Altro che boomer: gli over 65 sono diventati dipendenti da smartphone come gli adolescenti

Gen 24, 2026 - 19:30
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Altro che boomer: gli over 65 sono diventati dipendenti da smartphone come gli adolescenti

Da qualche anno si ripete che i giovani passano troppo tempo davanti allo schermo, ma i dati più recenti raccontano una realtà molto più sfumata. Anche gli over 65 vivono ormai giornate scandite da notifiche, chiamate e chat, con abitudini che ricordano molto quelle delle generazioni più giovani.

L'indagine Nonni Digitali, realizzata dall'associazione Di.Te. con ANAP Confartigianato, offre uno sguardo diretto sulle routine digitali della terza età e mostra come lo smartphone sia diventato parte stabile del quotidiano, con vantaggi evidenti ma anche qualche zona d'ombra.

L'82,7% del campione utilizza lo smartphone ogni giorno. Non si parla di un uso veloce o limitato: il 40,6% trascorre molte ore con il dispositivo in mano, un'abitudine che ridefinisce il tempo libero della terza età.

Secondo il presidente di Di.Te. (Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo), Giuseppe Lavenia, il telefono assume sempre più il ruolo di regolatore emotivo, un modo per riempire i vuoti della giornata e mitigare la solitudine, soprattutto tra chi vive da solo.

Il risultato è un rapporto con il digitale sorprendentemente simile a quello dei lavoratori e degli studenti più giovani.

La connessione continua porta con sé una vera ansia da reperibilità: il 38,8% degli intervistati sente il dovere di rispondere subito a messaggi o chiamate, entrando nella cosiddetta logica dell'urgenza digitale.

Un altro dato significativo riguarda il 34% che prova disagio quando dimentica il telefono a casa, segnale di una dipendenza ormai radicata.

Non manca poi il tema dell'isolamento: per il 21,7% lo smartphone attenua la sensazione di solitudine, ma gli psicologi ricordano che si tratta di un sollievo temporaneo che non affronta le cause reali.

Sul fronte della sicurezza il quadro resta delicato. Il 46,4% degli over 65 ritiene di gestire bene la privacy online, ma il 31,7% dichiara di incontrare spesso fake news o tentativi di truffa.

Questa distanza tra percezione e realtà rappresenta un punto vulnerabile: i cosiddetti "nonni digitali" diventano bersagli ideali per contenuti ingannevoli che scorrono rapidamente e richiedono attenzione continua.

Nelle relazioni familiari domina WhatsApp, usata dal 77,2% degli intervistati, un canale utile ma che spesso porta a eliminare i conflitti invece di affrontarli, per timore di tensioni o esclusioni dai gruppi.

Non mancano gli aspetti positivi: il 44,7% utilizza lo smartphone come vero assistente personale, affidandogli promemoria per appuntamenti, impegni o terapie quotidiane.

Secondo Fabio Menicacci, segretario nazionale di ANAP Confartigianato, la tecnologia è entrata nella vita della terza età senza un accompagnamento adeguato, lasciando spesso gli anziani da soli nella gestione dell'ambiente digitale.

L'immagine che emerge è quella di una connessione costante che rischia di nascondere nuove forme di isolamento, una sfida che richiede attenzione continua per non confondere compagnia apparente e benessere reale.

Forse il primo passo consiste nel riconoscere che non sono solo gli adolescenti a cercare rifugio nello schermo: cambiano i protagonisti, ma i meccanismi restano sorprendentemente simili.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia