Groenlandia e dazi, l’UE non festeggia: “Contesto è cambiato, complessità con Trump restano”
Bruxelles – “Rispetto a 24 ore fa il contesto è diverso, e dobbiamo partire da questo”. E da qui, confidano fonti UE, partiranno i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’UE attesi a Bruxelles per il vertice straordinario convocato quando il presidente degli Stati Unti, Donald Trump minacciava di prendersi la Groenlandia, pena nuovi dazi contro i membri dell’Unione europea. Uno scenario che non c’è più, perché Trump ha annunciato di aver raggiunto un’intesa che consente agli USA una militarizzazione del territorio autonomo danese, in maniera territorialmente circoscritta e sotto l’egida NATO, soluzione che evita le nuove tariffe ma che comunque non cancella il meeting dei leader europei.
Gli USA non annettono né conquistano la Groenlandia, e pure sui dazi fanno marcia indietro. Un risultato frutto anche della risposta a dodici stelle. “Dopo le minacce i leader hanno reagito subito, con posizioni calme ma chiare“, tengono a sottolineare a Bruxelles. E’ vero. Lo ha fatto pacatamente ma in maniera decisa la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, lo ha fatto in maniera democratica il Parlamento europeo, votando per un’attivazione dello strumento anti-concorrenza sleale, lo hanno fatto in maniera inflessibile i governi, spostando soldati sull’isola danese. Trump ha fatto marcia indietro, o comunque è tornato sui propri passi di un bel po’.
Il problema è che di Trump gli europei non si fidano. Le stesse fonti comunitarie, interrogate esplicitamente circa la possibilità di potersi fidare del presidente americano e di un suo rispetto della soluzione sulla Groenlandia, non hanno saputo fornire un ‘sì’. “Vediamo che succede. I termini di cosa è stato concordato diventeranno chiari, ma sappiamo che è l’inizio del processo“. La risposta che arriva dai palazzi delle istituzioni UE è questa, e non è un bel segnale. E’ anche, e soprattutto, per questo che il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha deciso di non cancellare il summit alla luce degli sviluppi.
“La situazione è cambiata“, certo, ma solo per ciò che riguarda la Groenlandia, sulla cui soluzione restano peraltro punti interrogativi. Non è chiaro cosa prevede questo accordo, specie per quanto riguarda le materie prime groenlandesi. Il problema di fondo, confidano nella capitale dell’Unione europea, è che “sono cambiate le relazioni” con gli Stati Uniti, “sono diventate complesse, e dobbiamo convivere con queste complessità“. Dunque il vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell’UE “serve per capire come reagire, qualora servisse farlo”. E’ l’UE che si prepara, e mette in atto le contro-misure anti-Trump.
Di questo e di tanti altri temi dell’attualità europea ed internazionale si parlerà a Bruxelles, il 4 febbraio prossimo, ai tavoli della seconda edizione di Connact Annual Meeting, che si terrà anche quest’anno nelle sale di The Square.
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