Il futuro della PA raccontato dall'undicesima edizione dell’FPA Annual Report

Gen 24, 2026 - 09:30
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Il futuro della PA raccontato dall'undicesima edizione dell’FPA Annual Report

lentepubblica.it

Ogni anno Forum PA rappresenta molto più di un appuntamento istituzionale: è un luogo di confronto in cui amministrazioni, cittadini, imprese e mondo della ricerca si incontrano per interrogarsi sul presente e, soprattutto, per immaginare il futuro della Pubblica Amministrazione.


Un osservatorio privilegiato capace di restituire, con dati e analisi, lo stato d’animo del Paese e la direzione intrapresa da uno degli ingranaggi fondamentali della vita collettiva. In questo solco si inserisce l’undicesima edizione dell’FPA Annual Report, occasione che ha permesso di fare il punto su aspettative, priorità e trasformazioni in atto, in un contesto segnato dall’attuazione del PNRR e dall’ingresso sempre più concreto dell’intelligenza artificiale nei processi pubblici.

A raccontare questa complessità sono due indagini complementari: il Barometro PA, realizzato con l’Istituto Piepoli su un campione rappresentativo di cittadini italiani, e PanelPA, che ha raccolto il punto di vista di dipendenti pubblici e operatori del settore. Ne emerge un quadro articolato, fatto di inquietudini diffuse, ma anche di fiducia selettiva nella capacità dell’innovazione di generare cambiamento.

Le paure degli italiani e la fiducia nella tecnologia

Guardando al futuro della società, prevale un sentimento di incertezza. Oltre la metà degli italiani si dichiara preoccupata, mentre solo una minoranza guarda avanti con ottimismo. Le ansie principali riguardano ambiti molto concreti e quotidiani: la tenuta del sistema sanitario, la sicurezza, il contesto geopolitico internazionale e le difficoltà incontrate dalle nuove generazioni nel trovare spazio e stabilità. Seguono il lavoro, l’aumento delle diseguaglianze e l’impatto sempre più tangibile dei cambiamenti climatici.

Eppure, accanto a queste ombre, emerge un elemento di fiducia trasversale: l’innovazione tecnologica. Soprattutto tra i più giovani, si rafforza la convinzione che formazione e nuove competenze possano migliorare la competitività delle imprese e la qualità del lavoro. Per molti cittadini, digitale e intelligenza artificiale rappresentano strumenti capaci di rendere i servizi più efficienti, sostenibili e accessibili. Nonostante il clima di instabilità, una parte significativa del Paese crede che l’Italia possa consolidare i risultati raggiunti grazie al PNRR e ritagliarsi un ruolo positivo nel contesto europeo.

Le priorità collettive e il ruolo attribuito alla PA

Quando si chiede agli italiani su quali fronti intervenire con maggiore urgenza, le risposte disegnano una scala di priorità chiara: occupazione, salute pubblica, sicurezza e legalità, contrasto alla povertà e tutela dell’ambiente. Accanto a questi temi si collocano il sostegno alle famiglie e le politiche dedicate alle nuove generazioni, segno di una domanda di protezione sociale che attraversa l’intero Paese.

In questo scenario, la Pubblica Amministrazione viene percepita sempre meno come un semplice apparato burocratico. Per molti cittadini è una leva di miglioramento dei servizi, chiamata a guidare l’innovazione e a garantire il rispetto delle regole. Una parte dell’opinione pubblica riconosce alla PA anche un ruolo di accompagnamento dei cambiamenti sociali e tecnologici, mentre cresce, seppur più lentamente, l’idea di un’amministrazione capace di anticipare l’innovazione anziché subirla.

Il PNRR come acceleratore senza precedenti

Per comprendere la portata della trasformazione in atto, basta osservare i numeri legati all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In pochi anni, la PA ha moltiplicato la propria capacità di gestione dei fondi europei, passando da una media di pochi miliardi annui a oltre 30 miliardi di euro l’anno. Un salto che ha richiesto nuove strutture operative, competenze specialistiche, task force dedicate e una profonda revisione dei processi interni.

A fine 2025, i progetti ancora attivi o in fase di avvio rappresentano una quota rilevante delle risorse complessive assegnate all’Italia. Gran parte della spesa si è concentrata su beni, servizi e incentivi, mentre una percentuale più ridotta ha riguardato opere infrastrutturali. Una scelta che ha garantito rapidità nell’esecuzione, ma che apre una domanda cruciale: quanto di questo sforzo si tradurrà in un cambiamento strutturale e duraturo della macchina pubblica?

La svolta digitale: infrastrutture invisibili, effetti concreti

È sul terreno del digitale che emergono le risposte più promettenti. La piattaforma PA Digitale 2026 fotografa uno sforzo capillare che coinvolge migliaia di amministrazioni e decine di migliaia di progetti. Al centro di questa trasformazione c’è la migrazione al cloud, che ha consentito di spostare dati e applicazioni da sistemi locali frammentati a infrastrutture più sicure e resilienti. Un cambiamento poco visibile agli utenti, ma decisivo per garantire continuità, interoperabilità e protezione delle informazioni.

Accanto a questo, il rifacimento dei siti istituzionali ha introdotto un linguaggio comune della comunicazione pubblica: modelli di design condivisi, maggiore accessibilità, chiarezza dei contenuti. Non un semplice rinnovamento estetico, ma un passo verso una relazione più trasparente e uniforme tra cittadini e amministrazioni.

Piattaforme nazionali e riduzione dei divari

L’adozione delle piattaforme abilitanti – identità digitale, pagamenti elettronici, app dei servizi pubblici, notifiche digitali e interoperabilità dei dati – ha contribuito a creare un ecosistema più integrato. I numeri raccontano una diffusione ampia e crescente, con effetti diretti sulla semplificazione dei rapporti tra cittadini, imprese e Stato. Questo processo ha favorito anche una riduzione dei divari territoriali, come dimostrano gli indicatori che misurano il livello di digitalizzazione dei Comuni.

Parallelamente, il PNRR ha spinto una vasta operazione di semplificazione amministrativa, con centinaia di procedure riviste per rendere più rapidi e comprensibili i passaggi burocratici, soprattutto per il mondo produttivo.

Dentro la PA: metodo, competenze e nuove generazioni

Dal punto di vista dei dipendenti pubblici, l’eredità più rilevante del PNRR non è solo economica, ma culturale. Lavorare per obiettivi, con scadenze chiare e risultati misurabili, è indicato come il cambiamento più significativo. Cresce anche l’apertura verso collaborazioni esterne, il lavoro in team trasversali e l’uso dei dati come supporto alle decisioni.

Non mancano le preoccupazioni. La fine delle risorse straordinarie alimenta il timore che l’innovazione possa rallentare e che le nuove pratiche non vengano consolidate. A questo si aggiunge la sfida del ricambio generazionale: un processo già in corso, che ha reso la PA più attrattiva per i giovani, grazie a concorsi più rapidi e a un abbassamento dell’età media dei neoassunti.

Intelligenza Artificiale: opportunità e nodi aperti

L’intelligenza artificiale si affaccia sempre più spesso nei processi pubblici, soprattutto per migliorare l’efficienza interna e la gestione dei dati. Prevale un atteggiamento di apertura alla sperimentazione, accompagnato però dalla consapevolezza che senza formazione, qualità delle informazioni e figure professionali dedicate, il potenziale rischia di restare inespresso.

Le aspettative sono alte: servizi più personalizzati, capacità di anticipare i cambiamenti sociali, supporto in un contesto di carenza di personale. Restano sullo sfondo, ma non marginali, i temi della sicurezza informatica, della trasparenza degli algoritmi e delle implicazioni etiche. Anche perché gli attacchi digitali verso la PA sono in forte aumento, rendendo la protezione dei sistemi una priorità non rinviabile.

Oltre il PNRR: dalla spesa al cambiamento strutturale

Il quadro che emerge dall’Annual Report è quello di una Pubblica Amministrazione attraversata da una trasformazione profonda, accelerata da risorse straordinarie ma sostenuta da un capitale umano e organizzativo in evoluzione. Il vero banco di prova sarà il futuro prossimo: trasformare l’eccezionalità del PNRR in normalità, rendendo strutturali i metodi, le competenze e le reti costruite in questi anni.

In questo senso, Forum PA continua a svolgere un ruolo cruciale: non solo come luogo di racconto, ma come spazio in cui si costruisce una visione condivisa. Perché il cambiamento della PA non è un fine in sé, ma uno strumento essenziale per rispondere alle aspettative di una società che, pur attraversata da timori, non ha smesso di credere nella possibilità di un futuro migliore.

Il video con il commento di Gianni Dominici

Qui di seguito il video con il breve commento al Dossier da parte di Gianni Dominici, Amministratore Delegato di FPA, società del Gruppo Digital360, specializzata in relazioni pubbliche, comunicazione istituzionale, ricerca, formazione e accompagnamento alla transizione organizzativa, digitale ed energetica del Paese la cui attività ruota intorno all’organizzazione dell’evento Forum PA.

Il comunicato sui contenuti del Report

Qui il documento completo.

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