Come sostenere davvero il fotovoltaico made in Ue? Lo spiegano i produttori dei moduli

Aprile 2, 2026 - 09:00
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Come sostenere davvero il fotovoltaico made in Ue? Lo spiegano i produttori dei moduli

Mentre scriviamo è in corso a Roma il tavolo di confronto con le associazioni nazionali d’impresa sul credito d’imposta Transizione 5.0 per l’anno 2025, convocato dal ministero delle Imprese – d’intesa con quelli dell’Economia e degli Affari europei – dopo le aspre critiche mosse da Confindustria in merito al decreto Fiscale che introduce «disposizioni molto penalizzanti» per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta Transizione 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025, andando a impattare in particolare sul fronte del fotovoltaico.

Che fare? «Chiediamo a Confindustria e alle associazioni degli industriali convocate di farsi carico di una proposta semplice e concreta per recuperare parte delle risorse a favore degli “esodati” di Transizione 5.0, individuando al contempo una soluzione ragionevole alla questione del regime di monopolio di fatto delineatosi nell’ambito dell’iperammortamento». A parlare è una coalizione di 13 produttori di moduli fotovoltaici, italiani ed europei, già intervenuti sul tema nei mesi scorsi (qui e qui) proprio per evidenziare le criticità relative all’iperammortamento sul fotovoltaico previste nella Legge di Bilancio (L. n. 199/2025 art.1 commi 427-436) che «vanno a determinare un monopolio di fatto per un’unica azienda, di controllo statale, a scapito di tutte le altre». Si tratta della realtà industriale 3Sun, controllata da Enel.

tredici produttori fotovoltaico ue

«Oggi il dibattito sui moduli fotovoltaici – spiegano i produttori – sta generando rigidità e squilibri lungo l’intera filiera. Esiste tuttavia una via intermedia, ovvero, riammettere i moduli della lista A del registro Enea, applicando una percentuale di iperammortamento ridotta rispetto a quella prevista per le liste B e C. Un simile approccio Una differenziazione coerente con lo stato attuale del mercato potrebbe essere la seguente: 160% per i moduli in lista A, 180% per i moduli in lista B e C».

I proponenti calcolano che questo approccio consentirebbe di recuperare circa 50 milioni di euro per ogni GW installato, oltre a evitare colli di bottiglia e tensioni sui prezzi, mantenendo un vantaggio competitivo per la produzione europea e sostenendo la diffusione del fotovoltaico senza introdurre distorsioni

«Tale soluzione permetterebbe, inoltre, a realtà industriali strategiche, di continuare a valorizzare i propri investimenti e saturare la capacità produttiva, senza tuttavia spingere l’intera filiera verso dinamiche di dipendenza o posizioni dominanti difficilmente giustificabili. In questo modo – concludono le imprese – si resterebbe pienamente nel solco del Net-zero industry act, sostenendo la produzione europea senza compromettere concorrenza ed efficienza. Chiediamo pertanto alle associazioni di categoria presenti al tavolo di farsi promotrici di questa proposta di buon senso e al Governo di individuare una soluzione equilibrata, in grado di dare sollievo agli “esodati” di Transizione 5.0 e di riequilibrare la disciplina dell’iperammortamento, evitando distorsioni ritenute insostenibili dall’intera filiera del fotovoltaico».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia