Askatasuna, notificati 5 arresti domiciliari e 12 obblighi di firma
Diciotto misure cautelari sono state eseguite dalla Polizia di Stato di Torino nei confronti di militanti dell’area antagonista, indagati a vario titolo per danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Torino su richiesta della Procura della Repubblica al termine di articolate indagini condotte dalla Digos. Le misure, eseguite nella mattinata odierna, riguardano complessivamente 18 persone (11 uomini e 7 donne) e consistono in 5 arresti domiciliari, 12 obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e un divieto di dimora nel comune di Torino. Le contestazioni fanno riferimento a diversi episodi avvenuti tra settembre e novembre dello scorso anno. In particolare, gli investigatori hanno ricostruito i fatti legati alla manifestazione in sostegno alla Global Sumud Flotilla del 24 settembre, quando circa 1.500 persone sfilarono fino alla stazione di Porta Susa: qui circa 700 manifestanti, dopo aver forzato un accesso, occuparono per circa un’ora e venti minuti i binari ferroviari, provocando il blocco della circolazione.
Ulteriori responsabilità sono contestate per i fatti del 2 ottobre, quando una trentina di attivisti raggiunse in bicicletta l’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle, tagliando la recinzione perimetrale e causando la sospensione dei voli per circa 30 minuti. Nella stessa giornata, durante un corteo serale, alcuni manifestanti riuscirono a entrare nelle Ogr in occasione dell’evento “Italian Tech Week”, danneggiando arredi e autovetture e spintonando gli addetti alla sicurezza. Nel successivo intervento del Reparto Mobile due operatori rimasero feriti. Contestati anche i disordini del 3 ottobre nelle aree attorno alle Ogr e davanti alla sede Leonardo di corso Francia, con il ferimento di sei operatori del Reparto Mobile e danneggiamenti a veicoli nel parcheggio aziendale. Tra gli episodi figura inoltre l’irruzione del 14 novembre nella sede della Città Metropolitana di Torino durante la manifestazione “No Meloni Day”, quando nove operatori rimasero feriti, e quella del 28 novembre nella sede del quotidiano La Stampa, dove furono danneggiate porte, una telecamera di videosorveglianza e tracciate scritte sui muri. Nel corso dell’indagine la Digos torinese ha denunciato numerosi presunti responsabili ed eseguito complessivamente 21 perquisizioni domiciliari; ulteriori tre perquisizioni, anche informatiche, sono state effettuate contestualmente all’esecuzione delle misure con il supporto del Centro operativo per la sicurezza cibernetica.
I collettivi: “Solidarietà agli arrestati e alle arrestate!”
“Questa mattina, con un’operazione di polizia all’alba sono stati notificati 5 arresti domiciliari e 12 obblighi di firma ad altrettanti compagni e compagne come esito di un’operazione della Digos di Torino, durata mesi, contro le lotte per la Palestina in città”. . A renderlo noto sono i collettivi vicini al centro sociale Askatasuna sui social e aggiungono “dai cortei oceanici che assediarono Leonardo all’ingresso dentro le ogr fino al blitz a città metropolitana e la Stampa, la procura di Torino continua a costruire il proprio castello di carte”.
“Fra i tanti reati imputati ci sono i blocchi stradali e ferroviari, indice della volontà sia di colpire una pratica messa in atto da migliaia e migliaia di persone in tutta Italia, sia del fatto che il movimento di settembre e ottobre ha fatto veramente paura”, si legge ancora nel post. “A Torino da mesi si stanno susseguendo operazioni di polizia quasi settimanali contro le lotte, in un attacco che non accenna a fermarsi, ma anche le lotte non si fermano, saremo già da questo weekend a Livorno per il convegno ‘per realizzare un sogno comune’ organizzato dalla rete infoaut. Sarà un momento di condivisione e di analisi di come organizzarci insieme all’altezza della fase e del periodo che stiamo attraversando. Tutte e tutti liberi, solidarietà agli arrestati e alle arrestate!”.
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