Con la Quaresima inizia la carica dei catecumeni

La Quaresima è tempo di grazia per tutti i credenti. Proprio nella prima domenica, nella nostra Diocesi 101 giovani e adulti vengono eletti, cioè scelti dal Signore e confermati dalla Chiesa, per diventare cristiani, iniziando così l’ultimo tratto di cammino verso la celebrazione del Battesimo, della Cresima e della prima Eucarestia che si celebreranno nella notte di Pasqua. Questi nuovi eletti hanno risposto alla chiamata e ora scrivono il proprio nome tra i candidati a diventare cristiani.
Una realtà consolidata
Il loro numero, centouno, può far pensare al titolo di un famoso film di animazione, in realtà i catecumeni sono ormai una consolidata realtà. Si diventa cristiani a ogni età oggi, sempre di più. Nel 2023 erano 73, l’anno successivo 83 e l’anno scorso 88. Dunque si registra una lenta, ma costante crescita. La sorpresa è soprattutto l’età e la provenienza: il 43% sono giovani, con meno di 30 anni; altrettanti coloro che sono nati in Italia; due terzi le donne. Quasi la metà, 43 per l’esattezza, vivono nella città di Milano.
I numeri non sono ancora così importanti, da prima pagina, anche se a loro vanno aggiunti i ragazzi che ricevono il Battesimo durante il cammino della catechesi o nell’età della preadolescenza (il catecumenato degli adulti inizia solo dopo i 14 anni) che sono in grande aumento. Una carica di vita e di fede anche per le nostre comunità cristiane.
Un dono inaspettato
Il venire alla fede è un dono inatteso anche per loro. Non dobbiamo pensare, infatti, che siano persone che alla fine di un cammino di ricerca arrivino al Signore. Non si viene così alla fede oggi, da giovani e adulti. Un catecumeno ha scritto: «Ho trovato una risposta a una domanda che non avevo”» Un altro confida: «Ho incontrato il Signore quando meno me lo aspettavo». Esplorare l’esperienza spirituale dei catecumeni è affascinante, perché essi vivono un incontro con Dio profondo che lui stesso ha generato.
Una relazione d’accoglienza
Alla prova dell’amore, del dolore e dello studio o del lavoro – le principali porte d’ingresso -, questi nuovi fratelli e sorelle hanno trovato nel Vangelo, nella preghiera, nella celebrazione della Messa, nella comunità cristiana alcune parole ed esperienze capaci d’interpretare e di trasformare la loro vita. Il contesto di queste conversioni è sempre la relazione accogliente di familiari, amici, colleghi, preti che hanno saputo raccogliere domande e desideri.
Questi fratelli e sorelle dicono che hanno trovato una Chiesa migliore di come noi la percepiamo. Dicono che siamo accoglienti, che abbiamo la pazienza di ascoltare e di accompagnare. Vedono una testimonianza luminosa, anche se spesso inconsapevole, percepita “a distanza”, come chi osserva prima di farsi avanti, ma che è stata attraente ed efficace. Dicono che hanno incontrato persone speciali che spesso vengono scelti come padrini o madrine.
Una Chiesa che nasce
Noi ci lamentiamo spesso dei nostri tempi e della Chiesa. Forse però, è perché non vediamo più bene alcune realtà che chi viene da fuori, gli ultimi arrivati, ci aiutano a riconoscere di nuovo. Per loro e per noi è possibile un’esperienza d’illuminazione che fa vedere Dio all’opera nella trama della vita.
Anche quest’anno, i catecumeni ci permettono di raccontare la Chiesa che nasce e non quella che muore, di spostare l’accento sull’azione di Dio che dà vita e non sui nostri progetti. Sono le sorprese di Dio che ancora infondono gioia e fiducia ai nostri giorni.
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