieste italiane, che contribuirà a ridurre la dipendenza dell’Unione europea da Mosca e Minsk e a rafforzare la competitività del comparto agricolo europeo”.

La misura era una delle richieste dell’Italia – una richiesta anche legata al sì di Roma all’accordo commerciale tra l’UE e il Mercosur. Il 7 gennaio, Lollobrigida aveva inviato una lettera al commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale, Christophe Hansen, chiedendo la sospensione del Meccanismo di aggiustamento del Carbonio alla frontiera (CBAM) per i fertilizzanti e un azzeramento dei dazi all’importazione di fertilizzante da Paesi terzi. “Con l’entrata in vigore del meccanismo dal 1 gennaio – aveva avvertito il ministro – il settore agricolo rischia un aumento significativo dei costi. L’allarmante situazione di mercato suggerisce di attivare quanto prima una clausola sospensiva”, aveva scritto. “Nell’immediato, tuttavia, riterrei opportuno adottare una misura parallela a vantaggio dei nostri agricoltori attraverso un azzeramento dei dazi all’importazione di fertilizzante da Paesi terzi. Tale misura dovrebbe entrare in vigore rapidamente ed essere nell’ordine di grandezza dei costi del Cbam”, aveva chiarito. L’impegno a valutare un azzeramento tariffario temporaneo è stato assunto dalla Commissione europea nella riunione ministeriale del 7 gennaio, con i commissari Hansen, Maroš Šefčovič (al Commercio) e Olivér Várhelyi (Salute e Benessere animale). “Mantenere i fertilizzanti a prezzi accessibili è fondamentale per il reddito degli agricoltori e per la sicurezza alimentare europea”, ha dichiarato in quell’occasione il commissario per il Commercio e la sicurezza economica Šefčovič. “Sebbene i prezzi si siano stabilizzati, restano circa il 60 per cento più alti rispetto al 2020. È una situazione insostenibile”, ha precisato.

La proposta punta quindi a “rafforzare il settore agroalimentare dell’Ue, riducendo i costi per gli agricoltori e l’industria dei fertilizzanti grazie a un risparmio stimato di 60 milioni di euro in dazi all’importazione“, evidenzia la Commissione in una nota. “Faciliterà inoltre la riduzione della dipendenza dell’Ue dalla Russia e dalla Bielorussia e sosterrà la diversificazione dell’approvvigionamento, laddove le importazioni sono ancora necessarie per il settore agricolo dell’Ue e l’industria dei fertilizzanti”. La misura proposta è calibrata sulle esigenze del mercato dell’Ue, attraverso l’istituzione di un sistema di contingenti. Le importazioni che superano questi contingenti saranno soggette ai dazi MFN (cioè della Nazione più favorita) standard.

Già a dicembre 2025 la Commissione UE era intervenuta sui fertilizzanti nell’ambito del CBAM, introducendo un’eccezione alle regole di calcolo per attenuarne l’impatto. I fertilizzanti sono al momento l’unico settore a beneficiare di questa deroga, con un margine dell’1 per cento invece che del 10 per cento previsto per gli altri comparti, destinato a salire progressivamente fino al 30 per cento.

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